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Attilio Speciani

Un’altra occasione persa per aiutare la gente a guarire. La proposta di usare una etichetta segnaletica per i prodotti industriali, che avvertisse il consumatore del reale contenuto di zucchero, di sale e di grassi, è stata bocciata dal Parlamento Europeo, con il probabile sostegno economico di molti produttori alimentari. Aiutare un consumatore a scoprire ad esempio che suddividere gli ingredienti in fruttosio, invertosio, sciroppo di glucosio, saccarosio e maltosio aiuta a nascondere che un prodotto, sommando i diversi ingredienti, è fatto da zucchero per il 60%, appare ancora una verità troppo scomoda. Ancora una volta ognuno deve “tirarsi su le maniche” e pensarci da solo, perché cibo e salute continuino a farsi compagnia.

Poteva essere una buona occasione per la crescita della consapevolezza alimentare tra la gente comune. Invece il potere economico di chi intende produrre alimenti senza la necessaria chiarezza verso chi li utilizza ha vinto anche questa volta.

Purtroppo il quantitativo di sale e di zucchero inapparente presente nei cibi industriali sta crescendo progressivamente da molti anni. Le evidenze cliniche segnalano che riuscire a controllare questa crescita, pur senza dovere rinunciare mai al gusto è fonte di salute e di risparmio sociale molto elevato.

C’è però chi rema contro, difendendo il diritto dei produttori di essere poco chiari nella segnalazione degli ingredienti alimentari. Poco male: ormai siamo abituati a doverci occupare personalmente della nostra salute. Si tratta di confrontarsi con la composizione vera dei cibi, approfondendo le conoscenze utili per se stessi e per i propri cari. Il Parlamento Europeo avrebbe potuto scegliere più a favore della salute, ma ha scelto diversamente, in modo da favorire maggiormente gli interessi commerciali in gioco.

Continuiamo a ritenere che la gente comune, nel corso del tempo andrà a premiare sempre di più chi opera con chiarezza ed onestà. L’inquinamento oggi (alimentare e ambientale) è fonte di preoccupazione per tutti. Eurosalus continua a lavorare perché la consapevolezza individuale cresca nel tempo. Alcuni produttori lo fanno e attendiamo che la maggioranza si affianchi in questo percorso per potere continuare a mangiare con gioia le cose buone che abbiamo a disposizione sapere dire di no agli alimenti che non c’entrano niente con la nostra salute.

Attilio Speciani

Fonte: www.eurosalus.com

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