Home»Articoli»Farmaci on-line, opportunità o rischio?

Pillole

Giacomo Fiore

Che i farmaci possano essere acquistati da Internet non è un fatto nuovo. Si può fare praticamente dall’esordio del Web come mezzo di comunicazione. È facile, si possono scavalcare i confini politici e normativi azzerando anche i tempi necessari alle procedure legali che rendono ufficialmente prescrivibile un farmaco nella propria nazione e magari si riesce anche a risparmiare. Questo è però solo il lato lucido della medaglia. L’altro è pieno di rischi: mancando il filtro di un medico non si è sempre sicuri di acquistare il farmaco desiderato e soprattutto quello corretto per le proprie esigenze.

Tuttavia il fenomeno esiste, è in crescita e merita di essere studiato. Sia a livello nazionale che comunitario le posizioni verso le cosiddette farmacie on-line si stanno ammorbidendo. Sicuramente non siamo sul punto di far diventare una routine comprare farmaci dal computer ma la discussione è aperta.

Bisogna infatti tener anche presente che Internet è anche la bibbia degli ipocondriaci. In pochi minuti ci si può autodiagnosticare quasi di tutto e se i farmaci fossero a distanza di un click, anche effetti collaterali, interazioni pericolose e trabocchetti piazzati da truffatori sarebbero altrettanto vicini. Secondo l’Anifa (Associazione nazionale dell‘industria farmaceutica dell’automedicazione) appena l’1 per cento delle farmacie digitali è in regola con la Legge. Il restante 99 attira l’utente in una zona senza controlli, sicurezza sulla preparazione e sulla conservazione dei prodotti e nella quali magari affondano anche i dati usati per il pagamento che finiscono nel limbo del phishing. In Europa la vendita online dei farmaci è legale solo in Gran Bretagna e Germania. In Italia il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha recentemente affermato che, vista che in Europa stanno cominciando a prevalere posizioni di apertura, anche il Governo italiano valuterà una posizione più al passo con i tempi. Fazio ha comunque precisato che l’eventuale apertura riguarderà esclusivamente i farmaci che non subiscono l’obbligo della prescrizione medica.

Parlando di medicinali, è ovvio il coinvolgimento dei farmacisti. Andrea Mandelli, presidente della Fofi (Federazione Ordini Farmacisti Italiani) usa toni di cauta apertura. Secondo Mandelli da qualunque punto di vista si parta, è indispensabile tenere a mente che l’imperativo categorico è sempre quello della sicurezza del cittadino. Da Annarosa Racca, presidente di Federfarma arriva invece una presa di posizione più rigida. Secondo Racca infatti introdurre in Italia la possibilità di accedere a farmacie online è sostanzialmente inutile, per la natura stessa della catena di distribuzione dei farmaci nel nostro Paese. I pazienti italiani hanno infatti a disposizione circa 17.500 esercizi tra farmacie tradizionali, parafarmacie e corner e tutti possono vendere da sempre i farmaci senza obbligo di ricetta e quelli da banco, raccolti sotto il nome di Otc (Over the counter). Secondo Racca alla luce di questo i benefici di una nuova via distributiva verrebbero superati dai problemi e dai rischi aggiuntivi.

Riassumendo ecco i pro e i contro dei farmaci in vendita su Internet

Pro

1. Possibilità di risparmio indotta dalla concorrenza.

2. Consegna in luoghi lontani da farmacie tradizionali.

3. Risoluzione di piccole emergenze.

4. Possibile freno per le attività illegali.


Contro

1. Scarso controllo sugli effetti collaterali o su quelli derivati dall’uso contemporaneo di più medicinali.

2. Automedicazione immotivata.

3. Principio attivo contraffatto.

4. Furto di dati sensibili.

Fonte: www.wired.it

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