Home»Ecologia»Energy Revolution»Incendi in Russia, allarme Greenpeace: a fuoco anche i terreni contaminati da Chernobyl

Incendi in Russia

Peppe Croce

Che siano derivati dal riscaldamento globale o da semplici piromani, gli incendi che stanno devastando da settimane la Federazione Russa e altri paesi dell’est Europa iniziano comunque a fare realmente paura.

Dopo il rischio per le centrali nucleari attive, alcune delle quali sono in pericolo perché circondate dalle fiamme, ora la cittadinanza teme per le radiazioni che potrebbero diffondersi a causa di alcuni roghi che stanno interessando le aree contaminate dall’incidente di Chernobyl del 1986.

Greenpeace Russia ha preso una mappa e ha segnato tutte le aree colpite dal fuoco, mettendo in evidenza, già alcuni giorni fa, che gli incendi si stavano avvicinando pericolosamente alle foreste della regione di Bryansk. Si tratta di una delle aree interessate dalla contaminazione dell’incidente di 25 anni fa.

Ad oggi sono almeno tre i roghi che suscitano l’allarme degli ambientalisti perché il fuoco, o meglio il fumo, porta in atmosfera e diffonde nell’aria le particelle del terreno contaminate.

Una eventualità confermata dal ministro russo alle Emergenze (una sorta di ministro alla Protezione Civile) Sergei Shoigu che, pur affermando che i roghi nelle aree contaminate sono stati tutti spenti immediatamente, ammette:

Se il fuoco dovesse diffondersi su quest’area, esso potrebbe immettere la contaminazione nucleare di Chernobyl nell’aria e apparirebbe una nuova area contaminata. Il livello di radioattività potrebbe salire, ma non ai livelli del disastro di Chernobyl. Tuttavia non sottostimerei il rischio di esposizione perché sappiamo molto poco sugli effetti sulla salute della combinazione della CO2 con le radiazioni a basso dosaggio.

Fonte: www.ecoblog.it

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