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DDL salva preti

Claudio Messora

Ci sono uomini di serie A e uomini di serie B. E ci sono famiglie di serie A e famiglie di serie B. Nella prima categoria si trovano quelli che sono considerati talmente importanti da richiedere un occhio di riguardo. E’ più utile tutelarli, preservarne integra l’immagine sociale insomma, piuttosto che rispettare il sacro vincolo dell’uguaglianza costituzionale.

In parole povere: se il figlio di un operaio ruba una mela, lo sbattono in galera subito. Se lo fa il figlio di un ricco, fanno una telefonata a casa dei genitori e intrattengono per un po’ un’amichevole conversazione sugli acciacchi della vecchiaia, solo al termine della quale – e in misura incidentale –  si scusano di essere costretti a tale imbarazzo, ma suggeriscono di consigliare al rampollo maggiore cautela. Che comunque si sa: son ragazzi.

Allo stesso modo, ci sono cittadini e cittadini, ovvero stati di serie A e stati di serie B. In serie A la classifica è dominata dal Vaticano. Noi, tutt’al più, giochiamo in una squadretta da mezza classifica di B, che si affanna per non retrocedere in promozione. Se rubiamo una mela noi, nessuno si sogna di telefonarci a casa: finiamo al fresco senza passare dal via. Se la mela la ruba un prete, il giorno dopo lo si fa accompagnare in aula dal papa, che gli da una bella tirata d’orecchie e lo condanna a quattro Ave Marie. Poi torna a dire messa come prima.

Il comma 24 dell’articolo 1 del ddl intercettazioni, approvato in commissione Giustizia del Senato, stabilisce che se un pubblico ministero intercetta o indaga un uomo di Chiesa deve darne immediato avviso al Vaticano.

Insomma, con l’approvazione del DDL Intercettazioni, la storia della cricca forse non sarebbe mai stata scritta. I giudici che intercettavano Anemone si sarebbero imbattuti nel cassiere della cricca: don Evaldo Biasini. Avrebbero quindi chiamato Joseph, che avrebbe sculacciato don Evaldo, che l’avrebbe detto ad Anemone, che avrebbe avvertito Balducci e tutti gli altri di stare accorti perché avevano la giustizia alle calcagna. Nessuno avrebbe organizzato festini per Bertolaso, nessuno avrebbe comprato case a Scajola, almeno fino a quando la talpa ecclesiastica non li avrebbe informati che il limite dei 75 giorni di intercettazioni era stato superato, e dunque potevano tornare tutti a delinquere allegramente.

Anche Richard A. Martin, il pm americano collaboratore di Giovanni Falcone, si dice fortemente stupito. Perché questo obbigo di notificare al Parlamento o al Vaticano che si sta ascoltando un politico o un prete? «Qual è la ratio di questa norma? Chi protegge? Sicuramente non la segretezza e l’efficacia dell’indagine».

Un cittadino italiano può essere intercettato a sua insaputa. Un cittadino vaticano può essere intercettato solo se consenziente. Le intercettazioni che dovessero eventualmente riguardare casi di pedofilia, d’ora in poi saranno piene di rosari e giaculatorie.

Claudio Messora

Fonte: www.byoblu.com

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