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Il grido dei poveri - il numero 18° anniversario

Matteo Della Torre

Il grido dei poveri nacque nel marzo del 1992, in piena “era della disinformazione”. Sono trascorsi diciotto anni dalla prima uscita di questo mensile che oggi festeggia la raggiunta maggiore età. Durante questo lungo viaggio Il grido dei poveri non ha mai mancato l’appuntamento mensile con i suoi lettori, in edicola e negli ultimi 6 anni anche sul web.

Siamo rimasti fedeli alle scelte fondamentali della veste sobria, della foliazione e numero di copie ridotte, dell’indipendenza da condizionamenti esterni, per essere liberi di volare alto e di rendere conto soltanto ai nostri lettori, offrendo loro una modesta alternativa ai mass-media commerciali mainstream, una palestra di pensiero autonomo e di riflessione critica.

In questi anni abbiamo scelto di non commettere il grave errore etico e strategico di cercare o accettare sponsorizzazioni pubblicitarie. Le proposte ricevute le abbiamo gentilmente rispedite al mittente. Questa scelta controcorrente, che in teoria avrebbe dovuto provocare una chiusura rapida ed indolore del giornale dopo pochi mesi, ci ha consentito di arrivare fin qui, mentre in questi 18 anni abbiamo visto nascere e chiudere numerose esperienze locali di giornalismo sottomesso agli sponsor e lottizzato dalla politica.

Abbiamo mantenuto le zanne, non ossequenti a nessuna sacrestia religiosa, né tantomeno politica o economica, per non abdicare, nel nostro piccolo, al compito fondamentale del giornalismo di essere “cane da guardia” della democrazia e della libertà.  Ed è grazie a questa scelta di libertà che nel novembre 2002,  camminando in direzione contraria al pensiero dominante, e attingendo alle migliori fonti, che la menzogna di guerra fingeva di non vedere, abbiamo detto con forza che in Iraq non c’erano armi di distruzione di massa. I giornalisti occidentali potevano sapere tutto. Avevamo, ad esempio, la testimonianza autorevole di Scott Ritter, un ex ispettore ONU in Iraq per il disarmo (1991-1998) ed ex marine:  “L’Iraq è quasi totalmente disarmato dal 1998”.  Sapevamo che l’Iraq non aveva alcuna possibilità di costruire missili balistici, bombe nucleari o detenere armi di distruzione di massa. La finta prova del possesso di armi di distruzione di massa da parte dell’Iraq, la smoking gun, la pistola fumante di Saddam Hussain, amplificate dalla complicità dei giornalisti embedded, è stata data in pasto ai cittadini degli stati occidentali, per suscitare paure e convincerli della necessità di dichiarare guerra all’Iraq. Nel dicembre del 2008, il Presidente degli Stati Uniti George W. Bush ammetteva pubblicamente che aver creduto alle informazioni di intelligence infondate sulla presenza di armi di distruzione di massa in Iraq, con la conseguente guerra a Saddam Hussein, sia stato “il più grande rammarico della sua presidenza”.

Da queste pagine è nata nell’agosto del 1994 la campagna nonviolenta “San Ferdinando di Puglia zona termale” per la chiusura della discarica comunale abusiva. La Campagna iniziò l’11 maggio 1994 e si concluse il 26 agosto 1994 con la spedizione dell’esposto al N.O.E. (Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri), che tre mesi dopo apponeva i sigilli alla discarica mettendo fine ad un incubo durato più di dieci anni, che purtroppo anche in futuro, nel nostro paese, continuerà a fare morti per cancro.

In occasione del diciottesimo anniversario del nostro mensile abbiamo creato il sito www.uomoplanetario.org, una nuova scommessa editoriale che muove nell’orizzonte della visione profetica di Ernesto Balducci, il quale, nel 1989 preconizzava la grande rivoluzione dell’uomo planetario, una mutazione antropologica generatrice di un inedito modello di uomo dalla fede adulta che, libero dagli involucri della religione, scopre la “comunione creaturale” con l’umanità intera; un “uomo postcristiano, nel senso che non si adattano a lui le determinazioni che lo separino dalla comune degli uomini”. (Balducci)

La sfida del futuro è delineata: emergerà nella storia la nuova coscienza planetaria, un nuovo umanesimo, il cui tratto essenziale è “la fede nell’uomo e precisamente la fede nella possibilità della specie umana di abbandonare l’età delle guerre”? Questa sfida è la nostra scommessa. Noi ci crediamo, profondamente. Ringraziamo i nostri lettori, i collaboratori che in questi anni hanno contribuito a rendere Il grido dei poveri più interessante e il prof. Rocco Altieri per la sua amicizia e i suoi preziosi consigli.

Matteo Della Torre

Fonte: www.uomoplanetario.org

Il numero del 18° anniversario de “Il grido dei poveri” in Pdf

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