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Fame fila - Pulitzer 2004

Il business del cibo è di gran lunga il business più importante del mondo. Tutto il resto è un lusso. Il cibo è ciò di cui hai bisogno per mantenerti in vita ogni giorno.

Dwayne Andreas

Quando una gran parte della popolazione affronta un drastico taglio dei redditi a dispetto dell’aumento dei prezzi del cibo abbiamo in atto un problema catastrofico. Abbiamo a che fare, oggi, con due situazioni in contemporanea: la deflazione dei redditi e l’inflazione del cibo; due treni ad alta velocità che viaggiano lungo i binari l’uno verso l’altro, una crisi finanziaria che si scontra con le perdite sbalorditive del raccolto, che incide pesantemente le riserve di cibo disponibili nel pianeta. I prezzi del cibo hanno ricominciato a salire di nuovo, proprio mentre milioni stanno perdendo la possibilità di permettersi una dieta ragionevole, sebbene poco di tutto ciò sia stato osservato e riportato. Ma presto anche il cieco comincerà a vedere.

Dal grano al greggio, i prezzi di una vasta gamma di beni sono in crescita in tutto il mondo. Negli ultimi mesi, i prezzi del cibo di tutto il mondo sono cresciuti a una velocità che può competere con i mesi più selvaggi del 2008, quando i disordini a causa del cibo esplosero tra i Paesi in via di sviluppo. 9 Gennaio, Wall Street Journal

Il freddo sta ancora congelando le arance della Florida. La temperatura a Miami è precipitata a 2°C, battendo il record di 3°C raggiunto nel 1938. I funzionari dicono che centinaia di milioni di dollari di cibo sono periti. Gli ortaggi sono stati quelli colpiti più duramente. Almeno un importante coltivatore di pomodori, Ag-Mart Produce, ha già dichiarato che la maggior parte delle sue coltivazioni in Florida sono “inutilizzabili a causa del gelo”. E’ stato previsto che altre aziende a coltivazione di ortaggi perderanno il loro intero raccolto, e i prezzi all’ingrosso sono già saliti. “I pomodori erano scesi a 14 dollari per ogni cassetta da 11kg ca.; ora sono saliti oltre i 20 dollari”, ha dichiarato Gene McAvoy, un esperto in agricoltura dell’Università della Florida, che ha previsto 100 milioni di dollari di perdita in ortaggi. “I peperoni che subito dopo il nuovo anno erano a 8 dollari a cassetta ora sono saliti a 18 dollari”.

Lo zucchero raffinato, a Londra, ha raggiunto il suo prezzo più alto da almeno due decenni in base all’ipotesi che India, Pakistan e altri paesi importatori acquisteranno più dolcificante come minaccia di una carenza di offerta. Le piogge eccessive in Brasile e il debole monsone in India hanno colpito il raccolto di zucchero di canna dei due più grandi coltivatori al mondo. 20 Gennaio 2010.

Il mondo sta affrontando “questa morte di fame di massa” in seguito al successivo maggior fallimento del raccolto nel Nord America. E potrebbe succedere prima della fine dell’anno. Così dice Don Coxe da Chicago, uno dei massimi esperti al mondo di prodotti agricoli, tale che il rinomato gruppo finanziario BMO del Canada ha dato il suo nome a un fondo. Un fallimento del raccolto in Nord America avrebbe terribili conseguenze sui maggiori mercati d’oltreoceano che sono altamente dipendenti dalle importazioni dei raccolti statunitensi.

“Gli scienziati in Inghilterra stanno mettendo in guardia in quanto una ‘tempesta perfetta’ di scarsità di cibo e acqua minacci, ora, di scatenare malcontento e conflitti”, ha avvisato il capo dei consulenti scientifici del governo, il professor John Beddington [1]. “Le persone non riescono a rendersi conto dell’entità del problema”, ha detto il professor Mike Bevan. “Questo è uno dei più seri problemi che la scienza abbia mai affrontato”. In Gran Bretagna le vite di centinaia di migliaia di persone saranno minacciate dalla scarsità di cibo. Le ripercussioni di questa scarsità, per tutte le società, sono devastanti. Il mondo è di fronte a una “morte di fame di massa” in seguito a un ulteriore fallimento del raccolto negli Stati Uniti e in altri luoghi del globo.

Siamo di fronte a un problema che, letteralmente, non è mai stato affrontato nella storia umana. La popolazione in aumento e la domanda di cibo, l’inflazione dei prezzi, la diminuzione delle riserve di cibo mondiali, siccità, allagamenti, freddo, crediti ridotti, infestazioni, erosione del suolo, agricoltura industriale, l’inquinamento delle imprese agricole, falde acquifere/pozzi che si seccano, il trasferimento dei prodotti per la produzione di energia stanno tutti portando a sbattere contro una crisi economica e finanziaria globale. E in alcuni luoghi come gli Stati Uniti non ci sono sufficienti agricoltori. In cima a tutto, poi, abbiamo la desertificazione, una delle questioni ambientali più urgenti al momento. I nuovi deserti stanno crescendo a un ritmo di 20000 miglia quadrate (51800 km quadrati) all’anno. La desertificazione porta alla carestia, alla morte per fame e alle migrazioni.

Secondo Eric de Carbonnel “ci sono delle prove schiaccianti e innegabili che il mondo il prossimo anno rimarrà senza cibo. La Crisi del Cibo del 2010 sarà diversa. E’ la crisi che renderà lo scenario da giorno del giudizio reale. All’inizio del 2009, la domanda e l’offerta nei mercati agricoli si sono gravemente sbilanciate. Il mondo ha sperimentato una caduta catastrofica nella produzione di cibo come risultato della crisi finanziaria (prezzi bassi dei beni, mancanza di credito) e un tempo avverso a livello mondiale. Di norma i prezzi del cibo sarebbero dovuti salire già mesi fa, comportando un abbassamento del consumo di cibo e portando la situazione di domanda/offerta di nuovo in equilibrio. Questo non è mai successo perché il ministero dell’agricoltura degli Stati Uniti (USDA) invece di adattare le stime di produzione più in basso per rispecchiare la diminuzione della produzione stessa, ha modificato le stime di modo da alzarle per andare incontro alla domanda della Cina. In questo modo, il ministero ha riportato la domanda/offerta in equilibrio (sulla carta) e ha temporaneamente ritardato l’aumento dei prezzi del cibo assicurando però una catastrofe per il 2010” [2].

Secondo il ministero dell’agricoltura degli Stati Uniti gli agricoltori statunitensi, nel 2009, hanno avuto il più grande raccolto di grano e semi di soia. E c’è gente che pensa che chiunque creda ai dati del governo su tutto ciò che concerne l’economia o altro sia un deficiente totale.

Sono veramente poche le persone negli Stati Uniti che hanno preso in seria considerazione la questione della sicurezza del cibo. Questo articolo dovrebbe convincere la gente che è ora di agire. Per la maggior parte noi non ci rendiamo conto del problema, ma se guardiamo attentamente alle notizie “nascoste” vediamo un presagio chiaro di una crisi inimmaginabile che si abbatterà su di noi già quest’anno.

“Nel 2009 più di 2.1 milioni di ettari di cereali sono stati distrutti dalla siccità in Russia”, ha dichiarato Yelena Skynnik, ministro dell’agricoltura. Un totale di 616000 ettari sono stati distrutti nella regione, il 70% della quantità totale coltivata. [3]

Il mondo è beatamente inconsapevole che solo pochi mesi ci separano dalla più grande crisi economica, finanziaria e politica. Basta solo un minimo di ricerca per rendersi conto che qualcosa nel mercato agricolo sta per andare seriamente storto. Tutto quello di cui uno ha bisogno per sapere che il mondo è diretto verso una crisi del cibo è che smetta di leggere i rapporti sui raccolti del ministero dell’agricoltura che prevede un raccolto di soia e grano da record e cominci ad ascoltare cos’altro invece il ministero sta dicendo. In modo più specifico, il ministero ha dichiarato che metà delle contee del Midwest sono le principali aree del disastro, includendo altre 274 contee solo negli ultimi 30 giorni. Queste nomine sono basate su dei criteri di perdita di un 30% minimo sul valore di almeno un raccolto nella contea”, ha continuato Carbonnel.

Dwayne Andreas

NOTE

[1] http://www.guardian.co.uk/science/2009/dec/13/britain-faces-food-shortage

[2] http://www.marketskeptics.com/2009/12/2010-food-crisis-for-dummies.html

[3] http://www.kyivpost.com/news/world/detail/44653/

Titolo originale: “Agricultural Apocalypse 2010 “

Fonte: http://agriculture.imva.info/

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MARICA ROBIBARO

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