Home»Articoli»Chicco Testa (ex Legambiente) contestato alla presentazione del suo libro “Tornare al nucleare”
Chicco Testa: "Tornare al nucleare"

Peppe Croce

Alcuni giorni fa una trentina di contestatori ha impedito a Chicco Testa, ex presidente di Legambiente e oggi tra i maggiori estimatori del ritorno all’energia nucleare, di presentare a Genova il suo libro “Tornare al nucleare? L’Italia, l’energia, l’ambiente”. Entrando nella sala che ospitava la presentazione i contestatori hanno iniziato a gridare frasi come “sei uno schifoso traditore, devi stare zitto”. La cosa ha fatto preferire a Testa di abbandonare l’incontro per evitare di accendere ulteriormente gli animi.

Parte della stampa nazionale e molti politici si sono affrettati a definire l’episodio come una dimostrazione dell’intolleranza e della rigidità degli ambientalisti. Il che, ovviamente, è una cosa stupida come il gesto stesso di impedire un dibattito pubblico.

Per quanto Testa non sia, a sua volta, un campione del dibattito sereno e pacato (indimenticabile il suo “ti spacco la faccia” al geologo Mario Tozzi proprio durante un dibattito sul nucleare), episodi come quello di Genova vanno condannati senza fare distinguo e senza sbizzarrirsi nel cercare giustificazioni. Resta, però, il fatto che non è bello, né giusto, insultare le persone.

Se i metodi della contestazione sono incivili, diverso è il discorso in merito alle motivazioni: Testa era un campione dell’ambientalismo italiano e, politicamente, un comunista convinto mentre ora guida il “Forum nucleare”, nato per stimolare il dibattito in favore del ritorno al nucleare e all’interno del quale praticamente siede solo l’industria.

Il salto mortale intellettuale, effettivamente, c’è ed è difficile negarlo. Il che, ovviamente, non giustifica nessuna offesa pubblica come quella di Genova: contestare il ritorno al nucleare è più che lecito per chi crede che questo tipo di energia non sia ancora del tutto sicura e possa pregiudicare la salute e l’ambiente.

Allo stesso modo è altrettanto lecito difenderlo se si crede che non ci sia alcun problema derivante dalle centrali nucleari. Solo due cose non sono accettabili: imporre il nucleare ai cittadini senza chiedergli un parere (ammettiamo pure che un parere già ci sia, ma che sia “scaduto”) e impedire agli stessi cittadini di ascoltare l’opinione di uno scrittore durante un evento pubblico per farsi un’idea in merito.

Cioè esattamente quello che sta succedendo in Italia dove il nucleare è stato deciso e imposto dall’alto e le reazioni a volte, come nel caso dei contestatori di Chicco Testa, sono scomposte e finiscono per danneggiare la causa, invece di favorirla.

Fonte: www.ecoblog.it

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