Home»Foto»Il discorso di Mirabello: le cose giuste dalla parte sbagliata?

Discorso di Fini a Mirabello

Filippo Cusumano

Fini fa un discorso tecnicamente perfetto. Parlando a braccio per più di un’ora, cavalca una ad una tutte le argomentazioni che in questi anni sono state rappresentate dalla sinistra.

Di Pietro ammette di condividere il discorso al 100%. “Sono le stesse cose che io dico da 15 anni” dice. E tutti noi pensiamo che è vero: Di Pietro lo ha detto in maniera meno elegante, affidandole ad una sintassi spericolata, ma le ha sempre dette quelle cose, chi può negarlo?

E, in un certo senso, Fini ha parlato anche come Travaglio. Alcuni passaggi del suo discorso sono autentiche rasoiate inferte all’immagine del leader, capolavori di sarcasmo.

“Berlusconi ha tanti meriti, lo dico senza ironia…” ha iniziato.

Ma poi di quei meriti non ne ha indicato nemmeno uno (se non quello di aver fermato, nel 1994, la “gioiosa macchina da guerra di Occhetto) dedicando invece molte battute ai suoi demeriti: stalinismo, metodi “infami”, atteggiamenti da padroncino d’azienda, promesse mancate.

Ma, pur dicendo “cose di sinistra”, Fini non vuole schierarsi apertamente nel campo che ha avversato fino a poco tempo fa.

Il suo discorso vuole sottrarre indecisi alla sinistra, vista l’impossibilità di fare il pieno a destra come ai bei tempi (per lui!) di An.

Ecco quindi questo abilissimo discorso che disorienta tutti:

la sinistra perché si vede scavalacata, ma non del tutto (vista la disponibilità a garantire le immunità del premier)

la destra che si vede scaricata, ma non del tutto (vista la disponibilità a votare la fiducia).

Altra ambiguità: Fini crea un soggetto politico nuovo senza ancora battezzarlo partito. Finge di parlare come chi è stato esiliato ingiustamente da una purga staliniana e si aggrappa a questo stato di esiliato (come se fosse pronto a tornare!)

Ma al tempo stesso rivendica la necessità di collocarsi nell’alleanza non come minoranza di un partito, ma come terza forza.

Insomma Fini l’inafferabile.

Dice cose giuste, ma dalla parte sbagliata.

Si offre di dare la fiducia a chi con parole durissime sta sfiduciando.

Tutto e il contrario di tutto.

Rischioso.

Ma può piacere. Ormai comincia a mancare la lucidità in molti elettori. Per non parlare delle informazioni.

Molti a sinistra godono comunque del fatto nuovo perché pensano che, quali che siano le motivazioni di Fini, comunque la sua mossa rimuoverà una situazione stagnante.

Ma è presto per dire se la sinistra sarà in grado di cogliere le opportunità di una situazione come questa.

Soprattutto sapendo che ci sono in giro un irriducibile (Berlusconi), un noto illusionista (Fini) e una volpe che sfugge sempre alla pellicceria (Bossi).

Fonte: www.agoravox.it

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2 Responses to "Il discorso di Mirabello: le cose giuste dalla parte sbagliata?"

  1. Matteo Della Torre   10 settembre 2010 at 23:16

    Hai ragione. Proprio in questi giorni mi sto confrontando con l’arroganza ottusa di una certa sinistra che rifugge l’autocritica e il confronto con chi pensa diverso, al limite dell’omertà. Certo, una destra coerente che sappia sbarazzarsi del berlusconismo farebbe molto bene al paese e scoprirebbe le nudità programmatiche della sinistra che ha fatto dell’antiberlusconismo una bandiera per coprire i suoi preoccupanti vuoti di idee. E lo dico da uomo che si sforza di essere e pensare in modo critico e costruttivo, oltre gli angusti schieramenti di destra-sinistra.

  2. Uranio Mazzanti   9 settembre 2010 at 14:22

    “Dice cose giuste, ma dalla parte sbagliata”

    Ma perché “dalla parte” sbagliata?
    Non sarà semplificante ottusità pensare che vi sia parte “giusta”?
    Non sarà che è più tranquillizzante “sentirsi” (non soli) in una parte?
    Non nego la necessità dell’interfaccia tra due parti antagoniste: qualsiasi posizione definisce, nel merito, una parte e genera necessariamente (come le cariche elettrostatiche) una controparte, ma questa è per molti aspetti “virtuale” e comunque con una demarcazione che non è aprioristica e invalicabile.
    Anche la ricerca della “definizione” dell’avversario (il noto illusionista…) è un modo di “semplificare” anche se più elegante delle grillesche storpiature dei nomi.
    Preferisco poi comunque chi almeno predica bene, da uomo imperfetto e incoerente, a chi fa anche apologia di comportamenti scorretti.
    Se parti però ci hanno da essere, una destra forte e liberale farebbe molto bene a questa nostra confusa e saccente sinistra.

    Ciao

    Uranio

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