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Movimento cittadinanza attiva per un comune virtuoso

Matteo Della Torre

Il 31 agosto 2009 è nato a San Ferdinando di Puglia il Movimento cittadinanza attiva per un comune virtuoso, un movimento cittadino con idee e progetti freschi e giovani, che rappresenta una ventata di novità di cui molti nel nostro paese sentivano il bisogno.

Siamo partecipi di un’avventura impegnativa ed affascinate che prende l’abbrivio nel luogo giusto e al momento giusto. Il movimento nasce in un paese che, nel panorama di un meridione d’Italia in perenne ritardo rispetto al resto del mondo sviluppato, ha raggiunto livelli d’eccellenza in arretratezza. E nasce al momento giusto. Proprio nei giorni in cui, a livello nazionale, il monopolio politico dei partiti gemelli PDL/PD, dalle differenze impalpabili in idee e programmi, mostra tutte le sue debolezze ed incoerenze. E a livello locale, in una fase di marasma politico caratterizzato dalla fine dell’illusione che un governo del paese affidato, per la prima volta, al centro-destra potesse cambiare lo status quo, le vecchie dinamiche e le vecchie logiche, in altre parole, far progredire il paese togliendolo dalle secche del passato.

Il nostro paese oggi è di fronte ad un bivio. O guardiamo al futuro incarnato dai comuni italiani virtuosi che ci sollecitano a cambiare ritmo e direzione di marcia, o restiamo orientati al passato, prigionieri di una politica dalla mentalità angusta, drammaticamente a corto di idee e ripiegata in un consolatorio provincialismo oramai anacronistico.

Il paese ha bisogno di inaugurare una nuova stagione politica. Ciò che più conta oggi è  saper leggere i segni dei tempi ed interrogare il proprio spirito su ciò che è conforme ai desiderata delle minoranze inascoltate e degli ultimi del mondo – natura inclusa – al di là del consenso immediato; politici rinnovati, convinti e convincenti, disposti anche a perdere le elezioni pur di difendere con coerenza la creatività e la bontà della loro azione politica, orientata nella giusta direzione.

Il Movimento cittadinanza attiva per un comune virtuoso ci dice che questo è il tempo opportuno per aprirsi ad idee e a realtà diverse, ad una visione d’insieme che parte dal paese per abbracciare il mondo. Un’altra città è possibile. Le esperienze amministrative lungimiranti in città piccole e grandi hanno moltissimo da insegnarci: Curitiba e Porto Alegre (Brasile), Saarbrucken, Schönau e Monaco (Germania), Amsterdam e Groningen (Olanda), Chambéry e Savenay (Francia), Colorno (PR), Varese Ligure (SP), Ferrara, Trezzano Rosa (MI), Monsano (AN), Carugate (MI), Bressanone, Bolzano (BZ), Savigliano (CN), Capannori (LU), Poggibonsi (FI), Reggio Emilia, Tavazzano con Villavesco (LO), Cremona, Lecce, Melpignano (LE), Brindisi, Berlingo, Formigine (MO), Rignano sull’Arno (FI), Montebelluna (TV), ecc. Queste municipalità hanno avviato politiche concrete e coerenti di cambiamento dal fresco profumo di bucato appena lavato.

Le iniziative di queste amministrazioni comunali, se raffrontate ai ritardi inquietanti della nostra realtà paesana, da sempre rimasta al palo dell’innovazione, sembrano concepite e realizzate da extraterrestri. E’ un aspetto preoccupante su cui riflettere.

E’ edificante e stimolante confrontarsi con realtà dinamiche e creative, che per sensibilità ed iniziative concrete sono decenni avanti a noi, anziché con chi è impantanato nella palude dell’immobilismo e dei ritardi storici. Gli amministratori di questi comuni hanno operato una decisa inversione delle priorità. Ci vuole coraggio per voltare pagina, perché all’inizio si rischia l’impopolarità. Solo all’inizio, però. I politici che hanno invertito le loro priorità, alla lunga hanno conquistato un consenso vasto e insperato. Non può essere altrimenti, perché chi scardina le logiche dell’accentramento e crea partecipazione popolare, tutela i diritti degli emarginati e favorisce il loro effettivo inserimento nella società, distrugge il cemento e riempie di verde la città, chi scommette sui tempi lunghi e sulla cultura della nonviolenza e dalle iniziative di facciata investe in attività concrete di cui cura l’effettivo consolidamento, chi promuove e diffonde la mobilità dolce, le tecnologie appropriate e le fonti energetiche alternative ed al passo con i tempi, alla fine non può che aver ragione.

Ripensare la città, innovare e guardare avanti si può – e le città “virtuose” lo dimostrano – a condizione che i politici rinuncino a razzolare a livello delle poltrone “concupite”. Ai politici locali, dall’anima profondamente conservatrice (a sinistra come a destra) manca il coraggio di scommettere, di rischiare la poltrona, l’impopolarità. Hanno una paura terribile di essere mandati a casa e per anni hanno scelto di non scegliere.

Se non troveremo una nuova classe politica, e non gli epigoni dei soliti cattivi maestri, che avrà il coraggio di scompaginare le logiche jurassiche del potere, il nostro paese continuerà ad essere una realtà ferma ai blocchi di partenza dell’innovazione socio/ambientale.

Partire dal Municipio per cambiare il mondo

La dimensione della municipalità è la via più immediata e sicura per contribuire ad edificare un mondo migliore, nel quale esistono 194 Stati nazionali e 2 milioni di municipalità. Il singolo cittadino può incidere relativamente poco sullo Stato, mentre può influire moltissimo nella municipalità di appartenenza, quindi in ambito locale. Una chiara visione d’insieme porta a concludere che non ci sono risposte ai problemi di San Ferdinando delimitate dagli angusti confini territoriali e sganciate dalle istanze che provengono dal più ampio contesto globale, perché ogni scelta locale ha delle implicazioni planetarie. Non spaventi la meta e soprattutto non serva da alibi al fatalismo ed alla sclerotizzazione delle energie vitali e creative. Le grandi rivoluzioni si compiono un passo per volta.

Matteo Della Torre

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