Home»Articoli»La rivoluzione gentile dell’economia della “marginalità significante”

Energia eolica - Foto: Antonio R. Torres

Mario Patruno

Durante la competizione per le regionali del 2005, l’allora candidato Niki Vendola andava ponendo a se stesso ed ai pugliesi un interrogativo molto semplice: come mai la Puglia produce molta più energia di quella che consuma e le famiglie e le imprese pugliesi non ne traggono alcun vantaggio?

A 5 anni da quell’interrogativo la Puglia è cambiata notevolmente, ha incrementato la sua produzione di energia ed è diventata la prima regione italiana in quanto a produzione di energia da fonti rinnovabili,  ma il quesito posto dal  Presidente Vendola non ha ancora trovato una soluzione.

Credo che se si continua ad aspettare una risposta a questa domanda dai presunti aggiustamenti spontanei del mercato, potremmo passare tutta la vita,  come il protagonista de “Il deserto dei Tartari “ di buzzatiana memoria, ad aspettare Tartari che non arrivano mai.

Al contrario, comincio a ritenere che una risposta efficace ed immediata possa venire da quella che mi piace definire “la rivoluzione gentile  dell’economia della marginalità significante”.

Non sono ancora noti come meriterebbero i tantissimi esempi di altra economia, da Slow-Food ai gruppi di acquisto solidali, alle esperienze di Libera, ai consumi a chilometro zero, alla produzione biologica ecc., ma esse esistono e possono essere uno strumento valido nella direzione che stiamo indagando.

Questa costellazione di esperienze risulta marginale rispetto alla grande economia tradizionale, ma appare appunto di una  “marginalità significante” proprio perché indica strade nuove e significative la cui efficacia rivoluzionaria è ancora tutta da comprendere e sperimentare: è un terreno di sfida del futuro “presente”.

Nella fattispecie dell’interrogativo di Vendola da cui ha preso inizio questa riflessione, voglio citare l’esperienza modenese del Gruppo di Acquisto Responsabile “don Lorenzo Milani” (www.gardonmilani.it) di cui sono presidente e fondatore insieme ad un gruppo di professionisti  che mettono a disposizione gratuitamente le loro competenze per cercare di costruire una prassi ed una  teoria di un consumo responsabile e consapevole.

Il GAR don Milani ha scelto come suo obiettivo principale quello di affrontare il mondo volutamente complicato dei servizi a partire proprio dai servizi energetici.

Senza entrare nei dettagli di circa un anno di incontri e proposte in cui abbiamo trovato sostanzialmente un muro di gomma eretto da gestori che non hanno alcuna intenzione ed interesse nel cedere anche una briciola delle loro posizioni di sostanziale oligopolio, alla fine abbiamo trovato probabilmente la quadratura del cerchio proprio all’interno di soggetti operanti sostanzialmente dentro il quadro  dell’economia della marginalità significante.

Il GAR don Milani ha firmato una convenzione con un soggetto produttore ed un soggetto distributore di energia verde 100% da fonti rinnovabili (con rilascio di certificazione di garanzia) e ciò che sorprende di più è che le prime proiezioni ed i primi confronti con le attuali bollette dimostrano che famiglie ed imprese ottengono persino un risparmio rispetto al consumo della tradizionale energia grigia, mentre secondo i calcoli dell’economia di mercato dominante l’energia verde “deve” costare di più di quella grigia, “deve” costare di più di quella nucleare.

Questo è stato possibile non solo e non tanto perché produttori e distributori hanno rinunciato ad una parte di profitto o perché il GAR don Milani non ha scopi di lucro, ma soprattutto perché si è prodotta attraverso il GAR una aggregazione dal versante del consumo della domanda di energia verde che diventa immediatamente appetibile e conveniente  proprio per i suoi numeri .

Riusciamo ad immaginare l’incidenza di maggior dirompenza che potrebbe avere nella realtà pugliese l’applicazione di tale segmento della  rivoluzione gentile dell’economia della marginalità significante?

Non solo ne avrebbero vantaggi l’ambiente, l’economia delle famiglie e delle imprese con una ricaduta immediata sul risparmio e forse anche sulla capacità di sostenere ed attrarre investimenti, ma tali vantaggi verrebbero resi più ampi per il fatto che la produzione da fonti rinnovabili si realizza in Puglia e può rimanere in Puglia.

Ha una convenienza immediata per tutti a rimanere in Puglia.

Oggi possiamo dire che abbiamo già fatto esperienza in “laboratorio” di una soluzione di estremo interesse ed innovazione, per cui ci sentiamo pronti ad allargare su vasta scala tale esperienza nella realtà particolarmente favorevole della Puglia, qualora il tessuto sociale delle aggregazioni di interesse pugliese (sindacati, artigiani, commercianti, aziende agricole), il mondo delle imprese e quello della politica regionale dovessero mostrare interesse per tale esperienza.

Mario Patruno

Fonte: www.uomoplanetario.org

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