Home»Foto»PAR CONDICIO ALLA VATICANA: Bertone benedice la nuova creatura politica di Formigoni
Card. Tarcisio Bertone

Mentre gli strascichi del caso Boffo continuano a gettare ombre inquietanti sulla Chiesa italiana, e sui conflitti di potere dai quali appare lacerata, l’avvicinarsi delle elezioni regionali non sembra aver instillato nelle gerarchie un atteggiamento di maggiore “prudenza” nelle proprie disinvolte relazioni con il mondo politico. Nemmeno ora che quel mondo – più precisante, quella parte della “gelatinosa” galassia prosperata con la gestione delle “emergenze” targata BerlusconiBertolaso – è più che mai al centro di una bufera giudiziaria dalla quale sta emergendo uno spaccato davvero poco lusinghiero del suo “sistema di potere”.

Dopo l’incontro fra il presidente del Consiglio e il card. Camillo Ruini nel corso del quale è stato molto probabilmente sciolto il nodo dell’alleanza Udc-Pdl nel Lazio in chiave anti-Bonino (v. Adista n. 10/10), dopo l’attacco di Avvenire al Partito Democratico, accusato di subire una “deriva laicista” per aver sostenuto la candidatura della leader radicale (definita “superabortista e iperlibersita” dal direttore Marco Tarquinio, v. Adista n. 17/10), è stato questa volta il Segretario di Stato, card. Tarcisio Bertone, ad offrire un pubblico riconoscimento piuttosto irrituale ad un politico impegnato già da diverse settimane in campagna elettorale.

Il politico in questione è il potente governatore uscente della Regione Lombardia – nonché ciellino doc – Roberto Formigoni, che dal 19 al 21 febbraio scorsi ha chiamato a raccolta a Rimini la sua “Rete Italia”, circuito di politici e amministratori cattolici di area “Comunione e Liberazione” e targato rigorosamente Popolo della Libertà (come è possibile evincere anche dal sito dell’associazione, www.lareteitalia.it, dove campeggia un bel simbolo del Pdl oltre ai link ai siti personali dei tre “big” ciellini del Popolo delle Libertà: lo stesso Formigoni, Maurizio Lupi e l’eurodeputato Mario Mauro).

Il card. Bertone ha aperto il convegno con una lezione intitolata “La dottrina sociale della Chiesa interpella le nuove generazioni di politici cattolici”. Fra citazioni del fondatore di Cl don Luigi Giussani, della fondatrice del Movimento dei Focolari Chiara Lubich e di don Luigi Sturzo (“La missione del cattolico in ogni attività umana, politica ed economica è tutta impregnata di ideali superiori, perché in tutto ci si riflette il divino. Se questo senso del divino manca, tutto si deturpa: la politica diviene mezzo di arricchimento, l’economia arriva al furto e alla truffa”), Bertone ha intrattenuto la platea per quasi due ore, per poi rispondere alle domande del pubblico. Nel corso di questa seconda parte ha invitato i cattolici “a non lasciarsi deprimere da situazioni scandalose” ed è tornato sulla vicenda Boffo, contestando l’immagine della Chiesa che ne è uscita “neanche fossimo un branco di lupi che si sbranano”. Curioso paragone, quest’ultimo: era stato proprio Benedetto XVI, infatti, nella lettera ai vescovi cattolici di tutto il mondo seguita all’esplosione del caso Williamson (il vescovo lefebvriano negazionsita) a parlare di una Chiesa in cui “ci si morde e ci si divora a vicenda, come espressione di una libertà male intesa”.

Il convegno è poi stato chiuso il 21 febbraio da un intervento del presidente del Consiglio Berlusconi il quale – in collegamento telefonico – ha attaccato il Pd (“al traino di un partito eversivo come quello di Di Pietro e dei radicali e al superpartito di Repubblica”), ha assicurato che non “c’è alle porte una nuova tangentopoli” ma solo singoli casi “che vanno perseguiti e sanzionati” e, infine, ha biasimato il fatto che sul terremoto si cerchi di “far apparire una delle pagine più nobili della nostra storia recente come una storia di affari sporchi”.
Don Paolo Farinella, che già si era scagliato contro il card. Bertone – definendolo “protettore del padrino” – in occasione del suo incontro con il premier il 7 ottobre 2009 (lo stesso giorno della sentenza della Consulta sul Lodo Alfano), anche questa volta non si è tirato indietro: “Come si può impunemente parlare di ‘Ideali superiori’ al convegno di una cricca che ha fatto voto di furto, di corruzione e di indecenza politica?”, ha scritto il prete genovese sul sito della rivista Micromega. “Perché non una parola sull’inganno del terremoto in Abruzzo? In nome di quali principi cattolici il Vaticano continua a sostenere un governo che è esattamente l’opposto di tutto quello che il cardinale ha detto nel circolo di Formigoni? Perché il Vaticano appoggia sempre i corrotti, i corruttori, i ladri, i manipolatori della coscienza, gli immorali e gli assassini del bene comune?”. Ma don Farinella ne ha anche per Benedetto XVI: “Tra gli indagati per la corruzione della protezione civile, vi sono tre signori nominati dal papa ‘gentiluomini’: perché il papa non ritira la nomina a questi immondi corrotti profittatori della sofferenza di povera gente che oltre al terremoto ha dovuto subire i lazzi e i frizzi di chi si è arricchito sui morti? Perché il papa non ritira la nomina a Gianni Letta che emerge sempre più come il coordinatore della rete di corruttela?”. (e. c.)

Fonte: www.adistaonline.it

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