Home»Nonviolenza»Educazione»Un esempio raccapricciante di “pedagogia nera”

Pedagogia nera

Matteo Della Torre

Il video che proponiamo (Stop Terrorizing Children) rappresenta un raccapricciante esempio di “pedagogia nera“, secondo la quale i bambini sono tendenzialmente cattivi e predisposti ad operare il male, a lasciarsi sopraffare dai vizi e dalla cattiva morale. Quindi vanno “guidati” da maestri “illuminati” e portati, con l’uso sistematico della repressione, sulla retta via ricorrendo alle più sconcertanti forme violenza, sevizie fisiche, psichiche e spirituali.

A nostro avviso si tratta di un vero e proprio “crimine pedagogico” che solo gente profondamente ottusa, ignorante, insensibile e radicalmente conservatrice può concepire e praticare senza provare un senso di ribrezzo per le torture inflitte a poveri bambini innocenti.

La pedagogia nera “è fatta di violenza fisica e psicologica, di sciatteria, di discrepanze, ecc..” (F. Cambi, G. Lo Cascio, L. Trisciuzzi). Essa distrugge sistematicamente “l’anima” (Morton Schatzman), l’autostima, l’indipendenza, la creatività e l’autonomia di giudizio dei bambini, che vengono trattati come futuri adulti da plasmare secondo un modello di adulto predefinito, disconoscendone nel presente ogni diritto in quanto persone. Attraverso un sistema di ricompense e punizioni, stimoli positivi e dolorosi – così come i meno sensibili tra gli uomini farebbero con i loro animali domestici – la “pedagogia nera” si offre come modello teorico di riferimento per una società intrinsecamente violenta ed illiberale, che plasma i futuri cittadini modello: obbedienti, sottomessi, arrendevoli, conformisti ed asserviti al potere costituito.

Evitiamo però di circoscrivere mentalmente la “pedagogia nera” nella eccezionale gravità dell’evento documentato nel video. Essa è molto più diffusa di quanto noi pensiamo. Bambini rinchiusi per punizione in stanze buie, legati per i polsi alle porte o alle sedie, costretti a stare seduti per ore alla sediolina senza potersi muovere, a stare “zitti e buoni”, pena percosse, minacce e sevizie psicologiche, anche a sfondo religioso, sono realtà molto più vicine a noi di quanto possiamo soltanto immaginare.

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