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Verde pubblico (San Ferdinando di Puglia)

Movimento cittadinanza attiva per un comune virtuoso

Gli standard urbanistici moderni prevedono un minimo di 25 m2 di verde pubblico per abitante. San Ferdinando di Puglia ha 8 m2 di verde pubblico per abitante, un verde di scarsa qualità e per lo più chiuso alla libera fruizione dei cittadini. Basta questo dato per comprendere la grande sfida che attende il nostro paese: triplicare nei prossimi anni la dotazione di verde pubblico presente a San Ferdinando. Verde pubblico non consiste solo nel piantare qualche albero, ma nel creare degli spazi protetti, liberi e aperti 24 ore su 24, dove respirare aria pulita, stare in compagnia, giocare con i bambini, socializzare, fare sport. E’ urgente rinaturare il nostro paese piantando alberi e verde in quartieri che non hanno neppure una strada alberata. Come dimostrano le esperienze europee, la sistemazione di spazi pubblici (strade e giardini…) permette di restituire agli stessi la loro originaria funzione di incontro e di soggiorno, oggi limitata da un’organizzazione troppo favorevole all’automobile e da una concezione ormai superata del verde pubblico. Moderazione del traffico urbano e potenziamento del verde. Meno cemento, più strade verdi.

L’amministrazione comunale ha molto da lavorare per rendere San Ferdinando una ridente cittadina immersa nel verde. Ma c’è davvero la volontà politica di realizzare tutto questo o si è ancora “innamorati del cemento”? Verde pubblico significa anche lotta alla cementificazione selvaggia del territorio. La grande sfida verde per San Ferdinando nei prossimi anni è ridisegnare l’assetto urbanistico del territorio, arredare la città e renderla vivibile ed accogliente per i residenti, recuperando la funzione urbana della strada, dove pedoni, ciclisti, automobilisti, anziani, disabili e bambini che giocano possano convivere in armonia. Ed ora lasciamoci andare ad una serie di interrogativi retorici.

-Perché a San Ferdinando di Puglia non esiste un ampio parco verde aperto e fruibile come a Trinitapoli?

-Perché i nostri poveri lecci della piazza sono potati come alberi d’olivo e non lasciati crescere secondo la loro natura come a Trinitapoli?

-Perché a Trinitapoli, Cerignola, Barletta e Canosa la villa comunale è aperta tutto l’anno mentre a San Ferdinando è sempre chiusa?

-Perché nel nostro paese non esiste un metro di pista ciclabile, al contrario di quanto stanno facendo le amministrazioni dei comuni limitrofi?

-Perché il verde pubblico è lasciato all’incuria più totale?

L’elenco dei perché potrebbe continuare ancora a lungo, ma per ora crediamo che questi siano più che sufficienti. E per terminare proponiamo ai politici del futuro una moratoria sullo spostamento del monumento ai caduti, che si impone dopo il ballo di San Vito che ha colpito questo monumento, spostato nella breve storia cittadina, a caro prezzo, ben 3 volte. La moratoria che proponiamo è questa: il monumento ai caduti non potrà più essere spostato da dove oggi si trova. Se ad un politico del futuro verrà il ghiribizzo di spostarlo lo potrà fare solo pagando i lavori di tasca propria. E vedrete che se un politico dovrà finanziare simili pruriti con le sue risorse personali e non con i soldi dei cittadini, i monumenti resteranno per mille anni sempre nello stesso posto.

Fonte: www.movimentocomunevirtuoso.it

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