Home»Ecologia»Agricoltura biologica»UE: petizione per una politica agricola e alimentare sana, sostenibile e solidale
Campagna italiana

Una “Dichiarazione europea sull’alimentazione: per una politica agricola e alimentare comune sana, sostenibile, giusta e solidale”. La propone un ampio schieramento di organizzazioni di agricoltori, consumatori, ambientalisti e di Ong impegnate sui temi della salute pubblica e dello sviluppo per dare “una chiara impronta al futuro del cibo e dell’agricoltura in Europa”: i promotori invitano a sottoscrivere la petizione online rilanciata in Italia da diverse associazioni tra cui EuropAfrica-Terre contadine.

“Così come in altre aree del mondo – scrivono i promtori – anche in Europa sta crescendo il numero di individui e organizzazioni al lavoro per costruire un sistema alimentare più giusto, inclusivo e sostenibile“. Molte di queste organizzazioni sono attivamente impegnate nel dare vita a un’alternativa credibile all’attuale sistema di produzione, distribuzione e consumo degli alimenti che parta dal protagonismo delle realtà di base e dei territori: “un nuovo sistema agricolo e alimentare che affondi le sue radici nell’equità, nel diritto universale al cibo, nella trasparenza e nella buona governance”.

Le associazioni attuano già un variegato numero di attività innovative, quali la crescente quota di alimenti locali consumati dalle famiglie, i mercati di prossimità, gli acquisti pubblici su base territoriale, lo scambio di sementi: si tratta di attività che stanno assumendo dimensioni sempre più importanti in tutti i Paesi europei. Analogamente, movimenti istituzionali, quali le Regioni OGM-free, o di cittadini, come dimostrato dal proliferare di gruppi di acquisto, alimentano il dibattito locale e nazionale sulle politiche alimentari rispondendo all’interesse crescente nell’opinione pubblica a favore di un sistema alternativo di produzione e circolazione del cibo.

“Le attività dei gruppi di base e i movimenti locali non sono però sufficienti per affrontare la sfida di una radicale riformulazione delle politiche agricole e alimentari” – sottolineano i promotori dell’appello. “Noi crediamo sia giunto il momento di dar vita ad un’ampia coalizione europea di organizzazioni sociali capace di aprire una discussione fruttuosa sulla Politica Agricola Comune (PAC) e sui piani prefigurati dalla Commissione Europea e dai governi dei Paesi membri dell’UE sulla sua riforma prevista per il 2013. Questi piani esprimerebbero l’ambizione di mantenere una competitività globale dell’industria agroalimentare europea, quale obiettivo primario della PAC.

Il processo politico per la riforma della PAC 2013 si sta avviando: “è necessario che un forte messaggio sia inviato alle istituzioni comunitarie e nazionali a sostegno di una nuova visione della politica agricola europea per il XXI° secolo”

Per questo i promotori hanno redatto la “Dichiarazione europea sull’alimentazione: per una politica agricola e alimentare comune sana, sostenibile, giusta e solidale”. “Questa dichiarazione – spiegano – articola la nostra riflessione sugli obiettivi politici che deve assumere la PAC nel corso dei prossimi decenni”. I promotori invitano associazioni e singole persone a sottoscrivere online questa dichiarazione e a usarla come strumento per promuovere la discussione sulle politiche agricole e alimentari cui aspiriamo. Auspicano inoltre che questa dichiarazione sia socializzata dal e tra il più vasto alveo di organizzazioni e movimenti che si battono per un sistema alimentare migliore.

Questa dichiarazione rappresenta il primo passo di un impegno a costruire un ampio movimento per il cambiamento in Europa volto a politiche e pratiche fondate sulla sovranità alimentare. Stiamo inoltre pianificando un grande appuntamento europeo aperto a individui e organizzazioni attivi su queste questioni e interessati a unire le forze per raggiungere obiettivi comuni. Chiunque fosse desideroso di essere coinvolto nella preparazione e organizzazione di questo forum è pregato di contattarci.

Dichiarazione europea sull’alimentazione

Noi, sottoscritti, dichiariamo che l’Unione Europea deve rispondere alle sfide urgenti che l’Europa sta affrontando in materia di agricoltura e di alimentazione. Dopo più di mezzo secolo di industrializzazione della produzione agricola ed alimentare, l’agricoltura a conduzione familiare è stata fortemente ridotta e i circuiti alimentari locali hanno regredito in tutta Europa.

Oggi, il nostro sistema alimentare è dipendente da carburanti fossili a prezzo sostenuto, non tiene conto che l’acqua e la terra sono risorse limitate e sostiene regimi alimentari dannosi per la salute, ricchi di calorie, grassi e sale e poveri di frutta, ortaggi e cereali. In futuro, il prezzo crescente dell’energia, la perdita drastica della biodiversità, il cambiamento climatico e la diminuzione delle terre e dell’acqua disponibili costituiscono una sfida per la produzione alimentare. Allo stesso tempo, una popolazione mondiale in espansione deve affrontare la contraddizione di un contemporaneo aumento della fame e delle malattie croniche causate dallla sovralimentazione.

Noi riusciremo a rispondere positivamente a queste sfide solo con un approccio completamente diverso nei confronti delle politiche agricole e alimentari. L’Unione Europea deve riconoscere e sostenere il ruolo cruciale dell’agricoltura contadina per l’approvvigionamento alimentare della popolazione. Tutti devono aver accesso a un’alimentazione sana, sicura e nutriente. I modi con cui coltiviamo, distribuiamo, prepariamo e mangiamo cibo dovrebbero rendere onore alla diversità culturale dell’Europa fornendo un’alimentazione equa e sostenibile.

La Politica Agricola Comune (PAC) attuale è in discussione in vista della sua riforma prevista per il 2013. Dopo decenni di dominazione delle imprese transnazionali e dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) sulle scelte di politica agricola ed alimentare, è arrivato il momento per la popolazione europea di riappropriarsi della propria politica agricola ed alimentare: è l’ora della sovranità alimentare. Noi crediamo che una nuova Politica Agricola e Alimentare Comune debba garantire e proteggere uno spazio di cittadinanza nell’UE e nei paesi candidati e la possibilità e il diritto di definire i propri modelli di produzione, di distribuzione e di consumo, partendo dai seguenti principi.

La nuova Politica Alimentare e Agricola Comune:

1. deve considerare il cibo come un diritto umano universale e non come una semplice merce.

2. deve avere come priorità quella di una produzione di alimenti e mangimi destinata all’Europa e prevedere il commercio internazionale dei prodotti agricoli nel rispetto dei principi di equità, giustizia sociale e sostenibilità ambientale. La PAC non deve danneggiare i sistemi agricoli ed alimentari dei paesi terzi.

3. deve promuovere modelli alimentari sani indirizzandosi verso diete basate sui vegetali e su un minor consumo di carne, di grassi saturi, di alimenti ricchi in energia e altamente trasformati, rispettando i modelli alimentari culturali e le tradizioni regionali.

4. deve dare priorità al mantenimento di un’agricoltura che coinvolga un alto numero di contadini su tutto il territorio europeo, nel soddisfacimento della duplice funzione di produzione di cibo e di salvaguardia dell’ambiente rurale. Ciò non è realizzabile senza prezzi agricoli giusti e certi, che devono permettere un reddito adeguato per contadini(e) o salariati(e) agricoli e prezzi giusti per i consumatori.

5. deve assicurare condizioni giuste e non discriminatorie ai contadini(e) e ai lavoratori agricoli dell’Europa Centrale ed Orientale e sostenere un accesso giusto ed equo alla terra.

6. deve rispettare l’ambiente globale e locale, proteggere le risorse limitate del suolo e dell’acqua, fomentare la biodiversità, rispettare il benessere animale.

7. deve garantire che l’agricoltura e la produzione animale restino liberi da OGM, incoraggiare l’uso delle sementi contadine e promuovere la diversità delle specie domestiche che costituiscono il patrimonio culturale locale.

8. deve cessare di favorire l’utilizzo e la produzione di agro-carburanti industriali e dare la priorità alla riduzione del trasporto in generale.

9. deve assicurare la trasparenza lungo tutta la filiera alimentare, in modo che i cittadini sappiano come viene prodotto il cibo, da dove proviene, cosa contiene e cosa è incluso nel prezzo finale di acquisto.

10. deve ridurre la concentrazione del potere nei settori della produzione primaria, della trasformazione e della distribuzione alimentare e l’influenza esercitata dai gruppi dominanti su ciò che viene prodotto e consumato, oltre a promuovere sistemi alimentari che accorcino la distanza fra produttori e consumatori.

11. deve incoraggiare la produzione e il consumo di prodotti locali, di stagione, di alta qualità, rimettendo in connessione i cittadini con la loro alimentazione e con i produttori di cibo.

12. deve destinare risorse per insegnare ai giovani le pratiche e le conoscenze necessarie a produrre, preparare e apprezzare un’alimentazione sana e nutriente.

Fonte: www.unimondo.org

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