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Cloud Computing

Ryan Paul

Un gruppo di aziende nel campo del cloud computing ha annunciato un progetto chiamato OpenStack, che ha come obiettivo la produzione di un gruppo di software di cloud computing open source. Esso permetterà agli utilizzatori di ospitare sia i propri sistemi elastici di cloud computing, che le proprie storage grid scalabili. Partecipanti chiave a questo progetto sono l’azienda di hosting Rackspace e la NASA.

Il progetto è costituito da alcuni componenti interoperabili che verranno rilasciati mano a mano che il codice verrà completato e sarà pronto per la fruizione pubblica. Il framework OpenStack Object Storage, basato sul servizio Cloud File di Rackspace, sarà il primo componente disponibile di OpenStack.

I finanziatori di OpenStack si stanno anche preparando a rilasciare OpenStack Compute, un framework che fornisce dei moduli di computing elastico. Questo componente non è ancora pronto per essere rilasciato ufficialmente, ma il codice sorgente preliminare è disponibile in anteprima. È basato su Nebula, la piattaforma di cloud computing della NASA, e sul servizio Cloud Servers di Rackspace.

Il software OpenStack è distribuito con licenza open source Apache 2.0. Questo permetterà agli utenti di modificare e ridistribuire il codice, e addirittura di incorporarlo in software closed-source. Il codice sorgente è ospitato su Launchpad, la suite di strumenti web-based dedicati allo sviluppo collaborativo di Canonical. Il codice è scritto per lo più nel linguaggio di programmazione Python e utilizza dei framework di programmazione ben conosciuti, come Twisted e Tornado di FriendFeed.

Abbiamo parlato con il responsabile tecnico di Cto John Engates per saperne di più sul progetto e sulla tecnologia coinvolta. Ci ha detto che uno dei maggiori obiettivi perseguiti con il progetto OpenStack è di incoraggiare lo sviluppo dell’open source per la tecnologia di cloud computing interoperabile. Engates è convinto che la tecnologia open source sarà d’aiuto per accelerare il processo di conoscenza e di adozione della tecnologia cloud, da cui trarranno beneficio Rackspace e altri hosting provider commerciali.

Abbiamo chiesto un confronto tra OpenStack ed Eucalyptus, un framework open source di cloud computing già esistente che è compatibile con EC2. Endgates ha affermato che il progresso di Eucalyptus è ostacolato da problemi di scalabilità che invece OpenStark può superare facilmente. Ha spiegato inoltre che è proprio questo che rende OpenStark una soluzione migliore per lo sviluppo e l’utilizzo su larga scala.
Nebula, la piattaforma della Nasa, venne inizialmente costruita su Eucaplytus, ma l’agenzia spaziale iniziò a sviluppare una soluzione, chiamata
Nova, in risposta ai sempre crescenti problemi generati dalle limitazioni di Eucalyptus. Il codice derivante da Nova è una delle caratteristiche chiave del software OpenStack Compute.

Il mondo del computing scientifico moderno ha bisogno di sempre più spazio di archiviazione e di maggior potenza, disponibile su richiesta“, ha affermato il CTO della NASA Chris Kemp. “Per poter soddisfare questa richiesta abbiamo costruito Nebula, una piattaforma cloud progettata per incontrare i bisogni della nostra comunità di scienziati e ingegneri. La NASA e Rackspace si pongono come primi e unici promotori di questa iniziativa basata sulla nostra esperienza di costruzione di piattaforme cloud su larga scala e sul nostro desiderio di includere l’open source“.

Anche se Rackspace e la Nasa si sono fatti promotori del progetto OpenStack e ne hanno assunto le redini, altri partecipanti hanno voluto aderire. Engates afferma che ci sono più di 20 aziende coinvolte e che questo progetto sarà un modello aperto. Mentre la tecnologia del cloud computing prende sempre più piede, questo modello open source guidato dalle aziende potrebbe dare una spinta all’interoperabilità, nonché aiutare i consumatori a districarsi nel panorama del closed source.

Fonte: www.wired.it

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