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Autobus a Milano

Lungo il percorso che collega la Brianza alla stazione di Sesto FS, un conducente si accorge della presenza dei rom e li costringe ad abbandonare il mezzo pubblico.

Benedetta Guerriero

Al confine tra Monza e Cinisello Balsamo, alle porte di Milano, martedì 15 giugno un autista dell’autobus z221, linea gestita dalla Brianza Trasporti, esclama: “Non voglio la merda sul mio pullman, gli zingari no. Apriamo le finestre e cambiamo aria”. Alcuni rom e una donna di colore, impaurita dalla situazione, rimangono a piedi.

Riavvolgendo il nastro. Sono all’incirca le 9.45. Fuori piove. Come consuetudine la z221, l’autobus che collega la Brianza alla stazione di Sesto FS, effettua il proprio viaggio e come sempre al confine tra Monza e Cinisello Balsamo salgono anche i rom. Resosi conto della loro salita, il guidatore perde il controllo e impone a quanti non hanno il biglietto di avvicinarsi alla sua postazione. Dopo un primo momento di esitazione da parte dei viaggiatori incriminati, il tono si fa sempre più minaccioso e aggressivo. Non contento, il conducente si alza in piedi e pretende che quanti sono sprovvisti del biglietto, scendano immediatamente dalla z221. Intimoriti dalla reazione, i rom e la donna di colore abbandonano l’autobus. Raggiunto il proprio obiettivo, il conducente non trattiene nemmeno i commenti offensivi.

Contattiamo l’ingegnere Matteo Gola dell’Ufficio marketing e comunicazione della Brianza Trasporti, azienda appartenente al gruppo Autoguidovie, per chiedere una spiegazione della vicenda.

Come reagisce l’azienda davanti a questi episodi?

Riceviamo molte segnalazioni per comportamenti non professionali. Tutti gli autisti e i controlli verificatori seguono dei corsi di formazione dove viene loro insegnata un’etica professionale per lo svolgimento delle loro attività. Ci sono autisti che possono svolgere la funzione di controlleria in fase di salita, senza, però, modificare il tempo di percorrenza del mezzo. Si può non far salire una persona senza biglietto, ma se l’utente è già sul mezzo, non lo si può obbligare a scendere, specie nel caso di un minorenne. Se è presente un controllore, può capitare che scenda con l’utente privo del documento di viaggio per proseguire nella contravvenzione.

Qual è il suo giudizio?

Da quello che mi descrive, l’autista ha sbagliato. Non doveva far scendere le persone, quando erano già salite. Poteva bloccare in fase di salita, ma non far scendere forzatamente della gente che stava viaggiando, pur senza biglietto. Il conducente stava guidando e non poteva intervenire, perché automaticamente avrebbe ritardato il programma di esercizio e questo non va bene. Avrebbe dovuto chiamare o segnalare alla direzione che avrebbe fatto intervenire dei controllori. L’azienda chiede ai dipendenti di usare atteggiamenti sempre professionali, senza alcuna discriminazione. Il titolo di viaggio deve essere chiesto all’italiano come all’extracomunitario. A volte il biglietto viene chiesto agli italiani e non agli stranieri, perché sembra che ci sia un accanimento verso gli extracomunitari ed è un’immagina brutta da vedersi.

Cosa pensa delle esternazioni offensive del vostro autista?

Sono espressioni che non vanno dette. Sulla z221, tuttavia, che passa vicino al campo che si trova in fondo a via Borgazzi, salgono molti rom che ci hanno creato diversi problemi. Certe cose si possono pensare, ma non si possono esprimere. Bisognerebbe sempre mantenere un atteggiamento professionale e educato, ma non è facile. Gli autisti sono tanti e ognuno ha la propria testa, nonostante la formazione, spesso agiscono in autonomia. Diversi controllori sono stati rimossi dalla loro mansione per i loro atteggiamenti. Ognuno di loro è sottoposto a un periodo di verifica in cui si valutano i loro comportamenti. Ogni sei mesi l’azienda fa le proprie valutazioni e decide se sono idonei a svolgere la mansione. Molti non sono in grado o perché troppo aggressivi o perché troppo poco determinati. Noi chiediamo di agire senza discriminazione, ma con professionalità ed educazione.

Benedetta Guerriero

Foto: www.peacereporter.net

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