Home»Ecologia»Energy Revolution»Bp ha tappato il buco? Di certo non quello economico: vende mezzo giacimento in Alaska per 11 miliardi di dollari

Bp: Tappo alla marea nera

Peppe Croce

Bp ha annunciato che l’ultima versione del tappo-sifone posizionato sul buco dal quale, ormai da due mesi, escono decine di migliaia di barili di petrolio al giorno sta funzionando.

Installato l’altro ieri, quest’ultimo tappo a 48 ore di distanza sembra reggere la pressione e potrebbe durare a lungo risolvendo quasi del tutto il problema. Ma è quanto meno obbligatorio mettere un enorme punto interrogativo su questa soluzione, visto che Bp ci ha ormai abituato a buone notizie che scadono in giornata…

Dovrebbe durare un po’ di più, per la precisione fino al 27 luglio, la notizia che Bp (ormai con le pezze nel sedere e piena di debiti viste le cifre incalcolabili che dovrà risarcire a mezzo Golfo del Messico) stia pensando a vendere qualcosa per fare cassa. Secondo quanto riporta Bloomberg, infatti, ci sarebbe una trattativa ben avviata per cedere il 50% della propria quota del giacimento di Prudhoe Bay ad Apache.

Prudhoe Bay, per chi non lo sapesse, per Bp non è proprio quello che si definisce un gioiello di famiglia. E’ persino di più: una figlia femmina. E’ il più grosso giacimento statunitense, roba da oltre 400 mila barili al giorno estratti (da vari pozzi, di varie società). Bene, la parte posseduta da Bp potrebbe ora passare di mano (entro il 27 luglio, giorno di presentazione dei risultati economici dell’azienda nel secondo trimestre) per coprire i debiti tropicali causati dalla marea nera. Bp comincia a realizzare, almeno economicamente, che sorta di danno ha combinato…

Fonte: www.ecoblog.it

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