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Berlusconi al meeting di Comunione e Liberazione

Andrea D’Antrassi

In questi giorni stampa e tv parlano della presenza, accolta molto calorosamente, di politici del centro destra al Meeting di Comunione e Liberazione.

Anche quest’ anno, come è avvenuto negli anni precedenti, l’annuale kermesse di Rimini riversa un accoglienza con cori da stadio ai ministri berlusconiani.

Partendo dal presupposto storico che la chiesa cattolica fin da tempi immemori ha sempre appoggiato le forze più reazionarie diffidando da quelle più aperte e progressiste.

Dovremmo chiederci cosa spinge un movimento cattolico a sostenere così fortemente una classe dirigente come quella del centro destra italiano che ha fatto degli insegnamenti cristiani meri spot propagandistici, svuotandoli di ogni significato.

Meeting - Vignetta: Mauro Biani

I leader di destra di questo paese sono coloro che hanno appoggiato negli ultimi anni due guerre (Iraq ed Afganistan), quelli che hanno avvallato una cultura d’impronta leghista di odio e discriminazione verso l’altro, verso il diverso, verso i più deboli, sono gli stessi che hanno favorito il nascere di una società improntata sull’arricchimento personale a discapito del bene collettivo.

Comunione e Liberazione ha scelto in massa il pensiero unico berlusconiano per un solo motivo.

Il Cavaliere e la sua armata reazionaria infatti garantiscono lo status quo italiano.

Lo status quo di una società italiana fortemente segnata dai veti e dalle ingerenze delle gerarchie ecclesiastiche, dove sono ancora poco chiare le distinzioni tra le prerogative dello stato da quelle della chiesa.

Oltre ai conclamati interessi economici (soprattutto in Lombardia) alla base dell’insana simbiosi tra l’anomalo centro destra e il cattolicesimo militante italiano c’è un accordo.

Accordo che prevede un appoggio politico ed elettorale da parte di CL al Popolo delle libertà e Lega Nord.

Questa insana unione tra mondo cattolico e classe politica di centro destra ha fatto piombare il nostro paese in una delle epoche più cupe e oscurantiste che esso abbia mai vissuto.

Non assistiamo più ad un confronto politico che miri sotto differenti forme e disposizioni all’estensione dei diritti dei cittadini (tipica dei paesi occidentali di cui facciamo parte), ma ad un imposizione celata dei dettami cristiani in salsa berlusconiana.

Sarebbe auspicabile quindi che i politici tornino a parlare alla totalità dei cittadini e scendano dal pulpito dal quale pretendo di predicare, cercando di conciliare il buon senso alle opportunità che il progresso civile e scientifico ci propone, avendo in mente l’ ancora attuale motto che recita “libera chiesa in libero stato”, unica garanzia di un approccio laico alle problematiche che investono le nostre vite.

Fonte: www.agoravox.it

Vignetta di Mauro Biani: http://maurobiani.splinder.com

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