Mattatoio - Tommaso Ausili (World Press Photo)

Questa serie di Tommaso Ausili mi ha colpito molto, mi ha fatto tornare in mente la serie “Mattatoio” di Mario Giacomelli del 1961, realizzata nei macelli comunali di Senigallia, di cui disse:

“Serie iniziata e finita in pochi minuti per il grido spaventato, pauroso dei poveri impotenti animali che mi hanno straziato l’anima e mi hanno portato a scappare da quel posto maledetto.” (verso di una stampa della serie)

Mattatoio - Tommaso Ausili (World Press Photo)

“Al mattatoio volevo capire da vicino come avveniva l’uccisione delle bestie, perchè il solo pensarci mi metteva tristezza. Al maiale io sapevo che tagliavano la gola, ho visto invece che lo colpiscono alla tempia, in fronte, qui, con una rivoltella e allora stramazzavano al suolo; gli tiravano su le gambe con un colpo e poi… tan! Ma non è questo che mi ha messo paura.

Mattatoio - Tommaso Ausili (World Press Photo)

Da sopra buttavano giù i maiali, si vede nelle fotografie; dal camioncino che avevano scivolavano giù, così. Li vedevo da dove stavo a fotografare. I maiali, poverini, si mettevano, se questo è il muro, con la testa a ventaglio , così: qui c’era la testa di uno, qui la testa di un altro, come un ventaglio… E gridavano, con una tale forza! Questo fatto mi ha messo un tale male dentro l’anima che ho preso e sono fuggito subito, di corsa.

Mattatoio - Tommaso Ausili (World Press Photo)

Mi sembrava che capissero proprio. Capiscono: un uomo con un bastone e una grossa corda non riusciva a tenere ferma una mucca che stavano portando dentro per ucciderla; per fortuna era legata con la corda, perchè se no sarebbe fuggita! Mica ce la facevano a tenerla! Solo dopo è riuscito a darle una legata; c’erano dei pali di ferro, l’ha legata lì. Non ci riusciva perchè lo senti che loro sanno che le uccidono. Gridano proprio, non vogliono. Quello dei maiali era proprio un grido… Sai quando i bambini piccoli tutto ad un tratto si mettono a piangere? Mi ha fatto così male il cuore che ho preso e ho detto: basta, vado via, non voglio saperne più niente.

Potevo ritornare, conoscevo chi ci lavorava, avevo il permesso, ma non sono tornato più, non ne ho più avuto il coraggio.” (dalla lunga conversazione di Mario Giacomelli con Simona Guerra)

Fonte: www.comedonchisciotte.org

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2 Responses to "MATTATOIO"

  1. marco   26 settembre 2013 at 17:00

    Per caso mangi gli affettati ? se la risposta è si, allora non ti devi lamentare di queste cose (ricorda che con la carne del contadino non ci sfami milioni di persone), se invece sei vegetariana allora il tuo commento è perfettamente lecito e ti do pure ragione anche se io non sono vegetariano.

  2. francesca   13 aprile 2012 at 23:07

    Dio mio, le bestie siamo noi esseri umani!che crudeltà!! chi fa questo “lavoro” non ha cuore! mi chiedo come vanno a dormire la notte sapendo di aver privato del dono della vita degli esseri viventi! vorrei che per una volta si mettessero nei loro panni! vorrei sapere cosa provano a stare dalla parte della lama del coltello……….!!!! Come possono essere sordi davanti a quella sofferenza! anni fa, in media una famiglia manteneva un maialino per “mangiare” e bastava! Adesso gli allevatori tengono i maiali e altri animaletti solo per arricchirsi!! VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!!VERGOGNA!!! UN GIORNO ANCHE LORO SI TROVERANNO DAVANTI ALLA VECCHIA CON L’ASCIA, E SPERO PROPRIO CHE ABBIA LA TESTA DI UN VITELLO, MAIALE….CHE MONDO CRUDELE!!!!!! BASTA A QUESTE BARBARIE. Frany

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