Home»Articoli»Fede critica ancora Saviano: “non se ne può più di sentire che lui è l’eroe”. Il Tg4 senza vergogna!

Emilio Fede

Saviano non rompa i …….! Saviano s’è fatto i soldi! Basta, “non se ne può più di sentire che lui è un eroe” addirittura qualcuno si è permesso di offrirgli “pure la cittadinanza onoraria”, ma siamo onesti, per che cosa “non si capisce”.

Non bastavano i casalesi a gettare fango sullo scrittore campano o gli attacchi del giornale del fratello del Presidente del Consiglio, ci serviva anche la reiterazione della critichetta (qui una serie di video che vedono Fede parlare di Saviano) buttata lì dall’Emilio Fede nazionale, quello del Tg sulla rete abusiva!

Ieri Fede, per l’ennesima volta, non ci ha visto più e parlando della polemica Bondi-Draquila, quella che ha visto il Ministro della Cultura italiana prendere le distanze da uno dei festival cinematografici più importanti al mondo, perché in disaccordo con la scelta di proiettare il nuovo documentario della Guzzanti, ha poi gettato qualche schizzo su Roberto Saviano.

Ma andiamo con ordine. Fede dice che ci sono un sacco di polemicucce in giro, come quella che vede proprio Bondi rifiutare di andare a Cannes perché il documentario della Guzzanti, non in concorso, darebbe una cattiva immagine dell’Italia all’estero. Il Ministro cioè non ha espresso solamente un parere, positivo o negativo che sia, cosa, ça va sans dire, lecita e doverosa, perché no, ma ha addirittura contestato nel merito le scelte del Festival. Insomma Fede storpiando al solito i nomi dà la versione di Bondi, senza entrare nel merito, ma senza lasciarsi sfuggire le accuse di qualche settimana fa del Presidente del Consiglio contro la Piovra e Gomorra. Quale migliore occasione, quindi, per gettare ancora un po’ più di fango su Saviano? “(…) E ne sono state in questi giorni (polemiche, ndr) anche per quanto riguarda Roberto Saviano, che ormai sempre lui, la Camorra… Per carità, ma non è lui che ha scoperto la Camorra, non è lui il solo che l’ha denunciata, ci sono registi autorevoli, ci sono magistrati che l’hanno combattuta e sono morti, lui è superprotetto, e giustamente dev’essere sempre protetto però, come dire, non se ne può più di sentire che lui è l’eroe, qualcuno gli ha offerto pure la cittadinanza onoraria (crediamo si riferisse a quella della città di Milano, avvenute non senza polemiche, ndr), di che cosa non si capisce”, ma il peggio viene dopo. Il giornalista infatti continua “(Saviano, ndr) ha scritto libri sulla Camorra, e l’ha fatto tanta altra gente, senza andare sulle prime pagine, senza fare tanto clamore… senza rompere … ehm senza disturbare la riflessione della gente… un Paese come il nostro è contro la malavita organizzata, non c’è bisogno che ci sia Roberto Saviano”.

Ecco, quella finta interruzione, quel “senza rompere” è uno schiaffo all’intelligenza e alla sensibilità di chi ascolta (non i più per fortuna) il Tg di Fede.

Quello va sui giornali, quello fa clamore, come si permette? “Non c’è bisogno che ci sia Roberto Saviano” in Italia, vanno bene Dell’Utri, va bene Cuffaro, ma Saviano, per carità! Sono uno strazio per le orecchie le parole di Fede, uno strazio che suona come le peggiore accuse dei cittadini di Casal di Principe, quelli che la Camorra non esiste, quelli che lasciateli stare sono solo imprenditori, quelli che Saviano s’è fatto i soldi. Fede, invece, sì che può parlare.

Non toccate Berlusconi, sembrano gridare queste parole. Non si entra nel merito di ciò che Saviano scrive e fa, non sia mai detto, no, si gettano schizzi di fango, accusette: “ha fatto i soldi”, senza spiegare, senza dare un quadro completo, senza dire che la colpa del fatto che prima non si sentiva parlare di Camorra non è di Saviano, ma della gente e dei giornalisti che se ne fregavano. Poi è arrivato sto rompiballe e ora noi che abbiamo (siamo?) solo la sesta mafia al mondo, cioè, sesta, mica siamo sul podio?, ci ritroviamo con i giornali esteri che ne parlano. Che vergogna!

Saviano scrive per Repubblica e si è permesso di criticare in un paio di occasioni il Premier, e quindi diventa carne da macello, un obiettivo da screditare, ma non con la forza delle argomentazioni, delle parole, quelle che Saviano tanto difende, ma con gli schizzi, con il detto non detto, con la battutina, il sorrisino. Sembra quasi di rileggere quei titoli di giornali che proprio Saviano ha portato alla luce.

Comunque lo sappiamo, Saviano ormai ci è abituato e nessuno meglio di lui può rispondere a queste accuse. Ed essendoci abituato, Saviano ha già risposto… così: Quando qualcuno mi riporta che tale giornale, tali persone o tale programma televisivo mi attacca, so di aver agito nel verso giusto. Se cercano di screditarmi, è perché le mie parole fanno paura”.

Update: si mobilita anche facebook, dove il gruppo Valigia Blu (quello che ha raccolto 200 mila firme per chiedere a Minzolini e al Tg1 la rettifica sul caso Mills definito assolto invece che prescritto) ha creato il gruppo “Giù le mani da Roberto Saviano“, per prendere le distanze da Emilio Fede e dare la propria solidarietà allo scrittore campano.

Fonte: www.agoravox.it

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