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Body Scanner

In un documento la Commissione dà ai singoli Stati la libertà di decidere se installare le apparecchiature negli aeroporti.

Luca Galassi

L’Unione Europea ha diffuso la scorsa settimana un Green Paper sui body scanner che molti Paesi europei hanno intenzione di installare negli aeroporti nazionali.

La carta raccomanda l’uso degli apparecchi, definendoli ‘innocui ed efficaci’ ma, nel lasciare ai singoli Stati la decisione finale sul loro utilizzo, e al di là di un generico obbligo ad adeguarsi a standard e linee guida Ue (non ancora ben definiti) riguardanti il rispetto dei diritti umani, non fornisce una lettura veramente comunitaria al problema. Ogni Stato è libero di fare ciò che vuole, in definitiva. Già in alcuni aeroporti dell’Unione Europea sono stati installati apparecchi a raggi X o a micro-onde (Gran Bretagna, Italia, Paesi Bassi ), e le polemiche che ne sono seguite non hanno dissuaso altri a seguirne l’esempio, sulla scia dell’appello alla sicurezza degli Stati Uniti dopo il fallito attentato di un terrorista partito dall’aeroporto olandese di Schipol.

Gli esperti della sicurezza aerea sono solleciti nel rassicurare i gruppi che difendono tutela della privacy che gli scanner includono programmi che rendono le immagini irriconoscibili, che tali immagini non verranno diffuse e verranno distrutte dopo l’uso, salvo però essere conservate in caso di sospetti fino all’arresto o al rilascio del fermato. Lo scorso anno la Commissione europea aveva deciso di non accogliere, nello stilare il Green Paper le perplessità di alcuni parlamentari, contrari all’adozione degli scanner sulla base del fatto che l’esame a raggi X consisteva nello spogliare virtualmente il viaggiatore.

Body scanner

Gli apparecchi in vendita producono immagini ‘parcellizzate’ del corpo umano, mettendo in evidenza però le curve, le protuberanze, le parti intime del viaggiatore. Altro problema è quello legato alla violazione di leggi sulla pornografia sui minori, rigidissime soprattutto negli Stati Uniti. Ma non sono solo le nudità del corpo umano a far storcere il naso ai difensori della privacy. Problemi legati alla salute sono stati sollevati da alcuni scienziati californiani, che mettono in allarme sui potenziali rischi di cancro alla pelle dovuti all’uso degli scanner. “Le radiazioni ionizzanti utilizzate da queste apparecchiature hanno il potenziale di produrre danni cromosomici che potrebbero portare al cancro – afferma David Agard, biochimico dell’Univerista’ della California -, nello specifico il carcinoma“.

Le ricerche, condotte anche da David Brenner, capo del centro per la ricerca radiologica dell’Universita’ della Colombia, hanno dimostrato che i più vulnerabili a questo tipo di esposizione, perché hanno più cellule in fase di divisione che gli adulti, e proprio per questo, una volta adulti, potrebbero sviluppare mutazioni indotte dalle radiazioni che in ultima istanza potrebbero originare formazioni cancerose.

Due mesi fa, negli Stati Uniti, un addetto alla sicurezza statunitense è stato sospeso per aver aggredito un collega che scherzava sui suoi attributi sessuali dopo che era passato attraverso uno scanner.

Luca Galassi

Fonte: www.peacereporter.net

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