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Inceneritore

Ruggiero Isernia

La notizia della possibile costruzione di una grande centrale elettrica a tre km da San Ferdinando di Puglia sta giustamente preoccupando la popolazione del nostro paese. Su iniziativa di quattro associazioni è stato prodotto un documento di condanna (vedi allegato) di questa eventualità che è stato sottoscritto da tutte le forze politiche locali, da sinistra a destra. Questo è un fatto positivo. Finalmente i politici hanno saputo mettere da parte le loro polemiche non sempre motivate da reali differenze di posizione, per dare una risposta unitaria su un problema.

Tuttavia, non è tutto oro quello che luccica. A nostro avviso sarà necessario riflettere ancora molto sulle tematiche dell’energia e sul proliferare delle centrali elettriche a biomasse a cui stiamo assistendo negli ultimi mesi nel nostro territorio. Stanno, infatti, nascendo come funghi idee e progetti di centrali in tutti i comuni della BAT e dintorni: a Trinitapoli pare che accanto a quella di 56 MW se ne preveda un’altra top secret di 10 MW; a Cerignola, oltre a quella già in costruzione di Borgo Tressanti, pare sia pronta un’altra centrale su via Zapponeta di cui nessuno sa niente. A Barletta è venuta fuori per caso la notizia dell’approvazione da parte del sindaco Maffei (sinistra) di un progetto di centrale a biomasse liquide di 36 MW su via Foggia (cioè verso San Ferdinando); a Canosa si combatte da mesi per non far costruire una centrale da 13 MW, sponsorizzata dal sindaco Ventola (destra). A Trani la battaglia contro un progetto di centrale da 18 MW è in pieno corso e così a Molfetta e così in altre città.
Pare scoppiata la corsa all’energia da biomasse. Perché? Solo per gli incentivi sull’energia da fonti rinnovabili?
Perché le biomasse sono considerate rinnovabili? Non è facile rispondere a queste domande. La legge ha stabilito così. E ha stabilito anche che biomassa è un po’ tutto, dal legno alla sansa, dagli oli esausti al letame, dalla vinaccia ai rifiuti. Da centrale elettrica ad inceneritore il passo è breve, purtroppo.

No alle centrali a biomasse

Perché il Movimento per un Comune Virtuoso è contrario a queste centrali a biomasse?
Per diversi motivi.
1. Perché non c’è in Puglia sufficiente biomassa per alimentare centrali così grandi e sarà necessario farla arrivare dall’Africa o dall’Oriente con ulteriori danni all’ambiente di quei paesi e altro inquinamento dovuto al trasporto con nave dell’olio combustibile.
2. Non è del tutto corretto dire che le biomasse sono una fonte rinnovabile. È vero che gli alberi ricrescono sempre. È anche vero che ci mettono decenni per crescere e solo pochi minuti per essere bruciati. Quindi, col tempo gli alberi finiranno e non avremo più niente da bruciare.
3. Se utilizziamo tutta la biomassa disponibile per produrre energia cosa daremo al suolo per renderlo fertile? Come si chiuderà il cerchio della natura?
4. Quando le biomasse bruciano producono CO2 e tanti altri pericolosi inquinanti. Ce ne accorgiamo quando ci mettiamo vicino ad un caminetto. Pensate un po’ vicino a ciminiere alte 35 metri!
5. La Puglia produce già il doppio dell’energia utile al suo fabbisogno. Chi ha deciso che dobbiamo diventare una regione a vocazione “elettrica”?
6. Non è di grandi centrali che abbiamo bisogno ma di tante piccole fonti di energia su ogni casa e su ogni palazzo pubblico affinché ognuno produca da sé la propria energia. Si chiama autosufficienza energetica e si può fare. Come al solito in Germania l’hanno fatto. Alcuni comuni si sono inventati una loro rete elettrica dove ogni cittadino contribuisce con il proprio generatore, quasi sempre ad energia solare.

Appare chiaro come il problema sia tutt’altro che semplice e scontato. C’è molta disinformazione in giro e coloro che vogliono fare affari sull’energia vorrebbero che tutto rimanesse nascosto. A noi spetta il compito, invece, di informare e far discutere. La terra e l’aria sono nostre. Proteggiamole.

Ruggiero Isernia

Movimento cittadinanza attiva per un comune virtuoso


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