Home»Nonviolenza»Un anno con 100 oggetti soltanto. “E’ la mia sfida al consumismo”
Oggetti di Gandhi

Benedetta Perilli

 

TRECENTOSESSANTACINQUE giorni da trascorrere con solo cento oggetti a disposizione, dal 12 novembre 2008 al 12 novembre 2009. Cosa fare del resto delle cose possedute? Disfarsene quanto prima. 100 Thing Challenge, letteralmente la sfida delle cento cose, si chiama così l’impresa che Dave Bruno, 37 anni, imprenditore di San Diego ha deciso di compiere la scorsa estate. “Guardando la casa dove vivo con mia moglie e le nostre figlie – racconta Bruno – mi sono reso conto che gli oggetti ci stavano letteralmente sommergendo. Ho deciso così di dare il mio personale contributo alla lotta al consumismo“. Ecco allora che l’imprenditore americano decide di condividere la sua eccezionale esperienza aprendo un blog nel quale insieme alla comunità di utenti che lo frequentano si prepara al suo anno “stuff free” stilando e discutendo con loro la lista dei cento oggetti da portare. Questa volta però non ci sono valige da riempire o destinazioni da raggiungere. Ecco la vera sfida: vivere la vita di tutti i giorni, nella propria casa, rinunciando a tutto quello che si possiede. Ad eccezione di cento, importantissime, cose.

Come sceglierle, quali scegliere e soprattutto quale criterio utilizzare per il conteggio: queste alcune delle domande che gli utenti più curiosi, attratti da un forte desiderio di emulazione nei confronti della pioneristica impresa di questo Robinson Crusoe delle quattro pareti, pongono a Bruno. Insomma i libri valgono come un’intera categoria da riempire con un numero variabile di volumi o bisogna dare un limite alla quantità di testi consentiti. Si deve necessariamente eleggere un preferito tra Shakespeare e Carver? O ancor peggio tra le t-shirt che si indosseranno nel prossimo anno?

La risposta arriva dallo stesso imprenditore americano che in calce alla lista di oggetti fondamentali ha deciso di postare le sei regole d’oro per l’elenco perfetto. “Per oggetti personali si intendono cose di mia proprietà, escluso quindi tutto ciò che è condiviso con la mia famiglia come il letto e gli utensili da cucina – spiega Dave Bruno – in secondo luogo chiuderò tutte le cose di valore affettivo nel garage per rivederle solo dopo un anno. Come terza regola conto i libri come categoria che può essere quindi riempita a piacere, anche se spero di ridurre a cento quelli in mio possesso. Stessa regola anche per indumenti intimi e calzini”. Poi aggiunge: “Terrò nella lista i miei attrezzi da falegname anche se non li conterò fra i cento oggetti e farò lo stesso anche con la mia collezione di trenini Marklin che prometto di non aprire per un anno e di vendere su Ebay quanto prima”.

Ma veniamo ora all’elenco delle cento cose scelte da Dave Bruno per il suo anno di vita anti-consumismo. Divisi in otto categorie gli oggetti attualmente presenti nella lista sono circa centoventuno, molti dei quali catalogati come in vendita, in regalo o in attesa di essere eliminati. Sotto la prima voce, letture, compaiono un volume della Bibbia, libri e due riviste in abbonamento mentre tra gli oggetti basilari ci sono un taccuino Moleskine, una matita, una penna, un portafogli e un paio di occhiali. Per quanto riguarda l’elettronica invece sono sette le cose da salvare, capeggiate dall’intramontabile computer iMac, tra le quali anche una stampante, un orologio, un hard disk e delle cuffie. Sette anche le apparecchiature fotografiche, tra le quali una macchina Canon, alcuni obiettivi, un flash, un treppiedi.

Molto più corposa e complessa appare invece la lista dell’equipaggiamento da campeggio, sacchi a pelo, tende, piatti, stoviglie e bicchieri che nella nuova vita di tutti i giorni di Dave Bruno andranno a sostituire tutte quelle comodità che la sua abitazione poteva fornire. In questa categoria rientrano anche alcuni indumenti come impermeabili, tute e scarpe da ginnastica. Per quanto riguarda l’igiene personale sono solo tre gli oggetti che Bruno terrà con se. Quale stupore per tutte quelle donne che non riescono a vivere senza decine di flaconi e cosmetici scoprire che per un anno si può vivere di solo rasoio, spazzolino e trimmer per peli del naso e delle orecchie. Oggetto quest’ultimo, che Dave Bruno tiene a precisare, tenuto solo perché regalatogli dalla moglie. Nella miscellanea appaiono un’automobile Mazda del 1992 e uno skateboard ed infine, nella categoria abbigliamento, giacche, cravatte, pantaloni, scarpe e cinte.

L’obiettivo del 100 Thing Challenge è di sviluppare in me una certa disciplina del consumo – spiega Dave Bruno – voglio adottare la filosofia del non pensare o comportarmi come farebbe il tipico consumatore americano. Voglio vivere una vita fatta di carità e speranza non di consumo insensato, egoistico e avido“.

La lista, in continuo aggiornamento grazie ai consigli dei lettori del blog, troverà la sua versione definitiva entro il 12 novembre. Il resto degli oggetti posseduti da Dave Bruno verranno regalati o venduti. E a chi non riesce ad immaginare una vita così poco materiale basterà ricordare ad esempio che la regola del possesso dei monaci buddisti ammette solo otto oggetti, tra i quali un rosario, un rasoio e una valigia. E che ad Albert Einstein erano sufficienti un violino, una penna stilografica, un orologio solare e una giacca di pelle per vivere bene. In fondo, come ricorda Dave Bruno, “Gli oggetti devono essere utilizzati. Le persone devono essere amate. Peccato che la nostra società faccia proprio il contrario“.

Benedetta Perilli

Fonte: www.repubblica.it

eBook

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Contatti

Uomoplanetario.org

Email

Telefono+39 (340) 1046944

×
  • HOME
  • NONVIOLENZA
  • ABOUT
  • CONTACT