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Acqua di rubinetto

Marinella Correggia

Il consumo di acqua del rubinetto, la più economica, ecologica e controllata, è tuttora ostacolato in Italia in primo luogo dalla pubblicità delle acque imprigionate in bottiglia, ma anche da dubbi circa la qualità dell’acqua del Sindaco. Dubbi in genere immotivati! Ecco dunque, con il determinante aiuto di Simone Pietro Franzina, tecnico delle acque nella provincia di Carbonia Iglesias, e con un documento della rivista Altroconsumo, le “domande più frequenti” a cui gli attivisti dell’acqua del rubinetto devono essere preparati a rispondere…

“Il nostro acquedotto prende l’acqua dal fiume, figurarsi!”
Ebbene, vicino alla foce del Po c’è un impianto di depurazione e potabilizzazione che appunto deve pulire l’acqua di quel fiume giunta alla fine del suo percorso e renderla potabile per i cittadini di Ferrara. Se ci riescono loro … e ci riescono!; vuol dire che con un buon impianto l’acqua diventa potabile!

“I tubi dell’acquedotto sono di amianto!”
Certamente le tubazioni degli acquedotti devono migliorare, anche per evitare le ingenti perdite di acqua lungo il tragitto. Ma quanto all’amianto bisogna evitare falsi allarmismi: è accertato che il pericolo proviene dalle polveri d’amianto per inalazione, quindi non esiste il rischio nell’acqua.

“Sa di cloro. Addirittura di varechina!”
Il cloro è importantissimo: uccide gli agenti patogeni come virus e batteri. Essendo un gas, esso evapora senza danni. Ovviamente i responsabili degli acquedotti devono tararlo nel modo giusto e se il cloro si sente sempre tanto, interpelliamoli. Se è un problema saltuario, basta far decantare l’acqua in una brocca e in poco tempo l’odore e il sapore del cloro sparirà o sarà quasi nullo. Anche quando l’acqua esce biancastra, come intorbidita, questo dipende dalla pressione, se la si lascia decantare torna limpida.

“So che ci sono sempre guasti in rete”
Certo capitano guasti e rotture nelle tubature dell’acquedotto. In questi casi il Comune avverte mediante affissione pubblica che l’acqua non è potabile. Bisogna allora avere l’accortezza di far decantare l’acqua, filtrarla e nel caso bollirla … i nostri genitori sapevano bene queste regole elementari in quanto i guasti erano frequenti …. meno male che ora succede molto di rado.

“E’ troppo calcarea e dura da noi, mi fa venire i calcoli!”
Dobbiamo sfatare il “terrore calcare”. E’ vero che incrosta e danneggia le tubature e le resistenze degli elettrodomestici ma nel nostro organismo (salvo patologie particolari) non crea disturbi, anzi è necessario perché un acqua senza calcare (esattamente calcio e magnesio) non è potabile. Il nostro organismo ha necessità di calcio e magnesio. Noi non siamo una lavatrice o un boiler. Noi non consumiamo, come loro, centinaia di litri d’acqua al giorno. Inoltre, le incrostazioni di calcare negli elettrodomestici sono favorite dalle alte temperature dell’acqua. Scrive Giuseppe Marino ne La casta dell’acqua: “Gli esperti spiegano unanimi che il calcio disciolto nell’acqua, che pure danneggia gli elettrodomestici, per il nostro organismo non è affatto un problema (…). Anzi, acque troppo leggere, come quelle scandinave, potrebbero favorire la comparsa di malattie cardiovascolari. E poi ci sono livelli che per legge vanno rispettarti. Insomma: dicono le analisi che in quasi tutta Italia disponiamo dai rubinetti di una fonte di acqua oligominerale; con la giusta dose di calcio, povera di sodio, e controllata in continuazione”. La durezza dell’acqua indica la quantità in mg. litro di sali calcio e magnesio (prevalentemente) e viene misurata in gradi Francesi. L’acqua potabile deve avere una durezza che varia da 15 a 50 F (di solito l’acqua immessa negli acquedotti varia da 18 a 28 F).

“Allora non metto un addolcitore per l’acqua da bere?”
La mancanza di informazioni ha permesso a personaggi di dubbia competenza di montare in molte abitazioni impianti di addolcimento. Attenzione! Gli addolcitori con le resine a scambio sodico, sono idonei per impianti di tipo industriale in quanto sostituiscono i sali di calcio e magnesio con sali di sodio: così si ha un acqua a durezza zero (non potabile) … sono stati eliminati i sali di calcio e magnesio!

“Ma la nostra casa ha serbatoi di accumulo … non mi fido …”
Anche per i serbatoi di accumulo dobbiamo chiarire alcuni punti. Se usato quotidianamente ed è installato a regola d’arte non procura alcun problema, anzi crea il vantaggio di far decantare l’acqua in quanto la valvola di prelievo dal serbatoio viene montata a circa 10 cm. dal fondo, lasciando così uno spazio per decantare ed eventualmente spurgare (saltuariamente) il serbatoio.

“La potabilità è assicurata dall’acquedotto solo fino al contatore. Che ne so dei tubi di casa mia Magari sono vecchi”

Quando le tubature sono vecchie e incrostate creano dei trascinamenti di particelle di ruggine e calcare che possono essere eliminate con il posizionamento di filtri prima del prelievo dell’acqua da bere. Alcuni si allarmano in quanto sostengono la tesi che “la potabilità dell’acqua è garantita sino al contatore”: ciò è vero, però dopo il contatore non ci sono rischi di inquinamento dell’acqua (batteriologico) ma eventualmente solo il trascinamento di sostanze in sospensione eliminabilissime con filtri e decantazione.

“Ma non è meglio se metto comunque un filtro?”
La moda dei filtri ha conosciuto una certa diffusione sia nelle case che nei bar, ristoranti ecc. Ma ci sono molti dubbi. L’unico vero modo di far migliorare la qualità dell’acqua è a livello degli impianti, e la manutenzione delle condotte. I filtri contribuiscono a migliorare il sapore. Devono infatti essere impiegati su acqua già potabile. L’osmosi inversa in effetti è più efficace: elimina metalli pesanti, nitrati, ma non è detto che funzioni sui pesticidi e solventi industriali. I carboni attivi sono efficaci contro metalli pesanti e nitrati, meno contro solventi industriali. Sono potenziale luogo di coltura di batteri. Per questo per legge devono avere un sistema di disinfezione, raggi ultravioletti o ozono o argento. Caraffe filtranti: efficacia limitata. Sì contro solventi, ma l’acqua ristagnata può peggiorare la situazione microbiologica dell’acqua. Va sempre conservata in frigo e bevuta in giornata. Il bilancio per i filtraggi domestici è in genere negativo: anche perché in tutti i rubinetti d’Italia la maggior parte delle sostanze contro le quali sono efficaci, è presente al di sotto dei limiti di legge. Far prima analizzare il liquido che esce dai rubinetti.

“Ma a me piace l’acqua frizzante!”
Intere generazioni sono felicemente cresciute con la buona acqua frizzante di rubinetto, ottenuta grazie alle bustine di sali minerali. Alcune marche (in particolare una fabbricata a Torino) sono più buone di altre … ma qui non possiamo fare pubblicità. Inoltre, poiché di acqua bisogna berne molta, se è molto frizzante è più difficile assumerne molta.
Ormai molti comuni installano fontanelle di acqua microfiltrata che è anche resa frizzante addizionandola di anidride carbonica. Ma se poi dobbiamo prendere la macchina per andare a ricaricarci alle fontanelle … non è meglio il rubinetto di cucina, o del bagno in ufficio?

Fonte: www.altritasti.it

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