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Casa fotovoltaica

Marco Boschini

Il Libro Verde “Verso una strategia europea della sicurezza dell’approvvigionamento energetico” mette in luce tre elementi sui quali riflettere.

In futuro la dipendenza energetica dell’UE dalle fonti energetiche esterne è destinata ad aumentare dal 50% al 70% nel 2030 se non verranno presi provvedimenti.

Anche le emissioni di gas serra nell’UE sono attualmente in aumento, il che rende ancora più difficile far fronte al cambiamento climatico ed assolvere gli impegni di Kyoto.

L’UE può influire in modo limitato sulle condizioni dell’offerta mentre può intervenire sul lato domanda, essenzialmente promuovendo risparmi energetici nel settore degli edifici ed in quello dei trasporti.

Il settore civile, residenziale più terziario, assorbono mediamente nell’UE più del 40% delle fonti energetiche. Intervenire sul contenimento dei consumi, riducendo da un lato la domanda attraverso la promozione del risparmio energetico e diffondendo l’uso delle fonti energetiche rinnovabili (in particolare l’energia solare) rappresenta l’unica strategia vincente.

La Direttiva comunitaria sull’efficienza energetica degli edifici, approvata dal Parlamento europeo lo scorso dicembre, è lo strumento di riferimento per l’attuazione di politiche di riduzione dei consumi energetici negli edifici. La Direttiva, infatti, invita gli Stati membri ad applicare misure minime di rendimento energetico agli edifici di nuova costruzione e agli edifici in ristrutturazione.

Oggi l’importanza dei temi ambientali costituisce uno dei punti focali del dibattito politico e scientifico. Gli edifici producono una serie di impatti sull’ambiente: occupano suolo; alterano il terreno, eliminando vegetazione e ostacolando il deflusso delle acque meteoriche; mutano i cicli di vita naturale nell’area circostante; consumano risorse, materiali, energia/combustibili per la loro realizzazione, a partire dai loro componenti, e durante tutta la loro esistenza.

Il concetto di qualità energetica degli edifici, per non rimanere un’astrazione, deve essere attuato attraverso strumenti operativi. Nel contesto nazionale quello più efficace è il Regolamento Edilizio Comunale.

E’ in questo contesto che nasce il nuovo Regolamento Edilizio del Comune di Carugate, lo strumento più avanzato a livello nazionale per indirizzare gli operatori verso un’edilizia sostenibile, ossia una edilizia finalizzata a soddisfare le esigenze attuali senza compromettere la possibilità per le future generazioni di soddisfare, negli stessi modi, le proprie. Il Regolamento Edilizio introduce tre criteri noti da tempo ma scarsamente applicati: il risparmio energetico, l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili e l’impiego di tecnologie bioclimatiche.

Il Comune di Carugate è stato il primo e per ora unico in Italia a prevedere l’installazione di pannelli solari termici sugli edifici di nuova costruzione.
Che cosa è successo a un anno dall’entrata in vigore del nuovo regolamento?

È da più di un anno che nel comune di Carugate (Milano) è operativo il nuovo regolamento edilizio. Un regolamento per certi versi rivoluzionario, nel quale sono stati inseriti elementi di bioarchitettura, risparmio energetico e utilizzo delle fonti di energia rinnovabili, che sono così diventati obbligatori (il testo completo del regolamento è scaricabile dal sito del comune: www.comune.carugate.mi.it.

Carugate è una cittadina di meno di 15.000 abitanti: la superficie di collettori solari installati risulta 10 volte superiore alla media pro-capite installata in Italia nello stesso periodo!

Gli obblighi imposti alle nuove costruzioni non hanno scoraggiato il mercato: la quantità di licenze emesse non è variata in modo significativo rispetto agli anni immediatamente precedenti.
Ha fatto molto più scalpore, presso gli utenti, un drastico aumento degli oneri di urbanizzazione, piuttosto che gli obblighi del nuovo regolamento edilizio. Le ditte costruttrici si sono adeguate senza particolari problemi alle nuove normative, gli acquirenti probabilmente si sono resi conto che l’aumento di costo delle abitazioni, dovuto all’adeguamento alle nuove normative, non è facilmente distinguibile dall’aumento generalizzato del settore o dai costi delle personalizzazioni degli interni.
In compenso questi nuovi abitanti di Carugate vivranno in case che consumano la metà di quello che consuma una casa media costruita con le tecniche tradizionali.
Nel mese di aprile è entrato in vigore anche l’obbligo della certificazione energetica degli edifici nuovi o in restauro, con quasi un anno di anticipo sulle scadenze previste dalle normative europee. La certificazione energetica degli edifici ricalca lo schema già attivo da tempo nella provincia di Bolzano (progetto Casaklima) e adotta anche gli stessi simboli grafici e gli schemi delle targhe da applicare agli edifici. In questo modo si cerca, dal basso, di creare uno schema unitario che possa essere diffuso in tutta Italia.

Per ora Carugate rimane un caso unico, non solo in Italia, ma anche in Europa. Infatti, all’estero c’è un solo esempio di obbligo dell’inserimento delle energie rinnovabili sulle abitazioni, a Barcellona (Spagna). Il regolamento edilizio di Carugate però è molto più completo e prevede anche norme sugli isolamenti delle strutture, sui sistemi di riscaldamento a bassa temperatura, sull’utilizzo di caldaie a condensazione.

NEL RESTO DELL’ITALIA?
In Italia ci sono alcune decine di comuni che hanno introdotto principi di risparmio energetico nei propri regolamenti, seguendo percorsi più o meno personalizzati.
Possiamo individuare alcuni tipi di approccio al problema:

– sulla base di un approccio del tutto volontario, fornire gli strumenti per valutare la qualità degli edifici (certificazione energetica) e obiettivi di eccellenza. È quanto ha fatto la provincia di Bolzano. Si è creato un mercato che premia la qualità, ma non è sicuro che un sistema come questo funzionerebbe anche in ambienti culturali molto diversi.
– Dare indicazioni operative generiche (è buona norma realizzare…, sarebbe opportuno inserire..) senza obblighi e senza sanzioni. Un sistema di questo tipo non ha mai funzionato.
– Premiare l’adozione degli accorgimenti che migliorano l’efficienza energetica, sotto forma di sconti sugli oneri di urbanizzazione o di aumenti della volumetria. È quanto si è fatto o si sta studiando in Emilia Romagna. È un tipo di provvedimento che potrebbe avere anche effetti controproducenti, come ad esempio una maggiore pressione urbanistica sul territorio.
– Obbligare semplicemente l’utente a realizzare abitazioni fatte come si deve, per mezzo di un regolamento chiaro ed esplicito. È la soluzione più semplice, se adottata con serietà non può non funzionare e alla fine accontenta anche i diretti interessati, che si trovano ad abitare in case più confortevoli e più economiche nella gestione.

Fonte: www.marcoboschini.it

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