Home»Articoli»In Catalogna vengono abolite le corride
Corrida

Simone Muscas

Non si tratta di una novità assoluta, dato che già dal 1991 la Giunta regionale delle Isole Canarie le aveva abolite, tuttavia è importante rimarcare come una delle più sviluppate Regioni spagnole, la Catalogna, abbia deciso di porre fine alle corride, croce e delizia della cultura iberica. Nella giornata di oggi infatti, con 68 voti a favore, 55 contrari e 9 astensioni, si è legiferato in favore del loro divieto in Catalogna.

Per quanto la cultura delle corride non sia particolarmente diffusa nel Paese catalano (ricordiamo infatti che la Plaza de Toros Monumental di Barcellona è l’unica arena ancora attiva nella regione) è comunque importante sottolineare l’evento vista la tradizione di queste manifestazioni in Spagna.

Esulta intanto, attraverso i suoi portavoce, l’associazione animalista che ha condotto con successo questa battaglia anti-corride. Il risultato raggiunto, dicono, è un successo che mostra il buono stato di salute della società catalana e che mette fine a cinque secoli di crudeltà. La penserà allo stesso stesso modo il Governo spagnolo? Chissà, ciò che sembra certo infatti è che la Spagna faticherà e non poco a privarsi delle corride visto il businnes generato da questi spettacoli che, per quanto oramai siano più di attrazione turistica che non di radicata cultura, hanno una popolarità enorme in tutto il mondo.

Un altro fattore che alimenta forti dubbi alla diffusione nel resto del Paese della decisione catalana è legato, oltre allo strapotere delle regioni di Madrid e Siviglia, da anni leader nella tradizione delle corride, soprattutto al fatto che questa sembra più una decisione politica votata per alimentare ideali di indipendenza della Catalogna dal resto del Paese che non una vera e propria presa di posizione dettata da precisi ideali.

E’ probabile quindi che, in Catalogna e nelle Isole Canarie a parte, per molti anni ancora i turisti amanti delle corride possano godere di questi pseudo-spettacoli, con buona pace degli animalisti di tutto il mondo e di chi come me, che animalista vero e propro non si professa, rinnega totalmente simili carneficine spettacolarizzate.

Fonte: www.ecoblog.it

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