Home»Ecologia»Agricoltura biologica»La guerra del mais transgenico: 
”Distruggete quei campi”

Attivisti di Greenpeace in azione nel campo di mais OGM a Vivaro, in provincia di Pordenone

Ambientalisti di Greenpeace e cittadini mobilitati in provincia di Pordenone. Le analisi di Greenpeace hanno confermato che nelle coltivazioni di Fanna è stato piantato il Mon810 della Monsanto: “Un atto irresponsabile e illegale, i pollini ogm stanno già volando nei terreni vicini”. La difesa degli agricoltori.

Elisa Cozzarini

La distruzione di un campo di mais ogm ordinata nei giorni scorsi dalla Regione Piemonte e dalla magistratura nel territorio di Pinerolo

PORDENONE – E’ uno dei primi casi programmati in Italia di coltivazione di mais geneticamente modificato ed è per questo che sui campi di Fanna, in provincia di Pordenone, si è acceso subito lo scontro. Se c’era qualche dubbio, del resto, sono state le analisi sui campioni prelevati nei giorni scorsi da Greenpeace a confermare i timori degli ambientalisti: l’oggetto delle coltivazioni è il Mon810, un mais geneticamente modificato brevettato e commercializzato dalla multinazionale americana Monsanto.

“Abbiamo scoperto in pochi giorni quello che le autorità avrebbero dovuto dire da tempo, rivelando la fonte della contaminazione transgenica – denuncia Federica Ferrario, responsabile della campagna Ogm di Greenpeace – Siamo di fronte a un atto assolutamente irresponsabile e illegale. Il mais è già completamente fiorito e da giorni sta spargendo il proprio polline sui campi vicini e su una vasta area, trasportato dal vento e dagli insetti“.

Quanto alla legalità dell’iniziativa, gli ambientalisti sono certi che non è sufficiente il via libera dato dal Consiglio di Stato a gennaio: la piantumazione del mais Ogm in Friuli, accusa Greenpeace, viola il decreto legislativo 212 del 2001, che prevede il rilascio di una specifica autorizzazione per la loro semina. Per chi procede in assenza di autorizzazione è previsto l’arresto da sei mesi a tre anni o l’ammenda fino a 51.700 euro. Inoltre, aggiunge Greenpeace, un decreto interministeriale (agricoltura, salute, ambiente) di aprile a tutela delle produzioni tradizionali locali, vieta espressamente la coltivazione di mais Ogm Mon810 in Friuli.

Dalla parte dei contestatori c’è il precedente della Regione Piemonte che pochi giorni fa, d’intesa con la magistratura, ha ordinato la distruzione di coltivazioni “fuorilegge” di mais geneticamente modificato su oltre 300 ettari nella zona di Pinerolo, in provincia di Cuneo, e al confine con la Lombardia. Dice Giorgio Cavallo, presidente di Legambiente Friuli Venezia Giulia: “Al di là della sua pericolosità, ciò che sta avvenendo è paradossale. Il Friuli vorrebbe distinguersi per la tipicità delle sue coltivazioni, mentre con gli Ogm si va proprio in senso opposto, verso un’agricoltura omogeneizzata“. “Vogliamo ribadire il principio di precauzione – aggiunge Roberto Pizzutti, del Wwf friuliano – che non consente il via libera a sostanze o prodotti fino alla dimostrazione della loro assoluta innocuità. Inoltre, la cittadinanza si è più volte espressa contro gli Ogm”.

“Il Procuratore di Pordenone – dice Federica Ferrario – non può più perdere un solo minuto di tempo e deve porre fine a questa incomprensibile dilazione dei tempi. Va incriminato il responsabile di questa violazione e chi l’ha aiutato, e bisogna iniziare la conta dei danni legati a questo atto scellerato, che non devono certo ricadere sugli agricoltori onesti o sugli Enti pubblici”. Greenpeace chiede anche l’intervento immediato dei ministeri interessati, mentre tutte le associazioni ambientaliste, cittadini della zona e rappresentanti di istituzioni parteciperanno domani a una “veglia per la legalità” davanti al municipio di Fanna. Sinistra ecologia e libertà (Sel) chiede invece che il ministro Galan ordini il sequestro dei campi e la distruzione del mais ogm.

Dall’altra parte, a parte gli agricoltori dell’associazione Futuragra che hanno avviato la coltivazione del mais ogm, ci sono anche altre organizzazioni di categoria che si battono per l’introduzione in Italia delle coltivazioni transegiche. Giorgio Fidenato, presidente degli “Agricoltori federati”, ha minacciato di denunciare per procurato allarme l’assessore regionale all’agricoltura, il leghista Claudio Violino, che aveva espresso preoccupazione per l’uso del mais ogm. La polemica è alimentata anche dalle novità provenienti da Bruxelles.

La commissione europea proprio oggi ha infatti dato il via libera definitivo all’importazione in Europa, a fini alimentari e per la produzione di mangimi – e non per la coltura – di sei mais Ogm: si tratta di cinque nuovi mais transgenici e del rinnovo dell’autorizzazione, per altri 10 anni, all’importazione a utilizzazione del mais Bt11. Le nuove autorizzazioni riguardano il mais della Syngenta, il Bt11xGa21; il mais Dow AgroScience 1507×59122; il mais di Pioneer 59122x1507xNk603; e i mais di Monsanto Mon88017xMon810 e Mon89034xNk603. Sulla loro “sicurezza” l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare ha rilasciato una valutazione positiva.

Fonte: www.corriere.it

eBook

One Response to "La guerra del mais transgenico: 
”Distruggete quei campi”"

  1. vas fvg alto livenza   1 ottobre 2010 at 21:28

    OGM: IN POCHE ORE DUE BUONE NOTIZIE ITALIANE!
    Nel giro di poche ore sono arrivate due notizie positive per il futuro dell’agroalimentare italiano. La prima è che stamattina, gli assessori regionali all’agricoltura, riuniti nel Comitato agricolo della Conferenza Stato-Regioni, hanno rigettato l’ipotesi di coesistenza delle colture transgeniche, con quelle convenzionali e biologiche. Una decisione fondamentale che segna uno spartiacque tra una realpolitick che si piega al compromesso voluto dalle multinazionali agro-chimiche e una politica che difende i cittadini, l’agricoltura, l’ambiente.. ……La seconda notizia, giunta ieri sera, è che la magistratura ha ordinato la distruzione del campo di Fanna (quello di Vivaro era già stato distrutto dall’associazione Ya Basta!) e nello stesso pomeriggio il corpo forestale ha raccolto il mais Mon810 della Monsanto, illegalmente coltivato. Una conclusione questa che consente di dare un sospiro di sollievo a tutti quelli che hanno seguito, per ben 3 mesi, con il fiato sospeso le vicende del multimediale biotech-coltore Fidenato. Anche se un dubbio rimane: perché il mais biotech sequestrato è stato sistemato adeguatamente per poter essiccare e “mantenere le sue qualità inalterate”? VAS ritiene che quel mais, che ha già contaminato i campi adiacenti (con conseguenze economiche per gli agricoltori) non possa essere commercializzato e chiede che venga immediatamente distrutto.Simona Capogna, Vicepresidente VAS.

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Contatti

Uomoplanetario.org

Email

Telefono+39 (340) 1046944

×
  • HOME
  • ECOLOGIA
  • MEDIA
  • ABOUT
  • CONTACT