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Barack Obama

Antonio Marafioti

Nonostante la defezione di 34 membri del suo partito, che hanno votato in forza con l’opposizione repubblicana, Barack Obama è riuscito a vincere la partita più importante del suo programma politico: quella sulla riforma sanitaria nazionale. Un passo storico, sostiene la stampa statunitense, che da Truman a Clinton ha visto fallire tutti i presidenti democratici. Nella notte fra domenica e lunedì sono stati due i fattori vincenti che hanno premiato gli sforzi dell’ex senatore dell’Illinois. Da una parte c’è stato il lavoro di Nancy Pelosi, speaker della Camera e fedelissima del presidente, che è riuscita a gestire con polso di ferro le correnti indipendentiste fra i democratici. Dall’altra c’è proprio il cambio di rotta, dell’ultimo minuto, di una di queste correnti. Precisamente quella dei cattolici antiabortisti capeggiati da Bart Stupak, deputato del Michigan. Nel corso di un incontro lampo fra i vertici della Casa Bianca, la Pelosi e i democattolici, Obama è riuscito ad agguantare, a votazione già aperta, gli ultimi “si” per superare definitivamente lo scoglio della Camera bassa. Il verdetto finale è stato 219 “si” contro 212 “no” di tutto il fronte repubblicano più, appunto, 34 democratici.
Cosa cambia. Lo stesso Obama ha dichiarato, pochi istanti dopo il voto, che “questa non è una riforma radicale ma è una grande riforma”. L’inquilino della Casa Bianca, che comunque raggiunge un ottimo traguardo, è pienamente consapevole che il muro della Sanità privata negli States è impossibile da abbattere. Tuttavia, grazie alla nuova legge, la percentuale dei cittadini che saranno coperti da assicurazione medica passerà dall’attuale 83 al 95 percento entro il 2014. Sarà questa la data in cui il provvedimento, costato 940 miliardi di euro spalmati in 10 anni, entrerà a pieno regime.

Assicurazioni. Diventeranno obbligatorie per tutti, pena il pagamento di una multa, ad esclusione dei soggetti a basso reddito. Basta allo sciacallaggio ai danni dei meno abbienti. Le compagnie assicurative dovranno, a partire da quest’anno, attenersi dalle nuove disposizioni che proibiscono loro di negare la copertura sanitaria ai bambini affetti da patologie preesistenti al momento della sottoscrizione della polizza e di annullare gli accordi per gli adulti che si ammalano gravemente. Novità anche sul fronte Medicaid, il programma federale di assicurazione statale per i poveri, che si espande fino a coprire gli individui con un reddito che raggiunge il 133 percento del livello di povertà federale stabilito in 29.327 dollari di reddito annuale per una famiglia di quattro persone. Dal 2014 scatterà, per la prima volta, la copertura per i single senza figli che rientrano nelle categorie protette dal Medicaid.
Verrà, infine, ritardata al 2018 la tassazione dei Cadillac Plans, i piani assicurativi ad alto costo. Tra otto anni tutti gli individui con un reddito superiore ai 200mila dollari pagheranno un’imposta di 10.200 dollari, portata a 27.500 dollari per le famiglie in cui i coniugi hanno entrate superiori ai 250mila dollari.

Lavoratori e Anziani. Passa la previsione, nata in Senato, che stabilisce che le imprese non saranno obbligate a offrire copertura sanitaria ai dipendenti. Tuttavia viene conteplata una tassa a carico del datore di lavoro quando lo Stato finanzia le assicurazioni dei suoi impiegati. Saranno interessate dal provvedimento tutte quelle aziende con minimo cinquanta lavoratori e i costi previsti ammontano a 2mila dollari per dipendente. Nel calcolo, fatto sull’intera forza lavoro dell’azienda, saranno compresi anche gli impiegati part-time che peseranno la metà di un dipendente a tempo indeterminato. Per gli anziani è stata prevista un’agevolazione nel Medicare per l’acquisto dei farmaci. Una volta superata la cifra di 2.830 dollari verrà stanziato, per quest’anno, un bonus di 250 dollari che, a partire dal 2011, si trasformerà in uno sconto del 50 percento sul totale. Dal 2020 la sovvenzione del programma federale coprirà il 75 percento delle spese sui farmaci che rimarrà a carico dei cittadini per il restante 25 percento.

Aborto. Il punto più ideologico dell’intera questione e che ha costituito, fino a pochi istanti prima del voto, il nodo gordiano della manovra. Alla fine l’establishment di Washington è riuscito a mantenere la voce all’interno del disegno di legge votato lo scorso Natale dal Senato, specificando, però, che le operazioni per l’interruzione volontaria della gravidanza non peseranno sulle tasche dei contribuenti. Il contraente che vorrà ricevere assistenza sanitaria per un intervento abortivo dovrà pagare di tasca propria un premio speciale che le assicurazioni saranno costrette a inserire nelle proprie polizze. Ogni Stato della federazione sarà libero di vietare, tramite propria legislazione, questa pratica di autofinanziamento dell’interruzione della gravidanza ove questi non riguardino casi di stupro, incesto e pericolo di vita della madre.

Antonio Marafioti

Fonte: www.peacereporter.net

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