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WikiLeaks

Un enorme file, liberamente scaricabile ma criptato, sarebbe l'”assicurazione” di Assange e WikiLeaks.

Gabriele Battaglia

Un file criptato potrebbe contenere altri documenti sulla guerra in Afghanistan, simili a quelli secretati dal Pentagono e pubblicati da WikiLeaks il 25 luglio.
Ma è un file così pesante, ben
1.4 Gb, da suggerire che eventuali “rivelazioni” in esso contenute possano avere un eco ancora più assordante di quelle già pubblicate. Forse finora abbiamo avuto solo l’antipasto.

Rinominato “insurance.aes256“, è visibile online e scaricabile, in coda a quelli già noti. Come recita beffardamente il nome, potrebbe essere l'”assicurazione” per il fondatore di WikiLeaks Julian Assange. Come nei migliori thriller, il testimone chiave o il criminale pentito mette in cassaforte parte delle sue verità per garantirsi l’immunità.
L’estensione “
.aes” designa invece un sistema di criptazione tra i più sicuri e che, ennesima beffa, è utilizzato sia dal governo statunitense sia dalla Cia. Come a dire: ti do scacco matto con le tue stesse mani.

L’ipotesi che il file sia una sorta di assicurazione sulla vita è comparsa in un altro sito che diffonde materiale classificato e riservato, Cryptome, secondo cui se qualcosa succedesse ad Assange o a WikiLeaks alcuni “volontari” potrebbero diffondere il rete la password per leggere il file.
“Il file ‘insurance.aes256’ è
dieci volte più grande degli altri sette file messi insieme. Sembra essere criptato con il sistema Aes. Ci si chiede se includa i 15mila documenti afgani trattenuti o i file originali allo stato grezzo. Oppure qualcosa di molto più grosso, pre-posizionato per una pubblicazione (“assicurazione”) a fronte di eventuali attacchi da parte dei dipartimenti della Difesa e della Giustizia o da ignoti. Un codice d’accesso verrebbe poi ampiamente diffuso o pubblicato in caso di un’azione di forza.”

Il dibattito sulla reale natura del file ovviamente impazza in Rete, dove si fa strada anche un’altra ipotesi: il documento sarebbe uno splendido bluff. Si tratterebbe cioè di puro codice spazzatura messo lì da Assange e soci per far credere di essere in possesso di molti altri segreti scottanti. Dal punto di vista della sua funzione “assicurativa” poco cambia. Discorso completamente diverso invece per la sua importanza documentaria: in tal caso, sarebbe nulla.

Secondo “Wired”, Bradley Manning – il marine Usa accusato della fuga di notizie (“leak”) verso WikiLeaks – avrebbe confidato all’ex hacker Adrian Lamo che i documenti giunti in possesso di Assange sono molti di più dei 91mila già diffusi (a cui si aggiungono 15mila di cui è stata rinviata la pubblicazione per ragioni di sicurezza): si parla di 500mila.

Gabriele Battaglia

Fonte: www.peacerepoter.net

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