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Niente cellulari sotto i 12 anni

Simona Marchetti

Niente cellulari agli under 12. Il monito arriva dal professor Lawrie Challis, eminente consulente del governo inglese in materia di telecomunicazioni (è stato a capo del «Mobile Telecommunications and Health Research programme», altrimenti noto come MTHR ) nel giorno del lancio di «Cosmo» (ovvero, «Cohort Study on Mobile Phones» ), uno studio dell’Imperial College di Londra che per i prossimi trent’anni monitorerà l’utilizzo dei telefonini e il loro effetto sulla salute e che interesserà 250mila europei, fra i 18 e i 69 anni. Grazie anche alla collaborazione delle compagnie telefoniche (è la prima volta che succede, in precedenza ci si basava sui ricordi dei singoli), sarà possibile comparare il numero delle chiamate effettuate e la loro durata alle documentazioni mediche delle persone testate, per vedere se l’uso del cellulare aumenti o peggiori alcuni tipi di cancro (come quelli alle orecchie, alla pelle e al cervello) e malattie neurologiche come Alzheimer, Parkinson e sclerosi multipla , ma anche ictus, attacchi di cuore e problemi meno gravi, come mal di testa e disturbi del sonno. Mai prima d’ora un’indagine di questo tipo aveva coperto un arco di tempo così lungo e studiato una così vasta gamma di patologie e sebbene i primi dati non saranno disponibili che fra cinque anni e non vi siano ancora certezze in tal senso, il professor Challis ha voluto mettere in guardia soprattutto i più giovani, sottolineando come non si possa escludere la maggiore incidenza delle radiazioni sui ragazzi rispetto agli adulti.

IL RUOLO DEI GENITORI – «Penso sia meglio che gli under 12 non usino i telefonini – ha spiegato l’esperto al Daily Mailperché il loro sistema immunitario è ancora in via di formazione e sappiamo che a quell’età si è più sensibili e recettivi, basti pensare ai raggi ultravioletti: se un bambino viene esposto troppo al sole, ha più probabilità di ammalarsi di tumore alla pelle rispetto ad una adulto. Logico che tocchi ai genitori essere più duri su questo punto, ovvero non dare ai figli il cellulare, a meno che non vi siano specifiche ragioni di sicurezza che obblighino a comportarsi diversamente>. Stando all’ultima ricerca Eurispes-Telefono Azzurro 2009, il 53,7% dei bambini italiani fra i 7 e gli 11 anni possiede un cellulare, il 5,4% un videofonino e l’1,8 uno smartphone e se l’88,2% sostiene di usarlo solo per essere chiamati dai genitori, il 72,6 lo utilizza anche per fotografare, mentre il 69,6% lo vede come un mezzo per tenersi in contatto con gli amici.

«ALMENO USARE IL VIVA-VOCE» – Ma le preoccupazioni del professor Challis non sembrano trovare consenso fra gli addetti ai lavori. «Stando all’Organizzazione Mondiale della Sanità, non ci sarebbe la necessità di prendere precauzioni speciali per l’utilizzo dei telefonini da parte di adulti e bambini – ha spiegato al tabloid londinese John Cooke, direttore esecutivo della «Mobile Operators Association», che rappresenta l’industria della comunicazione mobile in Inghilterra – ma se i genitori sono preoccupati, possono sempre incoraggiare i figli a fare chiamate brevi o ad usare gli auricolari o il vivavoce. Del resto, è meglio considerare i vantaggi tangibili che offre questo tipo di tecnologia piuttosto che lasciarsi condizionare dalla possibilità di effetti sulla salute ancora tutti da dimostrare». Intanto, in un sondaggio lanciato dal sito online del tabloid inglese, il 74% dei partecipanti si è detto convinto che l’utilizzo dei cellulari da parte degli under 12 non sia per niente salutare.

Simona Marchetti

Fonte: www.corriere.it

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