Home»Mondo»Mondo»Italia: sì della Camera a un maggior impegno internazionale per la pace in Congo
Sepoltura delle vittime di un attacco delle FDLR - Foto: ©HRW

La Camera dei Deputati ha approvato nei giorni scorsi cinque mozioni trasversali alle varie aree politiche (Italia dei Valori, Udc, Pd, Lega e Pdl) che impegnano l’Italia a sostenere nelle sedi europee e internazionali le iniziative dell’Onu e dell’Ue a favorire il processo di pace nella Repubblica Democratica del Congo (R.D.C.) e a fronteggiare anche con unità militari l’emergenza umanitaria in atto nella regione del Kivu. Le mozioni sono state presentate da Leoluca Orlando e altri; da Casini e altri; da Fava ed altri; da Touadi e altri; e da Boniver e altri e chiedono un maggior impegno dell’Italia nell’Unione europea e all’Onu a supporto della stabilizzazione del paese.

“La crisi in atto nella Repubblica Democratica del Congo desta sempre più preoccupazione, poiché lì si sta sviluppando una nuova fase del conflitto regionale in atto da quindici anni, un conflitto di ordine economico (sfruttamento illegale delle risorse minerarie) e geostrategico (un Kivu sempre più dipendente politicamente e militarmente dal Rwanda)” – riporta la mozione approvata all’unanimità alla Camera su proposta di un gruppo di deputati del Partito democratico tra i quali Walter Veltroni, Jean Leonard Touadi e Andrea Sarubbi.

La mozione che vede come primo firmatario Touadi impegna il governo “a rilanciare, presso le sedi istituzionali dell’Unione europea, la proposta di intervenire con missioni umanitarie e di soccorso anche con unità militari, per la gestione della crisi e il ristabilimento della pace” e “a prendere parte attiva agli sforzi della diplomazia internazionale volti a fermare i massacri in atto nel Kivu settentrionale, anche in vista di un eventuale intervento promosso dai Paesi dell’Unione europea”.

Le mozioni raccolgono il forte appello lanciato nelle scorse settimane dalla ‘Rete pace per il Congo’, una realtà vicina al mondo missionario, a non dimenticare la R.D. Congo e la martoriata regione del Kivu, sul confine con il Rwanda. Nella sua analisi sulla “guerra dimenticata” la ‘Rete pace per il Congo’ denunciava che “la crisi gira intorno allo sfruttamento illegale delle risorse minerarie della R.D.Congo (cassiterite, coltan, oro, wolfram, petrolio e gas metano) in cui sono implicati note multinazionali occidentali e società minerarie con sede in Europa, Canada, Stati Uniti e Asia” (si veda l’inchiesta di Rai Report).

Un recente rapporto di Human Rights Watch denunciava le atrocità commesse dall’esercito governativo e dalle forze antagoniste e chiedeva al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di assicurare che gli stessi contingenti della missione di peacekeepers della Monuc non siano implicati in abusi e violazioni. Il rapporto “‘You Will Be Punished’: Attacks on Civilians in Eastern Congo” documentava in dettagliol’uccisione deliberata di oltre 1400 civili tra il gennaio e il settembre del 2009 durante due successive operazioni delle forze armate congolesi contro le milizie rwandesu hutu e le ‘Forze democratiche di liberazione del Rwanda (FDLR).

Nei giorni scorsi Amnesty International ha chiesto al governo di Kinshasa di proteggere i difensori dei diritti umani dal rischio di essere arrestati arbitrariamente dalle forze di sicurezza e dalle costanti minacce di morte. L’organizzazione ha diffuso le storie di otto importanti difensori dei diritti umani dell’Rdc, sottolineando il pericolo che la persecuzione ai loro danni possa aumentare in vista delle elezioni del 2011. “Il ruolo dei difensori dei diritti umani è fondamentale per attirare l’attenzione sulle violazioni dei diritti umani. L’aumento della persecuzione rende più difficile portare avanti questo importante lavoro. Molti di loro vengono invece arrestati solo per aver parlato a nome di altre persone” – ha dichiarato Andrew Philip, ricercatore di Amnesty International sull’Rdc.

Nel corso dell’Esame periodico universale cui il Consiglio Onu dei diritti umani ha sottoposto l’Rdc lo scorso dicembre, alcuni stati hanno espresso preoccupazione per la situazione dei difensori dei diritti umani nel paese. Il governo di Kinshasa ha successivamente dichiarato che avrebbe dato seguito alle raccomandazioni dell’Onu affinché venissero “adottare ulteriori misure per proteggere i difensori dei diritti umani (…), assicurare indagini e procedimenti giudiziari nei confronti dei crimini e delle violazioni ai danni dei difensori dei diritti umani e dei giornalisti e adottare un quadro giuridico efficace per proteggere gli attivisti per i diritti umani secondo quanto prevede la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui difensori dei diritti umani”. Amnesty International sollecita il governo dell’Rdc a introdurre tempestivamente questi cambiamenti nelle leggi e nella prassi vigenti nel paese. [GB]

eBook

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Contatti

Uomoplanetario.org

Email

Telefono+39 (340) 1046944

×
  • HOME
  • ABOUT
  • CONTACT