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COLIN Beavan No impact man

Benedetta Perilli

COLIN Beavan l’ha fatto per un anno intero e da allora è diventato a tutti gli effetti No impact man, ovvero l’uomo capace di vivere per 365 giorni, insieme alla sua famiglia, annullando l’impatto ambientale. Niente automobile, energia ridotta, uso limitato di carta e plastica, cibi locali e non inscatolati. Ora lancia una sfida: provate anche a voi a vivere una settimana, da domenica a domenica, a impatto zero. E raccontatelo. Come? Con il suo prezioso decalogo e la possibilità di condividere online la propria esperienza con video, post e commenti su Facebook.

Si tratta di un esperimento globale che convoca coloro che hanno a cuore il pianeta e vogliono provare sette giorni di vita pulita, che non fa male all’ambiente e che, promette Colin, è anche molto divertente. Per mettersi alla prova basta iscriversi al sito No Impact Project: qui è possibile scaricare la guida suddivisa per giorni e apprendere i segreti del vivere risparmiando. Energia, emissioni nocive e – perché no – anche denaro.

L’inizio è per il 18 ottobre (intanto ci si può iscrivere alla newsletter), ancora qualche giorno per permettere agli utenti di capire lo spirito dell’iniziativa e decidere se si è pronti a dire no. All’automobile, all’elettricità, alla carta, ai cibi confezionati, ai tanti piccoli lussi del vivere contemporaneo che danneggiano la natura.

Da fare in gruppo, da soli o con la propria famiglia, il progetto cercherà di cambiare le abitudini più comuni. Domenica si elimina l’immondizia preferendo per esempio ai tovaglioli di carta quelli di stoffa; lunedì si elimina l’immondizia e ci si muove con trasporti a basso impatto, come la bicicletta; martedì oltre a eliminare immondizia e mezzi di trasporto ad alto consumo, si mangeranno solo cibi stagionali e locali. E avanti così, fino alla fine della settimana di prova, quando radersi a mano invece che con il rasoio elettrico, preferire le scale all’ascensore, il lavaggio a mano alla lavatrice, le candele alla luce elettrica sembreranno attività così normali che sarà difficile tornare indietro.

Subito dopo la registrazione sul sito e lo studio della guida, ogni utente dovrà sottoporsi a un sondaggio sul proprio stile di vita e scegliere quindi un giorno, tra quelli indicati, per dare inizio al progetto. Per chi crede nell’unione che fa la forza c’è la possibilità di aggregarsi ad altri gruppi, scelti in base alla prossimità geografica, e dare inizio al progetto.

Ai partecipanti viene chiesto di condividere la propria settimana inviando video e foto, coinvolgendo amici, iscrivendosi a Twitter e Facebook per ricevere supporto morale. Basterà leggere la guida la sera prima, e informarsi sull’obiettivo della giornata seguente: cinque passi giornalieri, consigli e idee. A fine serata, per chi lo vorrà, sarà possibile partecipare ad un live webcast con esperti del settore. L’esperienza si conclude con un sondaggio, la possibilità di diventare un “ambasciatore no impact” e, sei mesi dopo, raccontare gli effetti a lungo termine dell’esperienza. Tutto nel tentativo di evangelizzare uno stile di vita a impatto zero. Proprio come quello che ha scelto Colin, ma con ampio spazio all’iniziativa personale: ognuno dovrà adattare i consigli al proprio stile di vita.

Lo sanno bene i tanti utenti che raccontano nella sezione Change Yourself i loro segreti per cambiare il mondo. C’è Tabhata che ha sostituito lo shampo con il sapone alla glicerina, Mabel che ha imparato a cucire i propri abiti da sola, Charlotte che ha ridotto l’uso di telefono cellulare e computer allo stretto necessario e Clayton che trascorre le serate in famiglia raccontando storie e facendo delle sedute di lettura collettiva.

Ma se, pur volendo intraprendere il progetto, non siete sicuri di poter contare sull’appoggio di familiari o partner, non vi preoccupate. No Impact Man ha pensato anche a questo. Preparate al vostro compagno una deliziosa cena a lume di candela utilizzando solo prodotti locali, o coinvolgete mamma e papà in una serata tv-free durante la quale, al posto del video, saranno organizzati tornei di carte o giochi in scatola. La chiamata riguarda proprio tutti, anche chi non ha a disposizione mezzi pubblici e raccolte differenziate: Colin ha messo a punto soluzioni alternative quasi per ogni ostacolo.

No Impact Project è un’iniziativa no-profit che parte da New York, precisamente dalla famiglia Beavan. Di loro hanno parlato i media di tutto il mondo – il primo fu il New York Times che titolò l’articolo “Un anno senza carta igienica” – e la loro esperienza è diventata prima un libro e ora anche un documentario. Da qui si apprende che Michelle, la moglie di Colin, ha imparato in un anno a rinunciare a una delle sue passioni alimentari, il caffè di Starbucks, e a uno dei suoi lussi preferiti, la moda di Prada. Perché – come ricorda Colin – il mondo si può salvare. Famiglia dopo famiglia.

Benedetta Perilli

Fonte: www.ilgridodeipoveri.org

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