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Julian Assange di Wikileaks

Julian Assange

Grazie a Cryptome sono riemersi due saggi simili scritti nel 2006 da Julian Assange di Wikileaks.

Cospirazioni di Stato e terroriste

10 novembre 2006

Dietro il governo apparente siede sul trono un governo invisibile che non ha alcuna fedeltà e non riconosce alcuna responsabilità alla gente. Distruggere questo governo invisibile e infamare questa empia alleanza tra l’economia corrotta e il governo corrotto è il primo compito di un uomo di stato.

(Presidente Theodore Roosevelt)

Mentre qui russando giaci, la congiura ad occhi aperti ne approfitta. Se la vita ti sta a cuore, scuoti il sonno e stà all’erta.

(The Tempest; Ariel, Atto II scena I)

Introduzione

Per cambiare radicalmente i comportamenti dei regimi dobbiamo prima pensare forte e chiaro che se c’è qualcosa che abbiamo imparato è che i regimi non vogliono essere cambiati. Dobbiamo andare oltre le esperienze di coloro che ci hanno preceduti e scoprire evoluzioni tecnologiche che ci possano incoraggiare ad agire diversamente da come fecero i nostri predecessori. Prima di tutto dobbiamo capire quale aspetto del governo o quale comportamento neocorporatista vorremmo cambiare o eliminare. Dobbiamo poi sviluppare un modo di pensare rispetto a questo comportamento che sia abbastanza forte da sostenerci e aiutarci ad attraversare la melma del linguaggio politicamente distorto in modo da poter fare chiarezza. Infine dobbiamo utilizzare questi mezzi per infondere a noi stessi e agli altri questo sentimento di nobilitazione in modo da agire in maniera efficace.

Il potere autoritario è sostenuto dalla cospirazione

Cospirare: lat. Conspirare, comp. di com = con insieme e spirare soffiare, respirare – unirsi nella volontà e nell’opera. Accordarsi segretamente nello stesso proposito per ottenere un dato fine, ma sempre di gran momento; più specialmente per abbattere il governo di uno stato.

Il miglior partito non è altro che una sorta di cospirazione contro il resto della nazione.

(Lord Halifax)

Quando certi dettagli sono conosciuti soltanto all’interno dei regimi autoritari, possiamo vedere delle interazioni cospiratorie tra l’elite politica non solo per preferenze o favoritismi all’interno del regime, ma soprattutto come metodo strategico per mantenere o rafforzare il potere autoritario. I regimi autoritari fanno nascere forze che vi si oppongono proprio perché essi ostacolano la volontà individuale e collettiva di perseguire la libertà, la verità e la realizzazione personale. I progetti a sostegno dell’autoritarismo, una volta scoperti, portano alla resistenza. Per tale ragione questi programmi sono tenuti nascosti dai poteri autoritari che riescono a perseguire i propri scopi. Questo basta a definire il loro comportamento come cospiratorio.

Così interviene nelle cose di stato; perché, conoscendo discosto, il che non è dato se non a uno prudente, è mali che nascono in quello, si guariscono presto; ma quando, per non li avere conosciuti si lasciono crescere in modo che ognuno li conosce, non vi è più remedio.

(Il Principe, Niccolo Machiavelli [1469-1527])

Cospirazioni terroristiche come grafi connessi

Prima e dopo l’11 settembre, il Maryland Procurement Office (che si occupa dei finanziamenti accademici da parte dell’Agenzia per la Sicurezza Nazionale. Cercate su google il codice “MDA904”) e altre istituzioni hanno finanziato dei matematici affinché analizzassero le cospirazioni dei terroristi come se si trattasse di grafi connessi (per leggere questo articolo non servono nozioni di matematica). Cerchiamo di estendere questa idea delle organizzazioni terroristiche e vediamola come un coltello che dissezioni le cospirazioni utilizzate per sostenere i governi autoritari. Noi utilizzeremo i grafi connessi come un modo per imbrigliare l’abilità di ragionamento spaziale del nostro cervello in modo da pensare in maniera nuova i rapporti politici. Questi grafi sono semplici da visualizzare. Prendete dei chiodi (i cospiratori) e fissateli a una tavola di legno senza seguire un ordine preciso. Poi prendete dello spago (la comunicazione) e fatelo passare da un chiodo all’altro senza romperlo. Il pezzo di spago che lega un chiodo all’altro è una connessione. Se lo spago è integro, è possibile passare da un chiodo all’altro tramite questo filo che li lega. I matematici definiscono questo tipo di grafo “connesso”. L’informazione passa da un cospiratore all’altro, ma nessuno di loro conosce l’altro oppure si fida di qualcuno, anche se sono tutti quanti connessi. Qualcuno si trova al margine, qualcun altro è invece centrale e comunica con più cospiratori, altri ancora possono conoscere soltanto due cospiratori, ma essere comunque un collegamento importante tra quei nuclei che prendono parte alla cospirazione stessa.

Dividere una cospirazione

Se tutte le connessioni tra i cospiratori vengono tagliate, allora non c’è cospirazione. Questo è però di difficile attuazione, per cui ci poniamo la prima domanda: qual è il numero minimo di connessioni da tagliare per poter dividere questo sistema cospiratorio in due gruppi composti dallo stesso numero di persone? (dividi e conquista). La risposta dipende dalla struttura della cospirazione. A volte non ci sono strade alternative perché l’informazione cospiratoria possa passare da un membro all’altro, a volte invece ce ne sono molteplici. Si tratta di una caratteristica interessante, e che può tornare utile, di una cospirazione. Ad esempio, se si uccide un cospiratore che fa da ponte, potrebbe essere possibile dividere la cospirazione. Ma vorremmo dire qualcosa riguardo tutte le cospirazioni in generale.

Alcuni cospiratori sono più uniti di altri

I cospiratori sono furbi: alcuni si fidano degli altri, alcuni invece rivelano poco. Le informazioni importanti passano con una certa frequenza attraverso certe connessioni, quelle di poco conto attraverso altri collegamenti. Per cui cerchiamo di espandere il nostro modello di grafo connesso in modo da includere non solo le connessioni, ma anche la loro importanza. Torniamo alla similitudine con la tavola di legno. Immaginate che alcuni chiodi siano collegati attraverso uno spago molto spesso, mentre altri tramite un filo molto sottile. Più la connessione è spessa, più è importante, e quindi maggiore è il suo peso. Tra cospiratori che non comunicano mai il peso è zero. L’importanza della comunicazione che passa attraverso una connessione è difficile da stabilire a priori, perché il suo valore effettivo è determinato dalla riuscita o meno della cospirazione. Diciamo semplicemente che l’importanza della comunicazione contribuisce al peso della connessione nel modo più ovvio: il peso di una connessione è proporzionale alla quantità di comunicazione importante che viene scambiata attraverso di essa. Il peso delle connessioni, però, cambia da cospirazione a cospirazione.

Le cospirazioni sono dispositivi cognitivi. Superano in astuzia ciascun singolo che ne fa parte

Le cospirazioni acquisiscono informazioni sul mondo in cui operano (l’ambiente cospirativo), le trasmettono ai cospiratori e poi agiscono in base al risultato. Possiamo considerare le cospirazioni come un tipo di dispositivo che ha input (le informazioni sull’ambiente) e output (le azioni atte a cambiare o mantenere invariato l’ambiente).

Che cosa calcola una cospirazione? Essa calcola l’azione successiva della cospirazione

Ora ci poniamo la domanda: quanto è efficace questo dispositivo? Possiamo fare un confronto dello stesso in periodi di tempo differenti? La cospirazione si rafforza o si indebolisce? Per rispondere a queste domande dobbiamo mettere a confronto due valori.

Possiamo trovare un valore che descriva il potere di una cospirazione?

Potremmo contare il numero dei cospiratori, ma in questo modo non ci potremmo rendere conto della differenza tra la cospirazione e gli individui che ne fanno parte. In che modo sono diversi? Gli individui all’interno di una cospirazione cospirano. Gli individui da soli invece no. Possiamo renderci conto di questa differenza se sommiamo le comunicazioni importanti (il peso) tra i cospiratori, e cioè il potere cospiratorio totale.

Il potere cospiratorio totale

Questo numero è un’astrazione, infatti la struttura delle connessioni all’interno di una cospirazione è straordinariamente unica. Ma guardando questo valore possiamo comunque trarne delle regole più generali.

Se il potere cospiratorio totale è zero, non c’è cospirazione

Se il potere cospiratorio totale è zero, non c’è flusso di informazioni tra i cospiratori e quindi non c’è cospirazione. Un incremento o una diminuzione sostanziale del potere cospiratorio totale significa quasi sempre ciò che ci aspettiamo, e cioè un incremento o una diminuzione dell’abilità della cospirazione di pensare, agire e adattarsi.

Separare le cospirazioni più pesanti

Voglio tornare alla precedente idea della divisione a metà di una cospirazione. Prima cercavamo di dividere una cospirazione in due gruppi identici in numero tagliando i collegamenti tra i cospiratori. Ora invece vediamo che un’idea più interessante è quella di dividere a metà il potere cospiratorio totale. Dato che una metà isolata può essere comunque vista come una cospirazione, possiamo continuare a effettuare delle divisioni.

Come possiamo diminuire la capacità di azione di una cospirazione?

Possiamo arginare la possibilità di azione da parte di una cospirazione diminuendo il potere cospiratorio totale finché non è più in grado di capire il proprio ambiente, e quindi non può più agire al suo interno. Possiamo dividere la cospirazione, ridurre o eliminare le comunicazioni importanti tra alcuni collegamenti più pesanti oppure tra molti collegamenti più leggeri. Gli attacchi tradizionali verso i gruppi cospiratori, come gli omicidi, hanno tagliato le connessioni dal peso maggiore con uccisioni, rapimenti e ricatti, oppure hanno isolato alcuni dei cospiratori a cui erano connessi.

Una cospirazione autoritaria che non è in grado di pensare in maniera efficiente non può proteggersi dai suoi oppositori

Quando guardiamo a una cospirazione come a un tutto organico, possiamo vedere che si tratta di un sistema di organi che interagiscono tra loro, un corpo con arterie e vene il cui sangue può diventare sempre più denso e scorrere sempre più lentamente finché l’organismo non cade a terra, incapace di capire e controllare le forze nel suo ambiente.

Fonte: www.wired.it

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