Home»Città possibile»EMERGENZA DISCARICA, ovvero tutti i nodi vengono al pettine

Discarica controllata Forcone-Cafiero - San Ferdinando di Puglia

Movimento cittadinanza attiva per un comune virtuoso

Le maggiori responsabilità dell’attuale situazione di emergenza gravano sui sindaci e sugli amministratori in generale. Sono loro che hanno la gestione del consorzio e che decidono le linee di indirizzo che la SIA (Società di Igiene Ambientale) deve poi eseguire. Sono loro che devono garantire all’interno dei singoli comuni l’attuazione delle decisioni prese. Sono loro che in tutti questi anni hanno lasciato che i nodi venissero al pettine senza fare nulla per prevedere il disastro e cercare di invertire la rotta.

Era chiaro ormai da tempo che, continuando con l’attuale ritmo di produzione crescente di rifiuti e non facendo nulla per ridurre la quantità dei rifiuti conferiti in discarica attraverso la raccolta differenziata si sarebbe arrivati velocemente al tracollo.

Così è stato. Mancano pochi mesi al punto zero. Il momento in cui anche l’ultimo sopralzo dell’ultimo lotto sarà colmo e il nuovo lotto non sarà ancora disponibile (la sua disponibilità è prevista tra un anno e mezzo, nel migliore dei casi).

Le amministrazioni hanno, invece, preferito delegare tutta la responsabilità della gestione del ciclo dei rifiuti alla SIA e al suo amministratore unico.

La SIA ha gestito al meglio il problema, passando di emergenza in emergenza, assistendo impotente al riempimento progressivo di tutti i lotti.

Cosa chiediamo ai nostri amministratori e al nostro sindaco?!!

Basta con la politica delle emergenze. Bisogna affrontare il problema con lungimiranza.  Due sono le cose da fare subito:

Attuare politiche concrete di riduzione dei rifiuti prodotti dai cittadini. La quantità di rifiuti da imballaggi rappresenta circa il 60% del volume totale. E’ fondamentale partire da questi se si vuole aggredire il problema. Si inizierà con campagne di sensibilizzazione sull’uso di contenitori riciclabili, sull’acquisto di prodotti non usa e getta, per tornare al vuoto a rendere (acqua, vino, olio) e alla vendita delle merci sfuse o alla spina (latte e detersivi).

Si potrà sperimentare la possibilità di vietare con ordinanza del sindaco l’uso delle buste e delle bottiglie di plastica su tutto il territorio comunale.

Raggiungere in breve tempo il  45% di raccolta differenziata, stabilito dalla Legge Ronchi (a tal proposito è incredibile osservare quanto poco la legge sia rispettata in Italia, anche da chi ha basato la propria campagna elettorale sulla legalità!!!).

Come? Noi indichiamo la RACCOLTA DIFFERENZIATA “PORTA A PORTA” come l’unica via di uscita da discariche ed inceneritori, oltre alla riduzione dei rifiuti alla fonte e il riutilizzo. Abbiamo studiato i vari sistemi e abbiamo notato che la maggior parte dei comuni italiani che hanno alte percentuali di raccolta differenziata (dal 50 al 85 %) praticano il sistema porta a porta.

L’attuale sistema di raccolta differenziata con i cassonetti stradali non permette di superare la percentuale del 35%, mentre la media italiana è del 15%. A San Ferdinando la percentuale di raccolta differenziata è del 9%.

La raccolta porta a porta permette di raggiungere in breve tempo percentuali di raccolta differenziata molto elevate, fino all’85%.

Ea esempio, i comuni di Montebelluna (TV) e Maserada sul Piave con l’introduzione della raccolta porta a porta sono riusciti a far crescere la loro raccolta differenziata portandola da circa il 49% del 2002 all’85%: una percentuale da noi inimmaginabile.

La produzione procapite dei rifiuti è calata da 280 kg (2002) a 100 kg. (2004). Ciò si è tradotto in 5 mila tonnellate in meno conferite in un anno in discarica, e – nonostante un maggior costo della raccolta porta a porta rispetto alla differenziata tradizionale con le campane – in un risparmio per il Comune di circa 472 mila euro. I cittadini di Montebelluna, con la raccolta porta a porta, hanno visto diminuire le bollette per i Rifiuti Solidi Urbani (RSU) dell’11,6%. Niente male!

Altri comuni italiani hanno seguito l’esempio di Montebelluna: Capannori (LU), Ponte delle Alpi (BL), Reggio Emilia, Colorno, ecc. In questi paesi i cittadini hanno dimostrato di gradire la raccolta differenziata porta a porta in una percentuale che oscilla tra il 72% e  l’85%.

I vantaggi del porta a porta sono:

La scomparsa dei cassonetti nelle strade con tutto ciò che ne deriva in igiene, pulizia ed estetica; maggiore responsabilizzazione del cittadino che è costretto a selezionare i rifiuti in casa prima di metterli fuori al momento del passaggio degli operatori; aumento esponenziale della raccolta differenziata e diminuzione del costo di conferimento.

Con il sistema porta a porta sarà possibile avviare la raccolta dell’umido (gli avanzi del cibo, lo sfalcio, tutto ciò che è organico). Solo questo farebbe schizzare subito la percentuale oltre il 30%. Inoltre, si andrebbe ad alimentare la linea di compostaggio che giace quasi inattiva presso la discarica.

– A medio termine sarà possibile finalmente applicare il sistema della tariffa basata sulle quantità di rifiuti prodotte dalle singole famiglie, mediante sistemi di controllo e pesatura già in atto in altri comuni. Questo sarebbe un ulteriore incentivo alla riduzione e separazione dei rifiuti.

Assumetevi le vostre responsabilità, datevi da fare e, per favore, smettetela di sognare gli inceneritori.

NOI non vi lasceremo mai realizzare impianti ormai riconosciuti come altamente pericolosi per la salute e l’ambiente. D’altronde il consiglio comunale si è già espresso all’unanimità contro gli impianti a biomasse perché possono bruciare anche rifiuti!!!

Movimento cittadinanza attiva per un comune virtuoso


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