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Lavoro a maglia

Sabrina D’Orsi

Lavorare a maglia e in generale tutti i lavori manuali sviluppano del bambino competenze delle quali si è persa davvero memoria. Non si tratta di un semplice passatempo per bambine, ma di qualcosa di molto più sensato e importante. “Sappiamo che l’intelletto non viene formato affrontando direttamente la sua formazione. Se qualcuno usa in modo maldestro le dita ha anche idee e pensiero poco malleabile; al contrario colui che muove in modo preciso le sue dita, sa penetrare l’essenza delle cose(questa frase è di Steiner ed io la riporto da questo interessante articolo sull’argomento che vi invito a leggere se volete approfondire)

Vi immaginate quanto può essere utile per un bambino come Lorenzo Pedro imparare a farsi una sciarpa intera, tutta da solo?
Si è costruito i ferri, li ha affilati, scartavetrati, incerati. Poi ha cominciato, trama e ordito, un ferro avanti, 10 errori, due ferri indietro, monta, rismonta. Un vero esercizio di pazienza per un bambino abituato a correre sempre, fare tutto infretta nella gioia del fare più che nell’interesse a vedere un risultato finito. (è stato un vero esercizio anche per la mamma che lo ha incoraggiato, aiutato e a volte anche sgridato perchè le mani sui ferri erano sempre troppo approssimative..)

Piano piano lui ha cominciato a seguire il filo del lavoro, il filo del discorso, il filo del pensiero. Fare a maglia significa percepire il tempo che scorre appeso a un filo. E oggi quando si mette a fare il lavoro manuale si siede composto, respira, lavora. E il fratello con lui.

Ora la sciarpa è finita. Cosa c’e’ da fare poi?

Fonte: www.vivere-semplice.org


Lavoro manuale

Le braccia dell’uomo si situano nella parte mediana del corpo umano tra testa e piedi e hanno come obiettivo quello di riunire pensiero (testa) e movimento (arti). Le braccia e le mani sono libere di muoversi avanti, indietro, in su, in giù o di lato e possono fare movimenti complessi. Tutte le attività delle mani trasformano in qualche modo la terra e la vita umana. Affinché questa trasformazione sia possibile, gli uomini devono imparare a diventare “abili”. Il compito dei lavori manuali nella scuola è quello di rendere abili le mani.

In un gruppo di Pedagogia Curativa questa attività ha un ruolo fondamentale perché può aiutare ogni bambino a seconda dei suoi bisogni. Per esempio un bambino che ha difficoltà tattile, pian piano può fare delle cose con differenti materiali sbloccando, con questi primi contatti, il suo rapporto con il mondo: così le sue mani diventano strumento di conoscenza.

Dice Rudolf Steiner: “Sappiamo che l’intelletto non viene formato affrontando direttamente la sua formazione. Se qualcuno usa in modo maldestro le dita ha anche idee e pensiero poco malleabile; al contrario colui che muove in modo preciso le sue dita, sa penetrare l’essenza delle cose”.

Il lavoro a maglia, dove una maglia si intreccia con un’altra fino a formare un tessuto, può essere sperimentato come un’immagine fisica del processo del pensiero; non a caso si dice “il filo del pensiero”. Lavorare a maglia, infatti, insegna a pensare; il bambino impara a pensare con le mani ed è importante perché segue una logica mentre impara a leggere e a scrivere. Questo richiede anche grande capacità di concentrazione; così il bambino sperimenta un processo e impara che dal suo lavoro hanno origine cose utili: questo ha a che fare con l’aspetto sociale.

Durante le lezioni di lavoro manuale si cura soprattutto che le mani imparino ad agire sensatamente ed è molto importante lo scopo con il quale si realizza un oggetto.
Vengono toccati aspetti della vita pratica come avvolgere, legare, ricamare, cucire, incollare, lavorare a maglia e all’uncinetto a seconda dell’età e del bisogno.

Il lavoro manuale, in Pedagogia Curativa, accompagna il bambino nello sviluppo, cercando gli stimoli giusti per ogni situazione. Il bambino, nella costruzione di un oggetto, bambolina o animale, deve tenere d’occhio il sopra/sotto, destra/sinistra, davanti/dietro: questo lo aiuta a posizionarsi nello spazio, processo in cui incontra spesso difficoltà. Il lavoro manuale porta il bambino a conoscere la vita quotidiana in modo diretto e non intellettuale, perché il conoscere in questo caso porta all’azione e stimola la forza di volontà. Azione e fantasia sono stimolati in tutti i lavori manuali.

La varietà dei materiali proposti con differenti qualità come filo di lana, cotone, corda di diversi spessori, lana cardata, stoffe, cera d’api, pasta di sale, carta, tramite il senso del tatto arricchiscono il mondo del bambino che, nel toccarli, apre nuove possibilità di comunicazione.

Fonte: www.scuolasteinermilano.it

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