Home»Ecologia»Canada, i pesci si deformano

Pesce deformi

Tumori grossi come palle da tennis, alterazioni delle pinne, gigantismo delle teste: il lago di Athabasca è diventato una pozza degli orrori. Colpa delle vicine sabbie bituminose da cui viene estratto il petrolio. Lo stesso procedimento che l’italiana Eni sta per utilizzare in Congo.

Riccardo Bianchi e Mauro Munafò

Pesci rossi che dovrebbero essere bianchi, con tumori grossi come palle da tennis e deformazioni di ogni tipo sulle pinne, sullo scheletro e sul corpo. Lo ‘spettacolo’ allestito da un gruppo di scienziati, pescatori e cittadini per denunciare l’inquinamento della regione canadese del lago di Athabasca è degno di un circo degli orrori. Deformazioni e malattie della fauna del lago hanno con ogni probabilità un solo responsabile: lo sfruttamento delle vicine sabbie bituminose da cui viene estratto il petrolio. Una tecnica assai contestata dagli ambientalisti ma di sempre maggior successo, non solo in Canada.

La conferenza stampa allestita nell’Università dell’Alberta, la regione canadese con il lago di Athabasca, è solo l’ultimo passo di una lunga battaglia che si sta combattendo tra autorità e industria petrolifera da un lato e ambientalisti, pescatori e cittadini dall’altro. Secondo i dati disponibili sul sito dello stato dell’Alberta, il business del petrolio delle sabbie bituminose rende tre miliardi di dollari l’anno in tasse incassate dal governo locale, oltre ad attrarre circa 20 miliardi di dollari l’anno di investimenti nel settore dell’energia. Per lo stato dell’Alberta il settore dell’energia vale il 28% del prodotto interno lordo, oltre 80 miliardi di dollari su 290 complessivi, e garantisce un lavoro a 145 mila persone. Un giro di affari destinato ad aumentare nel tempo, visto che si stima siano proprio le sabbie canadesi la seconda riserva petrolifera del mondo con i loro potenziali 171 miliardi di barili (il 13% delle riserve mondiali).

Forti delle prove mostrate al pubblico e alla stampa, gli abitanti di Fort MacKay e Fort Chipewyan, con alcuni rappresentanti politici locali, scienziati e pescatori, hanno indirizzato una lettera al primo ministro canadese affinché attivi un serio programma di monitoraggio sulla salute dei pesci che possa chiarire ogni dubbio sull’origine delle malformazioni. Nella lettera indirizzata al primo ministro, vengono esplicitamente citati gli impianti di sfruttamento delle sabbie bituminose e il collegamento tra gli scarichi di questi impianti e l’aumento delle malformazioni nei pesci.

Fonte: L’Espresso

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