Home»Articoli»Editoriale»Di questa sinistra ne ho piene le scatole!

Tramonto della sinistra

don Giorgio De Capitani

Lo dico con tutta l’amarezza possibile!

Preferivo fino all’altro giorno non pensarci, proprio per non dovermi arrabbiare per evitare di cadere in una forma di depressione auto-lesionistica. Chi riesce a vedere anche solo uno spiraglio di via d’uscita?

Un giorno mi sembra di aggrapparmi ad un grappolo di speranze, e poi, il giorno dopo, mi trovo di nuovo daccapo, alla solita negatività d’animo di chi vede sgretolarsi sotto gli occhi qualcosa che lo aveva finora tenuto in vita.

Che fare? Perché non urlare? Non tanto per uno sfogo puramente liberatorio, quanto invece per non lasciarmi andare togliendo così un altro ostacolo alla demenza collettiva che avanza e avanza come un uragano, mai sazio di distruggere ogni bellezza del creato.

La Sinistra ha perso perfino le Idee: vive di mezzucci che essa rinnova inventandoli di volta in volta per contrapporsi ad una Destra, unica assoluta padrona della situazione.

Voi vedete un politico all’altezza anche di una sola Idea della grande Sinistra che tutti vorremmo? Prendetevi pure il cannocchiale: riuscite a intravedere anche solo un filo di speranza?

Finora non ho visto che una specie di ombra che accompagna come una schiavetta la sagoma del Corruttore. Ho sentito un mucchio sparpagliato di parole, che ripetono filastrocche che divertono pure quelli del regime. Ho assistito a spettacoli di giullari che lasciano il tempo che trovano.

Una Sinistra governata per lo più da una cultura che scambia la politica per una università di specialisti del mestiere accademico, dove sulla cattedra salgono professoroni ciechi e ottusi, disincarnati dal reale, e sui banchi siedono allievi che assorbono nozioni, distratti e annoiati.

Una Sinistra dunque senza reale, che è sostituito da una ideologia che serve solo a riempirsi la bocca nelle grandi occasioni, ma che non nutre un popolo alla mercé di fornai che sfornano quintali di pagnotte che riempiono la pancia, lasciando la mente morire di inedia.

Sono stanco di gente come Travaglio, come Di Pietro, tanto per citare alcuni nomi, che vedono solo questioni giudiziarie, come se tutti i problemi finissero lì, quando tutti sanno che la giustizia fa parte dell’Umanità, e senza l’Umanità la giustizia non trova la sua ragion d’essere. Se tu parli a Berlusconi di giustizia, egli non sa che farsene, proprio perché il più grande corruttore italiano è fuori del contesto dell’Umanità. Berlusconi non sa di appartenere all’Umanità, oppure crede di appartenere ad un’altra specie di umanità, dove vige la giustizia del fai da te o, meglio, il diritto-sopruso del più forte, del primo occupante, del ricco senza scrupoli.

Sono stanco di gente come Santoro che mentre parla guadagna quanto un operaio in dieci anni.

Sono stanco di gente che si crede dotta ma che non sa o non vuol essere “intelligente”: tra cultura e intelligenza ci può essere quella frattura che c’è tra chi sa parlare molto bene in astratto, rimanendo in superficie, scivolando sui veri problemi esistenziali, e chi invece legge i fatti dal di dentro (ecco l’intelligenza) cogliendone l’essenza, il cuore, la vera causa dei problemi. In altre parole: il dotto disquisisce sulla realtà passandoci sopra, l’intelligente entra nella realtà, la legge dal di dentro.

La Sinistra di oggi, in mano a intellettualoidi epidermici, rivela tutta la sua incapacità di leggere il presente nel suo profondo. Non sa cogliere le vere cause del fenomeno socio-umano. E non può, in tal caso, progettare un futuro. Differisce dalla Destra solo perché vorrebbe salvare l’apparenza dell’essere umano. Ma dietro l’apparenza, c’è la stessa visione capitalistica della società. Con sfumature diverse, più o meno forti, ma la visuale è la stessa. Che cosa cambia se punto sulla legalità, se poi inculco nella gente l’idea che ciò che conta è l’avere? Berlusconi sarebbe diverso se non avesse questioni con la giustizia? A che mi servirebbe Di Pietro se, prendendo in mano la nazione, avesse la stessa testa mercantile di Berlusconi? Forse che la cultura dell’avere, con tutti i crismi della legalità, farebbe meno danni della politica delinquenziale dell’attuale Premier?

Voglio essere più chiaro. Oggi manca la Politica nel vero senso della parola. Manca la Politica, perché manca l’Idea dell’essere umano, e manca l’Idea dell’essere umano perché manca l’Idea di Umanità e dell’Universo. Siamo al solito punto. Da tempo mi batto su queste mie convinzioni. In particolare la politica italiana è scesa tanto in basso da perdere di vista l’essenziale, ovvero l’essere umano, e in questo totale sbandamento o disorientamento anche la Sinistra si vede costretta a trovare qualche rottame per stare a galla.

Sogno una Sinistra che punti all’essenziale, fregandosene per il momento del giudizio o del consenso del popolo italiano.

Sogno una Sinistra che sia laica nel vero senso del termine, il che significa che sarebbe ora di smetterla di essere schiava di forti pregiudizi che sono l’esatto contrario ma non opposto del fondamentalismo religioso.

Sogno una Sinistra che metta in cima alla gerarchia i valori umani, senza dover continuamente scendere a compromessi. I valori umani non sono negoziabili. E non è perché se si verniciano di anticlericalismo becero alla Paolo Flores d’Arcais valgano di più.

La Sinistra si sta danneggiando da sola. Si sta suicidando sotto gli occhi compiacenti di Berlusconi e della sua cricca e di un Vaticano che ha un motivo in più di esultare, visto che a danneggiare la Sinistra è tutto un mondo di stagionati anticlericali per partito preso, tanto più che costoro annaspano col peso della più greve demenza.

Togliamoci dal fondamentalismo religioso e dall’anticlericalismo becero, e puntiamo in alto, dove c’è l’Umanità, in nome della quale dobbiamo lottare per dare a questa società un profondo e vitale respiro.

Scrolliamoci di dosso questi intellettualoidi, sinistrossi per opportunismo, che parlano di ingiustizie sociali con i soldi che escono dalla bocca.

Ricostruiamo una Sinistra dal basso, dal popolo onesto, dal mondo operaio. Regaliamo gli intelligentoni sinistrossi per comodo a chi se li paga meglio di tutti. A costoro non importa nulla del papa o della sindone, ma di incassare più soldi, metterseli nella propria banca e godersi questa vita alla faccia dei poveri dementi che credono alle loro panzane.
Andatevene all’inferno del vostro stupido laicismo, augurandovi di soffrire anche nell’aldilà per un gran mal di denti, avvelenati dal vostro anticlericalismo che persiste nel farvi credere i salvatori della patria.

Voi non siete di Sinistra, ma paraculi della Destra che fingete di combattere.

Certo, passerà del tempo prima di poter spazzare via questa feccia, e ricostruire daccapo. Prima di eliminare Berlusconi, bisogna eliminare i fantocci di questa attuale Sinistra, altrimenti, tolto un demente, ne avremo altri, forse peggiori, a governarci.

Sì, ricostruire daccapo. Azzerare tutto. Ripartire dalla base onesta. Credo ancora nei giovani, e credo nel mondo operaio. Forza! Avanti! Ripuliamoci anzitutto la casa.

Berlusconi e la sua cricca cadranno quando vi contrapporremo non l’antiberlusconismo o l’antileghismo, ma una nuova visuale dell’essere umano, dell’umanità e dell’universo.

Follia? Può darsi. Tentiamo. Rischiamo. Finora con tutte le nostre alleanze e compromessi vari, con tutte le nostre miopie anticlericali, che cosa abbiamo ottenuto?

La Storia è fatta di grandi sfide. Raccogliamone una. La migliore. La vincente.

Fonte: www.dongiorgio.it

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