Home»Articoli»Ambiente: «Non basta elencare i problemi occorre denunciare le responsabilità»

Inceneritore

SAN FERDINANDO DI PUGLIA LE ACCUSE DI CITTADINANZA ATTIVA IN UN CONVEGNO

Gaetano Samele

“Non basta elencare i problemi, ma occorre denunciare le responsabilità, con nome e cognome, ed in questo registro la preoccupante reticenza del popolo della sinistra”. E’ il giudizio, a caldo, di Matteo Della Torre, uno degli organizzatori dell’incontro promosso a San Ferdinando dal Movimento di cittadinanza attiva per un comune virtuoso, sulle emergenze ambientali che toccano un vasto territorio comprendente dieci Comuni dauni organizzati in Consorzio di Bacino Fg4 (Cerignola, Ortanova, San Ferdinando, Trinitapoli, Margherita di Savoia, Ortanova, Ordona, Stornara, Stornarella e Carapelle) e quattro del nord barese ofantino (Canosa, Barletta, Andria e Trani). “Durante l’incontro – denuncia con forza Della Torre – movimenti e gruppi che si ispirano alla sinistra e che si oppongono alla costruzione degli inceneritori e degli impianti a biomasse hanno parlato in termini vaghi di interessi economici, di lobbies e di complicità tra imprenditoria e politica “trasversale” (destra e sinistra), ma ci si è ben guardati dal fare il nome del decisore principale, Nichi Vendola, mentre in passato puntavano, continuamente e giustamente, il dito contro Raffaele Fitto. La verità è che entrambi hanno portato avanti il discorso sugli inceneritori”.

Gazzetta del Mezzogiorno del 28 agosto 2010

E a tal proposito riporta una dichiarazione del presidente della Regione Puglia: “Noi abbiamo fatto partire tutti gli impianti che devono servire a costruire un ciclo moderno dello smaltimento dei rifiuti. Abbiamo, nella parte privata, tra termovalorizzatori autorizzati e quelli in via di autorizzazione, un numero complessivo di cinque termovalorizzatori che ci fanno guardare con tranquillità al futuro“. In verità, durante l’assemblea, ad esprimere, con nome e cognome, un giudizio negativo nei confronti del “gover natore” è stato Francesco Caravella, di Ordona, a proposito della autorizzazione, all’Eta, gruppo che farebbe riferimento al presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, per la costruzione dell’ince – neritore a Borgo Tressanti. Sulla questione delle centrali a biomasse, alcune già in costruzione e altre in fase di istruttoria, Della Torre fa rilevare che ciò è possibile grazie ad una normativa regionale sulle energie rinnovabili che consente la realizzazione di mega centrali da 30 e 40 Mw. “Sarebbe sufficiente afferma – modificare la norma prevedendo una potenza massima di 2 Mw, individuando, nel contempo, le caratteristiche del sito, una sorta di Prg per questi impianti”. A proposito dell’assenza totale di esponenti politici all’incontro, Della Torre rileva che, ormai, “la questione dell’energia e della gestione dei rifiuti viene utilizzata localmente dai politicanti, di destra e di sinistra, a livello di amministrazioni locali, a seconda delle situazioni, solo per trarre un beneficio propagandistico e polemizzare con chi è in quel momento al governo, invece di indicare incoerenze ed errori, con senso di verità e autocritica, creando, allo stesso tempo, un fronte comune, per formulare proposte concrete per la soluzione dei problemi”.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

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2 Responses to "Ambiente: «Non basta elencare i problemi occorre denunciare le responsabilità»"

  1. Teoraro   29 agosto 2010 at 12:52

    Articolo alquanto impreciso, in pieno stile gazzetta. Ormai questo è il giornalismo spazzatura che si ostina ad inquadrare tutto in temini partitici e quando raramente si apre a nuove realtà non ha i mezzi speculativi per farlo. Il vero attuale problema è quello informativo, e la stampa ha il diritto-dovere di entrare nelle questioni sporcandosi le mani: l’approssimazione dovrebbe lasciare spazio all’utilità dei dati necessari ad agire. E non mi rispondete che questo è un altro tipo di giornalismo più divulgativo, per me è solo sviante. E’ solo la chiacchiera data alla gente invischiata nel cattivo ciclo dei rifiuti politici.

  2. Peppe   29 agosto 2010 at 11:54

    Sono completamente d’accordo. Ma, da parte del comitato spontaneo, non c’è nessun problema a fare i nomi; l’unica cosa è che parlare di Vendola e anche della Marcegaglia potrebbe diventare una forma di “personalizzazione”, mentre qui il problema riguarda tutta la cittadinanza. (Noi non siamo di sinistra, se c’è ancora bisogno di specificarlo!).
    Il comitato spontaneo non ha parlato solo di inceneritori e biomasse, ma anche lanciato una proposta concreta sulla riorganizzazione della raccolta differenziata nei Comuni del bacino FG4: invece di perdersi nelle richieste e nelle attribuzioni di responsabilità ai politici, si stabilisce l’agenda politica e poi se ne giudica in base a questo.
    Chiedere a SeL di fare qualcosa contro la legge regionale sull’energie rinnovabili, che tace sugli inceneritore e promuove la fonte rinnovabile delle biomasse, non è reticenza, è pura vanagloria. La funzione dei cittadini critici è un’altra cosa …

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