Home»Ecologia»UN SANTUARIO PER LE BALENE, NON UN CIMITERO

Greenpeace in azione al Salone nautico di Genova

Al Salone nautico di Genova una ventina di attivisti di Greenpeace hanno aperto due striscioni sulla facciata principale del nuovo padiglione B: un gigantesco scheletro di balena accompagnato dal messaggio “Serve un Santuario non un cimitero”.

Greenpeace

Vogliamo portare all’attenzione di tutti il degrado del Santuario dei Cetacei, una zona di mare “protetta” dal 1999. Dopo un’intensa campagna di Greenpeace all’inizio degli anni ’90, finalmente nel 2001 l’Italia riconosceva la creazione del Santuario e si impegnava a proteggere balene e delfini dell’area. Oggi, nove anni dopo, il Santuario dei Cetacei rischia di diventare un cimitero: nessuna misura specifica di tutela è stata ancora attuata, le balene diminuiscono e il degrado aumenta.

Minacce come il traffico marittimo e l’inquinamento stanno mettendo a rischio un ecosistema unico. Le nostre ultime analisi indicano un’elevata contaminazione da batteri fecali in alto mare e un accumulo di sostanze tossiche nei pesci del Santuario, in alcuni casi oltre i limiti di legge. Nonostante le nostre denunce, il ministero dell’Ambiente continua a non fare nulla.

È per questo, che proprio da Genova, sede simbolo del Santuario e dove si svolge ogni anno il Salone Nautico, Greenpeace chiede alle Regioni che si affacciano sull’area di non nascondersi più dietro l’inattività del Ministero. La navigazione è uno dei principali problemi del Santuario e proprio le Regioni, che gestiscono le zone portuali nell’area, devono assumersi la responsabilità di garantire la sostenibilità del settore.

Da mesi chiediamo un incontro a Liguria, Toscana e Sardegna per discutere della gestione del Santuario, ma non ci è ancora stato concesso. Le Regioni devono dimostrare di voler tutelare davvero un patrimonio di cui anch’esse sono responsabili, stabilendo al più presto misure concrete di protezione. Le parole non bastano più, ci servono i fatti!

Un piano di gestione per tutelare il Santuario è stato sviluppato nel 2004, pagato ma mai attuato, e come se non bastasse da quest’anno l’organo di gestione del Santuario, il Segretariato con sede proprio a Genova, non esiste più.

Fonte: www.greenpeace.org/italy

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