Home»Articoli»Le evidenze scientifiche favorevoli all’omeopatia ci sono, ma nessuno ne parla

Omeopatia

Tancredi Ascani

E’ opinione diffusa, sia tra i normali cittadini, che tra personalità anche molto note del mondo scientifico, considerare l’omeopatia come una metodica terapeutica senza alcuna evidenza d’efficacia riconosciuta e che funzioni solo in virtù dell’effetto placebo (effetto autoindotto dal paziente dovuto alla sua suggestionabilità e non all’effetto specifico del medicinale che sta assumendo) e che non debba minimamente venir presa in considerazione in caso di trattamento di patologie “serie”. Ebbene, la realtà è molto diversa: un sempre maggior numero di lavori scientifici, pubblicati anche da riviste scientifiche non legate all’omeopatia (quali il Lancet, il British Medical Journal, il British Journal of Clinical Pharmacology, l’European Journal of Clinical Pharmacology ecc.), hanno dimostrato l’efficacia terapeutica dell’omeopatia in molteplici situazioni cliniche, anche gravi. Le prove a favore dell’omeopatia sono fondate sia sui dati della letteratura classica (studi clinici osservazionali) sia su un numero sempre crescente di dati della letteratura scientifica moderna (studi randomizzati e controllati). Solo fino al 2007 sono stati pubblicati 134 studi randomizzati e controllati (RCT), di questi 59 hanno dato esito positivo, 8 negativo e 67 conclusioni non valide statisticamente. Gli studi RCT che hanno dato esito positivo riguardano una gran varietà di disturbi clinici tra cui allergie, infezioni respiratorie, diarrea infantile, influenza, disturbi reumatici, vertigini, fibromialgia, osteoartriti, sinusiti, otiti acute, bronchiti, sindrome della fatica cronica e sindrome pre-mestruale. I dati fino ad oggi disponibili indicano con chiarezza che:

l’omeopatia è efficace in numerose condizione cliniche;

l’effetto dell’omeopatia è superiore a quello del placebo.

Studi clinici osservazionali dimostrano inoltre che oltre il 70% dei pazienti riferiscono benefici prodotti dal trattamento omeopatico.

Questa è la realtà dei fatti, che piaccia o meno, e chiunque desideri la bibliografia scientifica di quanto da me riportato può ricercarla nel mio sito, viewtopic.php?f=5&t=42, o contattarmi direttamente al mio indirizzo email: info@omeosan.it.

Come mai allora questa medicina viene di continuo attaccata o ignorata da medici e da scienziati con la complicità dei grandi media?

I motivi, ormai evidenti, hanno ben poco di scientifico e sono principalmente tre:

1) ignoranza;

2) interessi economici;

3) motivazioni politiche.

1) I detrattori dell’omeopatia sono quasi sempre esperti in altre branche della medicina convenzionale (a volte non sono neanche medici, spesso sono farmacologi, chimici ecc.) che non hanno nessuna competenza specifica sulla medicina omeopatica e trascurano gli studi scientifici fino ad oggi disponibili arrivando a trarre delle conclusioni affrettate basandosi solo sulle loro conoscenze di chimica o di farmacologia (per non dir sulla base di racconti negativi di qualche paziente o collega) che poco o nulla hanno a che fare con l’omeopatia, il cui meccanismo d’azione, ancora non noto, è certamente di natura fisica e non chimica (almeno nelle diluizioni più elevate).

2) I medicinali omeopatici sono ovviamente visti con grossa preoccupazione dalle grandi aziende farmaceutiche non omeopatiche. Basta pensare che esistono dei farmaci chemioterapici che costano più di mille euro a fiala per una spesa complessiva di diverse decine di migliaia di euro al mese, per paziente. Quale azienda farmaceutica potrebbe vedere di buon occhio il sostituire simili farmaci con dei rimedi omeopatici dal costo di pochi euro e il cui effetto può durare per mesi? E questo è solo uno degli aspetti in gioco. Il risparmio che si potrebbe avere con una maggiore diffusione dell’omeopatia è anche indiretto, dovuto cioè al fatto che è stato evidenziato da più studi che i pazienti curati omeopaticamente si ammalano meno frequentemente e riducono drasticamente l’uso di altri farmaci o di altri interventi medico-diagnostici con un ulteriore grande risparmio di denaro pubblico.

3) Pensate a quello che potrebbe accadere se venisse riconosciuta, in maniera unanime dall’establishment scientifico, l’efficacia delle basse dosi omeopatiche. Si tratterebbe di una svolta epocale e molti medici, scienziati e organizzazioni che hanno da sempre attaccato l’omeopatia e negato i suoi paradigmi, perderebbero subito gran parte della loro credibilità e probabilmente la loro attuale posizione di potere (con gravi ripercussioni anche economiche) .

E’ ovvio che si faccia di tutto per occultare i dati favorevoli all’omeopatia e per attaccarla in tutti i modi, fino a giungere addirittura a falsare le conclusioni di alcuni studi scientifici (si è arrivati persino a negare le conclusioni delle sei meta-analisi sull’omeopatia pubblicate fino ad oggi, che hanno evidenziato tutte l’efficacia dei trattamenti omeopatici) con la complicità dei grandi media, palesemente manipolati e tendenziosi, che non danno poi mai spazio alla controparte omeopatica di ribattere sulle gravi inesattezze riportate. E’ bene anche ricordare che la letteratura scientifica in medicina è piena di studi dall’esito negativo che hanno evidenziato un effetto terapeutico praticamente nullo di vari farmaci (che poi però vengono comunque tranquillamente commercializzati) ma non per questo si dichiara poi la fine di un’intera branca della medicina come avviene di regola nel caso dell’omeopatia. Se dovessimo adottare la stessa “spietatezza” verso la medicina convenzionale allora, tanto per fare un esempio, dovremmo bocciare subito l’intera psichiatria visto che la maggior parte degli studi a nostra disposizione concludono che l’efficacia dei farmaci antidepressivi sia pari a quella del placebo (tranne che per gli effetti collaterali, certamente superiori nei farmaci) e il loro meccanismo d’azione resti in gran parte sconosciuto.

Frequenti sono poi gli attacchi sul presunto pericolo per i pazienti nel ricorrere all’uso delle cosiddette “medicine naturali”, attacchi che sfociano spesso nel ridicolo come quello di poche settimane fa in cui una campagna promossa dall’Istituto Superiore di Sanità voleva allarmare e mettere in guardia la popolazione sostenendo che le medicine naturali avrebbero causato 400 effetti avversi dal 2002 al 2009 (in 8 anni quindi). Tale istituto, e i media che lo seguono in maniera acritica e servile, si guardano bene però dal riferire ai cittadini il numero degli effetti avversi provocati dai farmaci tradizionali che sono, in Italia, nell’ordine delle decine di migliaia l’anno!

Per quanto si è tentato in tutti i modi di mettere il bavaglio a questa meravigliosa medicina che è l’omeopatia, la sua popolarità, in continua crescita, è ormai diventata inarrestabile e questo è avvenuto soprattutto grazie al passaparola dei pazienti e dei medici che l’hanno sperimentata, certamente non grazie alle notizie riportate dai media o alla pubblicità, quest’ultima vietata in Italia, dei tanto “pericolosi” medicinali omeopatici. In appena 10 anni, i sostenitori dei medicinali omeopatici hanno registrato un balzo di oltre 8 punti percentuali, passando dal 10,6% nel 2000 al 18,5% nel 2010, spiega il “Rapporto Italia 2010” diffuso dall’Istituto Eurispes. L’italia si conferma come il terzo mercato europeo dopo Francia e Germania.

Questo enorme successo dell’omeopatia e i risultati positivi dei sempre più numerosi studi scientifici a nostra disposizione, che purtroppo non vengono mai citati, sono di continuo confermati dall’esperienza clinica di migliaia di medici e dal livello di soddisfazione di milioni di pazienti, in ogni parte del mondo.

“Tutte le verità passano attraverso tre stadi: primo vengono ridicolizzate, secondo vengono violentemente contestate, terzo vengono accettate come evidenti.” Arthur Schopenhauer

Tancredi Ascani

Medico omeopata unicista

Fonte: www.omeosan.it

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