Home»Articoli»Il Pentagono: abbiamo 5.113 testate nucleari Ahmadinejad: via le armi dall’Italia

Missili a testata nucleare

IL LEADER IRANIANO INTERVIENE ALLA CONFERENZA DELLE NAZIONI UNITE. Il presidente di Teheran: «Via da Europa le testate Usa. Medioriente minacciato dal regime sionista».

Lunedì è stata una giornata combattuta sul tema della non proliferazione nucleare alla conferenza delle Nazioni Unite. Mentre gli Usa hanno rivelato in serata, per voce del Pentagono, che sono 5.113 le testate nucleari a disposizione della difesa Usa, il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejadil chiede che si tolgano le armi nucleari americane dall’Europa, in particolare quelle «in Italia» e in Paesi come la Germania e l’Olanda. Si è così subito infiammata la conferenza di riesame del trattato di non proliferazione con le dichiarazioni di Ahmadinejad, unico capo di Stato presente al summit apertosi lunedì a New York. L’attacco è rivolto soprattutto agli Stati Uniti che «usano la minaccia nucleare contro altri Paesi, compreso l’Iran». «L’utilizzo di armi nucleari da parte degli Usa ha scatenato una corsa al nucleare». In segno di protesta, le delegazioni occidentali – compresa quella italiana – hanno lasciato l’aula. Poi Ahmadinejad ha chiesto la sospensione degli Stati Uniti dall’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea). Il leader ultraconservatore è poi tornato sul dossier nucleare, asserendo che «non c’è una sola prova credibile» che il regime di Teheran stia sviluppando armi nucleari.

AIEA

L’Iran «ha accettato la proposta di scambio» di combustibile nucleare proposta dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), ha dichiarato Ahmadinejad senza fornire altri particolari a riguardo, ma si è limitato ad aggiungere che ora l’Iran «ha passato la palla ad altri». Ahmadinejad è quindi tornato ad attaccare Israele per il suo arsenale nucleare. «Il regime sionista continua a rappresentare una minaccia per gli Stati della regione» con le sue armi atomiche.

OBAMA E LA CLINTON CONTRO AHMADINEJAD

Con chiaro riferimento all’Iran e alla mancata collaborazione della repubblica islamica alle richieste dell’Aiea, ma senza mai fare il nome dell’Iran, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ha dichiarato che «i Paesi che non onorano i loro obblighi sulla non-proliferazione si troveranno ad essere meno sicuri». Il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha invece osservato che Mahmoud Ahmadinejad non riuscirà nel suo tentativo di far naufragare il Trattato di non proliferazione nucleare: «Il presidente iraniano è arrivato qui non con l’intenzione di valorizzare il Trattato» ha detto la Clinton ma è arrivato con l’intento di distrarre l’attenzione dal fatto che il suo governo non osserva gli obblighi internazionali, di eludere alla responsabilità di aver sfidato la comunità internazionale e di minare l’impegno comune a rafforzare il Trattato. Ma non ci riuscirà».

Fonte: www.corriere.it



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