Home»Articoli»We(b) Love Magazines, Wired immagina la rivista del futuro

Wired

Jacopo Cirillo

Nel Salone d’onore della Triennale di Milano si è svolto oggi We love Magazines. L’occasione era la presentazione, insieme agli ideatori, dell’applicazione iPad di Wired America, già la più venduta su iTunes con oltre 80.000 copie. Riccardo Luna, direttore di Wired Italia ha moderato l’incontro, sul palco l’architetto Italo Rota, l’art director di Wired Italia David Moretti e il fotografo Oliviero Toscani. Il tema della serata gravitava attorno al ruolo della tecnologia e del design nella creazione e nella fruizione dei magazine del futuro, salvo poi scoprire che questo futuro è già ampiamente arrivato. Scott Dadich, recentemente pluripremiato come miglior art director del mondo e Jeremy Clark, illustravano l’innovativa applicazione di Wired, raccontando le fasi attraverso cui sono arrivati a ideare “un nuovo modo di intendere il rapporto tra persone e magazine”.

Una vera e propria esperienza digitale che combina la qualità del giornale cartaceo con la funzionalità e l’interattività del device elettronico. L’applicazione è effettivamente sorprendente: adatta a diversi tipi di schermi (tablet ma anche smartphone e tv), riesce, nelle parole di Dadich, a “ripensare il magazine: tramite l’interfaccia touch screen cambia la maniera il cui le persone si aspettano di leggere, in un modo intuitivo ed efficiente, senza il rischio di perdersi nei meandri di un’offerta sempre più completa e multimediale”. Il prodotto infatti combina immagini, audio e filmati, in un’esperienza interattiva unica. Oliviero Toscani ha ammesso le immense potenzialità delle nuove tecnologie ma ha ammonito: “la tecnologia crea le forme del suo tempo ma non bisogna impressionarsi. Piuttosto mi preoccupa chi pensa che siano le innovazioni a produrre creatività. In realtà sono solo degli strumenti, come la matita per un creativo”. Italo Rota, ammette che “i giovani oggi sono geneticamente diversi, stanno assistendo a mutazioni talmente rapide che le generazioni precedenti non capiscono ma guardano solo da osservatori esterni”.

Le nuove tecnologie infatti corroborano il desiderio di diventare creativi, di partecipare alla complessità perché, invece di comprimerla, la rivelano e ne sono le mappe. David Moretti, infine, ha voluto sottolineare la responsabilità di disegnare per Wired, soprattutto nel creare “un lovemark, un rapporto unico con il lettore. Wired ormai è un lifestyle magazine perché suggerisce degli stili di vita ben precisi”.

L’obiettivo di Wired Italia, insieme ai “cugini” inglesi rappresentati dal direttore David Rowan, è portare l’applicazione in Europa dopo l’estate, insieme alla nuova versione del sito web: deadline l’8 ottobre, giorno della consegna del Nobel per la pace a cui quest’anno è ovviamente candidato anche Internet.

Fonte: www.wired.it

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