Home»Diritti umani»Italia: record di firme pro-referendum contro la privatizzazione dell’acqua

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

“Un risultato che segna un passo importante nella storia della democrazia e della partecipazione in questo Paese. Nessun referendum nella storia repubblicana ha raccolto tante firme”. E’ il commento del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua che ieri ha consegnato presso la Corte di Cassazione le oltre un milione e quattrocentomila firme raccolte nei mesi scorsi a favore dei referendum abrogativi delle norme che consentono la privatizzazione dell’acqua tra cui quella sui servizi pubblici locali contenute nel cosiddetto decreto Ronchi approvato dal Parlamento con voto di fiducia lo scorso novembre.

“Adesso – aggiunge la nota del Forum – chiediamo al Governo di emanare un provvedimento legislativo che disponga la moratoria degli affidamenti dei servizi idrici previsti dal Decreto Ronchi almeno fino alla data di svolgimento del referendum. Chiediamo inoltre alle amministrazioni locali di non dare corso alle scadenze previste dal Decreto Ronchi. Un milione e quattrocentomila firme rappresentano una delegittimazione di qualunque scelta tesa ad applicare il Decreto, a maggior ragione per quelle amministrazioni che vogliono addirittura anticiparne le scadenze”.

In mattinata in piazza Navona a Roma il comitato promotore ha allestito un muro di scatole di raccolta firme con la scritta “Poniamo un argine alla privatizzazione dell’acqua“: una manifestazione che è proseguita davanti al Palazzo di Giustizia dove centinaia di persone hanno realizzato la coreografia del “Quarto stato dell’acqua” con la consegna delle firme alla Corte di Cassazione. La campagna è iniziata due mesi fa, la quota fissata dalla legge è di 550mila firme in tre mesi, ma il traguardo delle firme era stato raggiunto a tempo di record.

In piazza a festeggiare il risultato c’erano fra gli altri Stefano Leoni, presidente del Wwf, padre Alex Zanotelli, Marco Bersani di Attac, Corrado Oddi della Funzione pubblica Cgil, alcuni esponenti dei partiti della sinistra che hanno appoggiato – ma non promosso, hanno precisato gli organizzatori – la raccolta di firme. “In tre mesi – ha spiegato al Corriere della Sera Guido Barbera, presidente di ‘Solidarietà e Cooperazione Cipsi‘ – abbiamo raccolto il maggior numero di firme rispetto a tutte le altre esperienze referendarie italiane. Con il migliore dei presupposti possibili comincia da qui l’avventura, un lungo percorso che ha come prossima tappa 25 milioni di votanti nel 2011. Per alcuni sono solo numeri, per noi sono la storia del nostro futuro!”.

“I tre quesiti vogliono abrogare la vergognosa legge approvata dall’attuale governo novembre 2009 – il cosiddetto decreto Ronchi approvato con voto di fiducia – e le norme approvate da altri governi in passato che andavano nella stessa direzione, quella di considerare l’acqua una merce e la sua gestione finalizzata a produrre profitti” – spiega la nota del Comitato. La posta in gioco è enorme: l’acqua potabile italiana, oggi, vale 5,5 miliardi di metri cubi consumati (su 8 erogati, con un indice di dispersione pari al 30%) e 4,2 miliardi di euro fatturati.

Come detto la sfida che il comitato promotore ha davanti è quella di portare almeno 25 milioni di italiani a votare tre “sì” la prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici. Un risultato che oggi, alla luce del “risveglio democratico” a cui si è assistito nei mesi della raccolta firme, sembra assolutamente raggiungibile. [GB]

Fonte: www.unimondo.org

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