Home»Foto»L’Italia ha paura di fare la fine della Grecia

Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti

Dopo aver incontrato il 25 maggio le parti sociali, il governo italiano ha varato un piano di austerità da 24 miliardi di euro per il biennio 2011-2012. Come molti altri paesi europei, l’Italia cerca di far fronte a una pericolosa crisi del debito sovrano con pesanti tagli alla spesa e, in molti casi, un aumento delle tasse. L’articolo del Wall Street Journal.

La Germania ha proposto agli altri paesi della zona euro di seguire il suo esempio approvando leggi che limitino il budget di spesa. Ma gli economisti hanno avvertito che i tagli eccessivi potrebbero danneggiare una fragile ripresa economica e in alcuni casi innescare le proteste dei cittadini

Il piano del governo italiano prevede il congelamento e la riduzione degli stipendi nel settore pubblico, sulla linea delle misure prese dai governi di Irlanda, Spagna, Portogallo e Grecia.

Costi insostenibili

Negli ultimi dieci anni il costo del lavoro nella pubblica amministrazione italiana è aumentato del 60 per cento in più rispetto a quello del settore privato. Nonostante il parere negativo sulla manovra, i sindacati italiani non sembrano intenzionati a scendere in strada come hanno fatto i dipendenti pubblici in Grecia. I tagli di bilancio sono relativamente modesti. L’adeguamento medio annuale di bilancio dal 2002 al 2010 è stato di 12,5 miliardi di euro, secondo l’Associazione artigiani e piccole imprese di Mestre (Cgia).

“L’aumento di prelievi fiscali è escluso dal pacchetto legislativo e lo stesso vale per le pensioni”, ha detto il 24 maggio in tv Paolo Bonaiuti, portavoce del premier Silvio Berlusconi, che vuole evitare un aggiustamento doloroso in un momento in cui alcuni suoi collaboratori devono affrontare accuse di corruzione.

La popolarità del governo è in calo rispetto un anno fa e solo un italiano su tre dice di essere soddisfatto, secondo quanto rivela un sondaggio Ispo pubblicato dal Corriere della Sera il 24 maggio.

“Berlusconi dovrà andare in televisione e pronunciare la parola ‘sacrifici’”, ha detto Enrico Letta, uno dei leader dell’opposizione. L’attuale piano di tagli di 24 miliardi di euro per il 2011 e 2012 è inferiore a quanto annunciato in un primo tempo dal ministro dell’economia Giulio Tremonti, nel tentativo di dimostrare l’impegno italiano per risanare le finanze.

Le misure più importanti interessano le restrizioni al pubblico impiego per un valore di 6 miliardi di euro. Il resto dei tagli riguarderà la riduzione dei trasferimenti alle amministrazioni locali, la diminuzione delle agevolazioni fiscali aziendali e la razionalizzazione della spesa sanitaria.

È inoltre previsto un giro di vite sugli evasori fiscali. Ulteriori entrate potrebbero arrivare da una proposta di sanatoria che consentirà ai proprietari di case ed edifici non registrati di legalizzare le loro proprietà.

I piani di bilancio sono invariati rispetto agli impegni assunti con l’Unione europea all’inizio del 2010. Prevedono di far rientrare il deficit di bilancio sotto la soglia del 3 per cento del pil nel 2012 dal 5,3 per cento del 2009. Per quanto riguarda il deficit di bilancio l’Italia ha registrato un calo inferiore a quello di altri stati della zona euro e, di conseguenza, il ritmo del risanamento dei conti pubblici può essere meno serrato.

Il fantasma del debito

Ma il vero problema dell’Italia è il debito: si prevede che raggiungerà il 117 per cento del pil nel 2011 e consumerà circa il 5 per cento del pil in interessi, di cui la metà finisce all’estero. Solo ottenendo degli avanzi di bilancio l’Italia riuscirà a mantenere invariato il suo indebitamento.

Benché le famiglie italiane facciano registrare alti tassi di risparmio lordo, l’anno scorso il tasso netto di risparmio del paese è diventato negativo per la prima volta, raggiungendo i livelli di paesi come Grecia e Portogallo.

“Prima o poi questo produrrà problemi di sostenibilità della bilancia dei pagamenti”, dice Carmelo Pierpaolo Parello, professore di economia all’università La Sapienza di Roma. Gli investitori “vorranno essere sicuri che l’Italia cresca abbastanza velocemente da produrre un reddito sufficiente a ricreare un risparmio interno”.

Christopher Emsden, The Wall Street Journal.

(Traduzione di Stefano Valenti)

Fonte: www.internazionale.it

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One Response to "L’Italia ha paura di fare la fine della Grecia"

  1. uniroma.tv   27 maggio 2010 at 15:33

    Al seguente link potrete visualizzare la voce degli studenti sulla manovra Tremonti

    http://www.uniroma.tv/?id_video=16311

    Ufficio Stampa di Uniroma.TV
    info@uniroma.tv
    http://www.uniroma.tv

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