Home»Ecologia»Greenpeace, Nestlé sotto tiro

Oranghi

Alessandro Ingaria

Mai come ora le campagne veicolate da internet raggiungono in pochi giorni migliaia e migliaia di utenti, modificando i tradizionali canoni di comunicazione tra aziende e consumatori. E a beneficiarne potrebbe essere il pacifico primate a rischio di estinzione.

A difesa degli oranghi. Greenpeace, la popolare organizzazione non governativa ambientalista e pacifista, ha lanciato una campagna contro la multinazionale Nestlé. Secondo quanto sostiene la Ong, l’azienda svizzera acquista olio di palma dalla multinazionale Sinar Mas, un’azienda che sta distruggendo le foreste in Indonesia per far spazio alle proprie piantagioni di palma da olio. Greenpeace chiede a Nestlé di interrompere i rapporti commerciali con aziende come Sinar Mas e di sostenere un’immediata moratoria sulla distruzione delle foreste torbiere indonesiane. In particolare la campagna sta interessando il Kit Kat, con un video shock che ha come protagonista lo snack. Sempre secondo Greenpeace la devastazione della foresta pluviale indonesiana minaccia la sopravvivenza delle popolazioni locali e spinge inevitabilmente gli oranghi verso l’estinzione.

Tam tam tramite web. A seguito della campagna di protesta lanciata da Greenpeace per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema relativo all’impiego dell’olio di palma nella produzione dello snack Kit Kat, la pagina facebook ufficiale di Nestlé è stata bombardata dal dissenso degli utenti. Migliaia di persone si sono iscritte per poter colmare la bacheca di messaggi critici, opinioni sulla campagna di boicottaggio dei prodotti Nestlé e coloriti commenti. Addirittura molti utenti hanno impostato come foto del proprio profilo un logo modificato dell’azienda dove invece di “Kit Kat” si legge “Killer”

La reazione dell’azienda. La prima mossa della Nestlé è stata minacciare di eliminare le opinioni di coloro che usavano il logo modificato come foto del profilo, con la motivazione che violava la proprietà intellettuale. In seguito, secondo quanto riportato da alcuni utenti facebook, l’azienda ha cancellato alcuni commenti critici motivando che, nonostante venga mantenuta la libertà di parola ed espressione, quella è la pagina dell’azienda e quindi sono loro a dettare le regole.
Dopo il clamore suscitato dalla vicenda, ora la multinazionale svizzera ha adottato un atteggiamento volto a placare gli animi, comunicando il proprio impegno nell’utilizzare comportamenti più rispettosi verso l’ambiente e prevedendo di approvvigionare olio di palma certificato come “sostenibile” entro il 2015.

L’epilogo. L’ultimo atto della vicenda vede Nestlé, incalzata dalla campagna di Greenpeace, annullare i propri contratti per le forniture di olio di palma con Sinar Mas, con il beneplacito del ministro dell’ambiente indonesiano. Sinar Mas, oltre ad essere al centro della campagna, era stata inoltre accusata di abbattere le foreste illegalmente, senza i necessari permessi. Prima di Nestlé, già Unilever, Kraft, e Sainsbury avevano interrotto i contratti di fornitura con l’azienda indonesiana. Il principale cliente resta ora la multinazionale agroalimentare Cargill. Quest’ultima ha ripetutamente rifiutato di rivelare la quantità di olio di palma acquisito da Sinar Mas e dalle imprese consociate e affiliate.

Fonte: www.peacereporter.net

Nestlé deve ripulire tutta la propria filiera di produzione. È arrivato il momento di concedere un break anche agli oranghi e alle foreste indonesiane! Per convincere Nestlé dobbiamo essere sempre di più: abbiamo bisogno del tuo aiuto.

Ecco cosa puoi fare:

Scrivi subito all’amministratore delegato di Nestlé
Chiama il servizio sostenitori Nestlé
Diffondi la denuncia inviando ai tuoi amici le cartoline di Buona Pasqua “Kit Kat Killer”

Articolo collegato: Video shock di Greenpeace: Kit Kat minaccia le foreste e gli oranghi

Wikipedia: Greenpeace

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