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Le balene non sono in vendita

Greenpeace protesta sulle scalinate di Piazza di Spagna, nel cuore di Roma, esponendo davanti a una balena lunga quindici metri uno striscione “Le balene non sono in vendita“. Con la promessa di soldi e la metodica corruzione i Paesi balenieri stanno cercando di raggiungere la maggioranza alla 62esima riunione della Commissione Baleniera internazionale (IWC), che inizia oggi ad Agadir in Marocco. Mentre si è veramente a un passo dalla riapertura della caccia commerciale alle balene, l’Italia sta zitta sulla compravendita di voti che minaccia le balene.
Nei prossimi cinque giorni ad Agadir i governi di tutto il mondo dovranno decidere del
futuro delle balene: sul tavolo c’è una proposta che rischia di compromettere la moratoria alla caccia baleniera in vigore da ben ventiquattro anni. Rischiamo di veder legittimata la caccia di Giappone, Norvegia e Islanda. E, domani, di chissà chi.

La credibilità dell’IWC è in crisi nera! Una recente inchiesta del Sunday Times ha rivelato ciò che noi sospettiamo da tempo: il voto di Paesi più poveri è spesso pilotato dal versamento di somme di denaro concesse da Paesi, come il Giappone, che vogliono la riapertura della caccia commerciale alle balene.

Greenpeace Italia

Fonte: www.greenpeace.org/italy

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