Home»Articoli»Il paradosso francese: nessun comune vuole siti di stoccaggio per scorie nucleari

Francia: il problema irrisolto delle scorie nucleari

Un bel problema si apre per i francesi: chi vuole un sito di stoccaggio per scorie nucleari? Avere le centrali nucleari vuol dire avere anche scorie nucleari una volta che il carburante si è esaurito. I francesi non sono esseri umani diversi dagli altri (dunque ricchi di contraddizioni) e sebbene tollerino sul loro territorio la presenza delle centrali nucleari sembrano essere meno tolleranti verso le scorie. Il paradosso è questo: l’80% dell’energia francese è prodotta dalle 59 centrali nucleari. Il Governo aveva fissato al 2019 la prima messa in servizio degli impianti di stoccaggio nel dipartimento dell’Aube, nella regione dello Champagne, organizzato dall’ANDRA, l’Agenzia nazionale per le scorie radioattive (tra l’altro partner di SOGIN per l’Italia). Nell’attesa, le scorie sono depositate a La Hague e Marcoule. Ma dopo i recenti dinieghi dei comuni coinvolti lo stoccaggio è rimandato a data da definirsi.

Infatti, i comuni selezionati, sulla base di autocandidature, per ospitare i siti di stoccaggio, Auxon e Pars-lès-Chavanges ad un certo punto si sono tirati indietro. Le amministrazioni avevano deciso un po’ per conto loro senza tenere in debita considerazione il parere della gente. In questo contesto si inserisce la figura eroica, per molti cittadini della regione dell’Aube di Michel Gueritte che ha subito già una prima udienza dal tribunale di Troyes. Gueritte, antinuclearista convinto è accusato di essere un “agitatore professionista” per avere minacciato di morte i sindaci dei comuni di poiché si apprestavano a dare le concessioni per ospitare i siti di stoccaggio delle scorie nucleari. Gueritte, perciò è visto dalla gente come un eroe che li ha salvati dalla rovina e in attesa dell’appello fissato per il prossimo 18 maggio riceve il sostegno dei concittadini e fans anche se rischia un mese di prigione e 3300 euro di multa.

Il punto è che nessun esperto, studio, ricerca è riuscito a convincere la gente che lo stoccaggio delle scorie nucleari sarebbe sicuro; nessuno desidera che sotto il suolo del proprio comune, a 500 metri di profondità, sia conservato per i prossimi secoli una parte di quel combustibile nucleare che non si può recuperare.

Fonte: www.ecoblog.it

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