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Disegno scuole Waldorf

Sabrina D’Orsi

Se chiedi ad una maestra o ad una mamma: fai disegnare i tuoi bambini?
Ti dirà sicuramente di si.
Far disegnare i bambini di solito significa dire ai bambini: “disegna qualcosa”, oppure “disegnami un albero”, visto che spesso i bambini chiedono: “cosa vuoi che ti disegni?”.
Il fatto è comunque che si parte da una forma e poi si colora al suo interno.
Nei peggiori dei casi al bambino non viene neanche chiesto di inventare il contorno di un oggetto da colorare, ma gli viene data direttamente la fotocopia in bianco e nero con il disegno di un contorno… un albero per esempio. E poi “colora!!
Nella scuola Waldorf non si usa fare cosi. Anzi di più: in queste strane scuole ai bambini non vengono date nè matite colorate, nè pennarelli, nè penne.
Ecco il motivo spiegato meglio che posso, anche se non sono nè una maestra nè un’esperta, ma solo una mamma che si chiede il perchè delle cose.

La caratteristica principale delle matite e dei pennarelli è che hanno la punta e la punta serve per disegnare i contorni dei disegni. In queste scuole disegnare significa sperimentare artisticamente il colore prima di tutto. Le forme o i contorni vengono dopo, molto dopo.

In effetti i contorni sono un’astrazione, qualcosa che non esiste in natura, sono una rappresentazione intellettuale, di concetto, qualcosa che alimenta il lato intellettivo dell’essere umano, non il lato artistico.

Disegnare diventa un modo per apprendere (a scuola infatti si fa presto la pre-scrittura, e il disegno spesso è un elemento didattico e non ludico) e non un modo per esprimere la proprio creatività artistica.
Invece di riempire i contorni dell’albero con il colore verde, chiedere ad un bambino di disegnare più liberamente e naturalmente campi di colore e di rintracciare in quelle distese colorate l’albero che avevano immaginato può sembrare inizialmente difficile da far capire ad un bambino, ma una volta liberata la capacità creativa presente in ogni essere umano, il disegno diventa un’esperienza di alta qualità, un’espressione artistica e ludica di grande soddisfazione.

L’obiettivo è proporre al bambino un’attività che non richieda una performance (non andare fuori dai bordi per esempio) ma che richieda uno sforzo di diverso tipo: abilitare la forza creatrice. Perchè l’adulto di domani non possa dire mai non so disegnare.

I colori di cera

I colori di cera sono morbidi e hanno un tratto molto largo che incoraggia il disegno su larga scala. Il tratto si trasforma in superficie, il bambino si rilassa interiormente se invece del “cosa devo disegnare” pensa al “guarda che bello questo colore, cosa verrà fuori”?

Inoltre usare i colori a cera significa scoprire da se i colori primari e quelli secondari (per esempio che il giallo e il blu uniti danno vita al verde), e questa può essere una scoperta assai interessante per un bambino.
In questo senso l’approccio artistico al colore nella scuola Steiner è vicino alla teoria dei colori di Goethe, dove i colori vengono esperiti per le loro caratteristiche intrinseche (i colori caldi e freddi, i colori complementari, lo spettro dei colori, la relazione tra un colore e l’altro, l’effetto ottico di colori adiacenti, ecc.)

Un altro motivo per cui la punta non è adatta per il disegno del bambino è che, secondo la pedagogia steineriana, l’uso della matita appuntita o della penna “contribuisce” a forgiare il pensiero, allena il ragionamento strutturato in forma di pensiero, in qualche modo forza il bambino ad uscire dall’elemento sognante della superficie materica e introduce alla punto, alla linea, alla scrittura, al pensiero adulto.
Come esprime molto chiaramente Kandinsky (forse non a caso contemporaneo di Steiner) nel suo Punto, linea, superficie.

Molti si chiederanno: e che male c’e’? Niente di male, semplicemente la pedagogia di Rudolf Steiner è attenta a non proporre prematuramente al bambino alcuna forma di stimolazione alla razionalità proprio per non sprecare quel potenziale creativo che è attivo in prevalenza nei primi anni di vita e che va assottigliandosi sempre di più man mano che si procede verso l’età adulta.
Si tratta di quella capacità di inventare dal nulla attingendo solo al proprio mondo interiore, che se ben allenata nei primi anni di vita, se lasciata libera di esprimersi e non ostacolata da altri elementi propri della vita adulta (come le scelte, il giudizio, il raziocinio), può consolidarsi e dare vita a quella speciale forma di curiosità per il mondo e capacità di inventare che ci servirà per tutto il resto della vita e che ci renderà esseri umani più critici e più liberi.

Sabrina D’Orsi

Fonte: www.vivere-semplice.org


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3 Responses to "Fare esperienza con il colore"

  1. Lisa   19 novembre 2010 at 23:44

    mio figlio ha appena 4 anni, ha iniziato l’asilo quest’anno… Le maestre dicono che è indietro rispetto agli altri perché non sa colorare entro i contorni e credo che lui si senta in qualche modo inadatto… Ma è giusto tutto ciò?

  2. elisa   7 marzo 2010 at 11:02

    molto interessante..e condivido..

  3. Mariella   7 marzo 2010 at 07:17

    Spero che queste riflessioni vengano lette da qualche “addetta ai lavori” del mio paese. Qui alcune insegnanti della materna comunale sgridano i bambini che “debordano” e fanno appunti alle mamme!
    Mi auguro che questo articolo le turbi un pò…

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