Home»Articoli»Piero Angela disinforma sull’energia eolica (e fa girare solo le pale)
Piero Angela e l'eolico

Il punto è questo: in Italia siamo poco meno di una sessantina di milioni. Se c’è n’è uno solo che parla davanti a tutti, senza contraddittorio, costui ha delle responsabilità. Ha l’obbligo di non essere ingannevole, di non essere parziale, cioè di non presentare soltanto una faccia della medaglia, di non fare disinformazione su un tema delicato e così essenziale per il futuro dei nostri figli e dei nostri pronipoti, se mai ne avremo. E di non entrare a gamba tesa nell’agone politico sfornando argomentazioni parziali e quindi fuorvianti a sostegno delle posizioni politiche della maggioranza, neppure se è preso in prestito da RaiUno (regno di Minzolini detto l’Attila, perché ovunque passi lui non crescono più informazioni).

Piero Angelaha scritto libri su qualsiasi cosa. Parla di tutto e non è esperto di niente. A lui interessano le connessioni. E’ un pò come dire che a un automobilista interessano le autostrade ma sa poco o niente delle città che le autostrade collegano. A 82 anni, decide il nostro futuro, insieme al 78enne sciupafemmine e all’85enne che tra uno sbadiglio e l’altro monita in continuazione, nonostante le ingenti pillole assunte dopo ogni pasto e la ferma opposizione contro l’Helicobacter pylori. In tre, assommano l’età complessiva di tutta la squadra di governo di David Cameron, chiamato due giorni fa a guidare l’Inghilterra a soli 44 anni, un’età sufficiente alla maggior parte dei leader della storia per esprimere la loro parabola di potere e andarsene all’altro mondo soddisfatti, lasciando il posto alle nuove generazioni. Oggi gli anziani potenti non si tolgono piu’ di mezzo, si fanno un lifting al mese, trasformano le poltrone di Montecitorio in sedie a rotelle dotate di ogni comfort e scrivono leggi a tutela di se stessi e della loro prostata. I nonni non esistono più: li fanno direttamente i genitori, che tanto sono disoccupati e curvi su una tastiera, a sfogarsi giorno e notte sui social networks. Se proprio devono fare qualcosa per i giovani, le mummie istituzionali lo fanno per i loro figli. Dal trota ad Alberto Angela, per loro il posto si trova sempre. Ovviamente a discapito dei talenti reali che però non hanno genitori imbalsamati che le moderne e costose tecniche di tassidermia possano preservare all’infinito dalla decomposizione organica. Non già da quella cerebrale: i neuroni non si possono ancora ringiovanire. E del resto, che in Italia lo stipendio di papà finisca per determinare quello del figlio più che in ogni altro paese europeo, risulta da una ricerca dell’OCSE: “A family affair“, dove ci giochiamo il primo posto ex aequo con l’Inghilterra. Ma almeno lì le mummie vanno al parco, a giocare con i nipotini, dopo essersi dimesse ed avere dichiarato – come ha fatto Gordon Brown – che è stato un privilegio servire il Paese come primo ministro, ma che ora è tempo di fare il nonno a tempo pieno. A 59 anni!

Per quanto tempo ancora sopporteremo il nauseabondo fetore di putrefazione che questa casta corrotta e decadente emana, ricoprendo il nostro Paese di uno strato di cenere corrosiva non simile tanto a quella del vulcano Eyjafjallajokull, quanto a quella che ha consegnato Pompei e tutta la cricca dei suoi peccatori definitivamente alla storia?

Per chi volesse sapere quello che Piero Angela ha omesso di dire mentre faceva il suo spot sul nucleare, sminuendo la reale portata della tecnologia eolica, basta consultare i dati e le previsioni messe a disposizione dall’EWEA, la European Wind Energy Association. Le installazioni di eolico a tutto il 2009 coprono circa il 4.8% del fabbisogno di tutta la comunità europea. L’anno scorso ben il 39% delle nuove installazioni di centrali di produzione energetica hanno riguardato l’eolico. Quasi la metà, per oltre 10GW di potenza generata, con una crescita del 23% rispetto al 2008, che permettono attualmente un taglio alle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera di ben 106 milioni di tonnellate. Sono 6 i miliardi di euro risparmiati ogni anno per il mancato acquisto di carburanti non più necessari, ma saliranno a 28 miliardi entro il 2020 e a 56 miliardi di euro nel 2030. Ben 192mila persone hanno trovato lavoro nella produzione, nell’installazione o nella manutenzione degli impianti eolici. Entro dieci anni la produzione di corrente elettrica salirà fino al 17% del fabbisogno energetico della comunità europea, con un contenimento di oltre 333 tonnellate di C02 sulle emissioni, e tra vent’anni potemo raggiungere il 35% del fabbisogno, quasi la metà, e ben 600 milioni di tonnellate di anidride carbonica eviteranno di essere rilasciate nell’atmosfera.

Questi risultati potrebbero subire una drammatica accelerazione se applicassimo dei microgeneratori alla radice dell’appendice genitale maschile dei telespettatori italiani, perché anche se a Piero Angela l’eolico non piace, preferendo di gran lunga il nucleare, come fa girare le pale agli italiani lui non ci riesce nessuno.

In conclusione, lascio al solutore esperto il compito di decifrare questa brutta pagina di cinica e bieca rappresentazione deformata e revisionista, in senso sminuente, dei tragici fatti occorsi a Chernobyl.

Subito dopo il passo seguente, contenuto nel testo La sfida del secolo, di Angela Piero, consiglio la visione di alcune immagini che ritraggono i bambini deformi partoriti dopo il disastro della centrale nucleare sovietica, che per rispetto del lettore evito di inserire qui.

«Fare comunque un bilancio dei morti di Chernobyl non è facile, perché almeno il 25% dei decessi per tumori e leucemie avviene anche senza incidenti nucleari. Probabilmente piccole dosi di radiazioni, differite nel tempo, fanno aumentare il rischio di decessi, ma non c’è nulla di sicuro. Anche perché siamo tutti immersi in un fondo naturale di radioattività; a Roma ad esempio la dose di radioattività sembra essere addirittura più alta di quella di Chernobyl».

Fonte: www.byoblu.com

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