Home»Foto»Italia: cinico annuncio di Berlusconi sul nucleare nell’anniversario di Cernobyl

Gli attivisti di Greenpeace davanti a Montecitorio - Foto: Greenpeace

E’ macabro il fatto che Berlusconi abbia cinicamente scelto l’anniversario della tragedia di Cernobyl per lanciare il suo progetto di propaganda sulla Rai per il nucleare. Ed è ancora più macabro che tutto ciò avvenga nel corso di un incontro con il presidente russo Putin“. Cosi Andrea Lepore, responsabile della campagna Nucleare di Greenpeace, ha commentato l’annuncio del presidente del Consiglio che i lavori per la prima centrale nucleare in Italia “saranno iniziati entro tre anni”.

“Considerato – ha aggiunto Lepore – che le centrali EPR che ci vogliono imporre presentano gli stessi rischi delle vecchie centrali russe, speriamo non si siano accordati per replicare il disastro di Cernobyl in Italia. Visto che il Presidente è tanto convinto della forza dei suoi argomenti sul nucleare, e che si professa paladino della democrazia, non abbiamo dubbi che garantirà sulle ‘reti di stato’ lo spazio equivalente a chi vorrà esporre tesi contro il nucleare e a favore delle energie rinnovabili” – ha concluso Lepore.

In occasione del 24esimo anniversario della tragedia di Chernobyl, ieri dieci attivisti di Greepeace hanno portato una mostra fotografica davanti alla Camera dei Deputati a Montecitorio per sottolineare le conseguenze dell’incidente di Cernobyl ed hanno esposto uno striscione con la scritta “Stop alla follia nucleare”. Il 26 aprile 1986 a Cernobyl si verificò il più grave incidente nucleare della storia con una violenta esplosione che rilasciò in atmosfera cento volte la radioattività sprigionata dalle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki. La nube radioattiva arrivò fino in Europa Centrale e in Italia.

“A ventiquattro anni da Cernobyl – commenta Greenpeacela propaganda filo-nucleare continua a sottostimare gli effetti della tragedia di Cernobyl e il numero dei morti causati dall’incidente: parla di soli 65 morti, riferendosi a malapena al numero dei lavoratori e soccorritori morti in seguito all’esplosione. L’Accademia Russa delle Scienze dimostra, però, che anche le stime del Cernobyl Forum – che indicavano novemila morti – erano state troppo caute e che i morti dovuti all’incidente di Cernobyl sono oltre duecentomila“.

Nei giorni scorsi un ampio gruppo di associazioni ambientaliste ha lanciato un appello per un “Comitato Nazionale contro il nucleare“. “Crediamo che la scelta del Governo di far tornare il nucleare in Italia sia una scelta sbagliata e rischiosa che non fa gli interessi dei cittadini e del Paese” – affermano le associazioni promotrici dell’appello (Ambiente e Lavoro, Accademia Kronos, Associazione Mediterranea per la Natura, Comitato Sì alle energie rinnovabili No al nucleare, Fare Verde, Forum Ambientalista, Greenpeace, Italia Nostra, Jane Goodal Italia, Lav, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness, Pro Natura, Vas, Wwf).

Nell’appello le associazioni riportano i dati che dimostrano come l’Italia non ha bisogno di nuova energia ma di energia rinnovabile in sostituzione di quella fossile. Inoltre “il nucleare costa troppo, in nessun paese al mondo si costruiscono centrali senza finanziamenti pubblici e garanzie statali, che ricadono poi sulle tasse e le bollette pagate dai cittadini” – evidenziano le associazioni. “In Italia si distoglierebbero risorse importanti dalla ricerca per l’innovazione tecnologica e dalla diffusione dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili” che, tra l’altro, offrono maggiori e migliori possibilità di impiego e lavoro.

Ma soprattutto “il nucleare continua a essere rischioso” – afferma il comunicato. Anche per i reattori di terza generazione EPR in costruzione sono emersi gravi problemi di sicurezza, come hanno denunciato, a novembre 2009, con una nota congiunta le Agenzie di Sicurezza di Francia, Regno Unito e Finlandia. Inoltre è utile ricordare che nel mondo non è stato ancora risolto il problema di dove depositare in modo sicuro e definitivo le scorie.

Ed in aggiunta “il nucleare non ridurrebbe la dipendenza energetica dall’estero perché importeremmo l’uranio e, secondo il recente accordo sottoscritto con la Francia, importeremmo tecnologia e brevetti esteri, per tutto il ciclo di vita fino alla messa in sicurezza delle scorie. “Infine il nucleare non darà nessun contributo a rispettare i vincoli posti dall’Unione Europea per ridurre le emissioni di CO2 del 20% entro il 2020, perché le prime centrali non saranno operative prima del 2026-2030, e perché il complesso ciclo di approvvigionamento della materia prima, di costruzione e smantellamento produce non poca CO2″.

Le associazioni invitano tutti “a superare dispute ideologiche di parte e compiere scelte razionali e convenienti per il Paese, per contrastare i cambiamenti climatici e rispettare gli obiettivi posti dall’Unione Europea del 20-20-20. L’auspicio e l’impegno delle associazioni promotrici e di tutti gli aderenti è che si crei un grande schieramento unitario e trasversale, al di là delle diverse appartenenze e collocazioni politiche”. Le associzioni intendono “costruire insieme al mondo della cultura e della politica, della scienza e del lavoro, della società civile e delle imprese, strategie unitarie e comuni che possano ridare al Paese la prospettiva di un modello energetico sostenibile, sia dal punto di vista economico che ambientale”.

Legambiente, Wwf e Greenpeace avevano già mosso sostanziali critiche al momento dell’accordo firmato a Roma dal premier italiano Silvio Berlusconi e dal presidente francese Nicolas Sarkozy e ai due memorandum siglati da Enel e Edf che prevedono la costruzione di 4 centrali nucleari di terza generazione in Italia, la prima delle quali dovrebbe essere operativa dal 2020. [GB]

Fonte: www.unimondo.org

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